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Andrea Riccio, “Pastore che munge la capra Amaltea”, particolare, bronzo, Firenze, Museo del Bargello

RINASCIMENTO E PASSIONE PER L'ANTICO

Ad “Andrea Riccio e il suo tempo”, uno dei periodi più significativi del Rinascimento italiano, è dedicata una mostra al Castello del Buonconsiglio di Trento con un ricco allestimento di dipinti, disegni, incisioni, marmi, bronzi, terrecotte, cristalli e oreficerie

a cura di David Bernacchioni, il 02/07/2008

Da sabato 5 luglio rivivrà a Trento uno dei momenti più emozionanti del Rinascimento italiano. In contemporanea a “Rembrandt e i capolavori della grafica europea”, nelle sale del Castello del Buonconsiglio apre infatti al pubblico la mostra “Rinascimento e passione per l’antico. Andrea Riccio e il suo tempo”.

L’esposizione intende mettere in luce quella straordinaria congiuntura artistica venutasi a creare fra Padova e Venezia intorno all’anno 1500, nel momento in cui i modelli elaborati da personalità come Donatello, Mantegna e Bellini cedono gradualmente il passo alle novità che si vanno affermando con Giorgione e il giovane Tiziano. Dipinti, disegni, incisioni, marmi, bronzi, terrecotte, cristalli e oreficerie realizzati da questi, ma anche da altri artisti (leggi l’elenco delle opere), documenteranno tale fortunato periodo.

Esposta per la prima volta una ricca selezione di opere di Andrea Brioso detto Riccio

La mostra di Trento presenterà per la prima volta al pubblico una ricchissima selezione di opere dello scultore Andrea Brioso, detto Riccio verosimilmente a causa dei riccioli della sua capigliatura; uno degli scultori rinascimentali più affascinanti ma oggi meno conosciuti, almeno dal grande pubblico. In mostra ci sarà la sua produzione in bronzo sia in terracotta, con pezzi provenienti dall’Italia e dalle più prestigiose istituzioni straniere: dalla Ca’ d’Oro di Venezia al Museo del Bargello di Firenze, dalla National Gallery di Washington al Louvre di Parigi.

Aspettando la mostra che si terrà in autunno alla Frick Art Collection di New York

Riccio, “Testa muliebre”, Museo Civico di Padova

Riccio nacque a Trento nel 1479, le sue opere figurano con rilievo nei maggiori musei in Italia e all’estero. Nel 2008 Riccio verrà celebrato con due grandi mostre: quella che si terrà al Castello del Buonconsiglio e un’altra, prevista per l’autunno, presso la Frick Art Collection di New York.
Figlio dell'orefice Ambrogio, attestato a Trento con prestigiose cariche, Riccio si dovette dunque formare in questa città. Ancora giovane Riccio lasciò Trento per trasferirsi a Padova dove sarebbe rimasto fino alla morte, avvenuta nel 1532.

Maestro della scultura “per via di porre”, Brioso lavorò solo con terracotta e bronzo

Campione assoluto di quella scultura “per via di porre” che Michelangelo avvicinava alla pittura e contrapponeva a quella “per forza di levare”, realizzata cioè nel marmo, Riccio si cimentò per tutta la propria attività solo con la terracotta e il bronzo, due materiali che peraltro erano stati largamente impiegati e apprezzati nell’antichità classica. Cresciuto in una Padova dove gli insegnamenti di Donatello e Mantegna erano ancora vivissimi, Riccio credette con passione a un continuo confronto con i grandi modelli dell’antichità, recuperati con spirito quasi archeologico.

Fautore di un’arte sacra umanista, in cui i Santi sono raffigurati come eroi classici

Una convinzione rafforzata dalla frequentazione con gli umanisti dello studio padovano. Questi infatti, non solo amavano circondarsi di oggetti dal forte sapore antiquario quali i bronzetti ma credevano anche in un’arte sacra dove anche i Santi (è il caso del magnifico Sant’Enrico proveniente da San Canziano a Padova e che sarà esposto a Trento) venivano raffigurati come eroi classici. Ecco dunque che anche nelle chiese compaiono sfingi, satiri e personaggi mitologici. Di lì a pochissimo riforma protestante e successiva controriforma cattolica avrebbero posto definitivamente fine a una tale contaminazione.

Scultore veneto, Bacile con serpente, bronzo, Vienna, Kunsthistorisches Museum

Opere che documentano anche l’intreccio di civiltà rinascimentale veneta e nordica del tempo

Una sezione della mostra sarà pertanto dedicata ad indagare la cultura umanistica di Giovanni Hinderbach, principe vescovo di Trento dal 1465 al 1486 e dei suoi successori da Giorgio di Neydeck a Bernardo Clesio. Le opere esposte, tra cui le portelle d'organo dipinte dal veronese Falconetto in occasione dell'incoronazione a imperatore di Massimiliano I (avvenuta a Trento nel 1508), offriranno la possibilità di indagare anche le vicende di quel complesso intreccio tra civiltà rinascimentale veneta e nordica che contraddistinse in quegli anni la storia dell'arte in Trentino.

    Scheda Tecnica

  • “Rinascimento e passione per l’antico. Andrea Riccio e il suo tempo”
    dal 5 luglio al 2 novembre 2008
    Inaugurazione: venerdì 4 luglio
  • Castello del Buonconsiglio
    Trento, Via Bernardo Clesio 5
  • Orario di apertura:
    mar-dom, ore 10-18; lun chiuso
  • Biglietti:
    Intero € 7; ridotto € 4 (studenti fino ai 26 anni di età; Gruppi di visitatori di almeno 15 persone; Soci o tesserati di Enti convenzionati con il Museo)
  • Info:
    Tel. (+39) 0461 233770 - Fax (+39) 0461 239497
    info@buonconsiglio.it
    Castello del Buonconsiglio
  • Gruppi, Scuole e visite guidate
    Servizi educativi del museo: Tel. (+39) 0461 492811
    education@buonconsiglio.it

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