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“Portofino”, 1940, tempera e china su carta, cm 74x110

MICHELE CASCELLA: La gioia di vivere

Al Museo Michetti di Francavilla a Mare, una rassegna a cura di Vittorio Sgarbi che documenta gli oltre ottant’anni di attività di uno dei pittori figurativi più amati del Novecento

a cura di David Bernacchioni, il 09/07/2008

Ha diviso la critica, ma il talento pittorico e l’amore del pubblico restano un punto fermo nella carriera di Michele Cascella. A quasi vent’anni dalla morte, il maestro figurativo viene celebrato da una mostra curata da Vittorio Sgarbi che inaugura sabato 12 luglio al Museo Michetti di Francavilla a Mare (Chieti). L’esposizione si intitola “Michele Cascella: La Gioia di vivere” e presenta più di ottanta opere che attraversano tutte le principali fasi espressive dell’artista, dagli esordi più remoti all’attività estrema, seguendo un arco cronologico compreso fra il 1905 al 1987.

Le opere giovanili già rivelavano il talento colorista di Cascella

“Marina Ligure”, anni ’50, tempera su carta, cm 70x100

Si comincia con le opere giovanili, fra Abruzzo, Milano e Parigi, nelle quali Cascella rivela immediatamente il talento che lo contraddistinguerà per il resto della carriera, quello di colorista, segnato certamente dall’imprinting di Michetti, ma rinnovato alla luce degli sviluppi del Post-Impressionismo più coerenti con la lezione di Monet e Rénoir, oltre che con quelli del Divisionismo, l’esito nazionale in questo senso più rappresentativo.
Opere come “Paesaggio con figure”, “Trabocco di San Vito”, “Primavera presso Ortona”, e “Figure sulla Pescara”, tutte precedenti il 1908, possono dirsi fra le più moderne del panorama nazionale del momento, ricche di svaporamenti cromatici, talvolta con accenti alla Turner, che stilizzano la natura per introdurla in una dimensione simbolista, estranea alla caducità delle cose terrene.

La visione emotiva della natura e l’approdo ad una variante del Primitivismo italiano

La sperimentazione della sensorialità impressionista, caratteristica delle esperienze di Cascella fino al 1913, denota una visione della natura come oggetto di contemplazione che deve suscitare, in primo luogo, coinvolgimento emotivo, tenendo le debite distanze, quindi, dagli approcci mentali alla Cézanne. Con tutto ciò, specie dopo il 1916, in precoce percezione del “rappel à l’ordre”, Cascella non disdegna di associare il colore vibrante a un uso equilibratore del disegno, cosa che lo induce a prospettare una particolare variante del Primitivismo italiano, fra tradizione nazionale e francesismo, come si denota in opere come “Giallo e verde” e “La giacca rossa”, entrambe del 1918.

Il successo internazionale dei paesaggi e delle vedute

“Autunno”, 1960, olio su tela, cm 76x128

La specializzazione nel paesaggio e nella veduta, in un momento di crisi dei generi, assicura a Cascella un successo di portata internazionale, con i consueti soggetti abruzzesi che vengono alternati a quelli di Portofino e delle maggiori metropoli, come un carnet di viaggio, e il ventaglio di opzioni espressive che varia di volta in volta, dal sentimentalismo tardo-simbolista, improntato su tonalità fredde, al bozzettismo da Ecole de Paris, pittoricistico, che lo faceva definire l’Utrillo italiano, con incursioni in terreni comuni che gli fanno sfiorare ora Strapaese, ora il Chiarismo, ora l’Espressionismo di Sassu (“Solennità in San Pietro”, 1939) o dei Sei di Torino (Rachele, 1943).

Cascella come reazione all’intellettualismo e all’arte come fenomeno elitario

Dopo il 1945, condizionato in Italia dal Neo-Cusbismo e dal recupero di Cézanne, quando non dall’abiura della figurazione, la pittura di Michele Cascella si connota come precisa reazione agli eccessi di intellettualismo che stavano trasformando l’arte in fenomeno fortemente elitario, rivolto a cerchie specializzate, stabilizzandosi sui soggetti e i caratteri di massima individuati negli anni precedenti, ma secondo accenti sempre più solari e diretti che limitano al minimo le mediazioni nella comunicazione fra l’artista e il suo pubblico.

    Scheda Tecnica

  • “Michele Cascella: La gioia di vivere”
    dal 13 luglio al 30 settembre 2008
    Inaugurazione: sabato 12 luglio, ore 18
  • Curatore:
    Vittorio Sgarbi
  • Museo Michetti - MUMI
    Francavilla al Mare (CH), Via S. Domenico 1
  • Orario di apertura:
    tutti i giorni, ore 18-24
  • Biglietti:
    Intero € 6; ridotti € 4 (ragazzi fino a 18 anni, studenti e ultrasessantenni)
  • Catalogo:
    Skira (testi: Vittorio Sgarbi, Maurizio Fagiolo dell’Arco)
  • Info:
    Tel. (+39) 085 815164 – (+39) 085 4920202
    cultura@comunedifrancavilla.ch.it
    Comune di Francavilla a Mare

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