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Silvio Vigliaturo, “Segni di Luce”, scultura in vetro

L’Università dell’arte vetraria di Altare e Vigliaturo

La cittadina del savonese ospita una mostra personale del maestro della vetrofusione, in un percorso espositivo che ne presenta le opere accanto a quelle del Museo dell’Arte Vetraria

a cura di Bernd Noack, il 28/06/2008

Arte vetraria di ieri e di oggi, accomunata nel segno di un’altissima qualità, è quanto propone la mostra “L’Università dell’arte vetraria di Altare e Vigliaturo”, che inaugura oggi sabato 28 giugno al Museo dell’Arte Vetraria di Altare (Savona). L’accostamento presentato dall’esposizione è quello fra la produzione contemporanea di un grande maestro della vetrofusione, Silvio Vigliaturo, e le opere dal XVII secolo ad oggi conservate a Villa Rosa, importante esempio di architettura liberty di inizio ‘900.

Il metodo “à la façon d'Altare” e la tecnica unica al mondo di Vigliaturo

Quest’ultima collezione comprende i “giganti del vetro” (le opere più grandi mai costruite in soffiatura), gli oggetti di uso comune, le opere di grandi Maestri del ‘900, “il vetro d’uso, la farmo-chimica, il vetro artistico”, metodo “à la façon d'Altare” diffuso nel mondo dall’incomparabile abilità dei maestri vetrai altaresi.
Tendenze stilistiche nelle diverse linee di lavorazione del vetro soffiato, che oggi in simbiosi, colloquiano con le opere di Silvio Vigliaturo, la cui tecnica conseguita in anni di sperimentazioni e ricerche si rivela sempre più originale e personale, tanto da essere riconosciuta da esperti e critici come unica al mondo.

Sculture di luce, con lavorazione in oro, argento e soffiature

Silvio Vigliaturo, “Il compositore”, scultura in vetro

La mostra si snoda su tre piani della villa in armonia con le opere presenti al museo, dove “grandi installazioni, grandi monoliti, Torre di Babele”, in una magia di vetro ci avvolgono in un viaggio fantastico senza tempo. Sculture di luce, con lavorazione in oro, argento e soffiature, sono in continua evoluzione e l’inesausta ricerca sul colore e sulla forma, fanno dei lavori di Vigliaturo il simbolo di una lotta con il colore e la materia che ha portato l’artista ad affrontare una grande varietà di tematiche con stili e strumenti diversi.

Il conflitto tra la modernità del segno e dell’idea, e l’essenza di un materiale antico

Il vetro come materiale, ma anche come scelta ideologica, è uno degli aspetti più importanti della vicenda artistica del maestro originario di Acri (Cosenza): il suo rapporto con la contemporaneità passa oggi soprattutto attraverso il suo ruolo di artigiano, homo faber, artista ed alchimista, che lo pone in una posizione di totale diversità e unicità. Le sue opere in vetro, esito del lavoro compiuto dall’artista stesso nei forni della sua bottega situata a Chieri in Piazza Duomo, rappresentano anche il risultato del conflitto tra la modernità del segno, dell’immagine e dell’idea, e l’essenza di un materiale molto antico.

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