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Portrait of Magritte in his garden (double-exposed) – 1965. © Duane Michals, Courtesy Pace/MacGill Gallery, New York

DUANE MICHALS “50”

Artista al confine tra fotografia, pittura e poesia, Verona rende omaggio ai 50 anni della straordinaria carriera di uno dei nomi più prestigiosi dell’avanguardia americana

a cura di Valentina Redditi, il 22/06/2008

Curata dal fotografo e docente Mauro Fiorese e dalla critica e curatrice Enrica Viganò, ha aperto ieri al pubblico al Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri di Verona un’importante retrospettiva dedicata al grande fotografo Duane Michals, dove, attraverso una dettagliata e puntuale panoramica sulla produzione dell’artista dal 1958 al 2008, sarà possibile ripercorrere la sua cinquantennale straordinaria carriera.

In mostra circa 90 opere, per un totale di oltre 200 fotografie

L’esposizione, che sarà possibile visitare fino al prossimo 14 settembre 2008, prevede un percorso espositivo che presenta le prime opere scattate in URSS durante una vacanza con una macchina fotografica presa in prestito, per poi concludersi con l'ultima serie di immagini a colori dedicate alla cultura giapponese. La mostra si articola su circa 90 opere (per un totale di oltre 200 fotografie) considerate, per la loro originalità, delle pietre miliari nella storia della fotografia, accompagnate da una video intervista realizzata in esclusiva da Mauro Fiorese con l'autore.

La carriera dell’artista nelle quattro sezioni della mostra

There are thing here not seen in this photograph – 1997. © Duane Michals, Courtesy Pace/MacGill Gallery, New York

La mostra, che include tra l’altro l’ultimo autoritratto utilizzato per la copertina del libro “The Essential Duane Michals”, si divide essenzialmente in quattro sezioni che caratterizzano la carriera dell’artista e che hanno segnato, per la loro originalità, delle vere e proprie pietre miliari nella storia della fotografia : ritratti, autoritratti, sequenze e foto-testi.

Nella sezione “Ritratti” illustrata la sua attività per le migliori testate

Dopo l’esordio fortunato in URSS, Duane Michals decide di diventare fotografo ritrattista free-lance. Lavora per le migliori testate di New York e ritrae soprattutto personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo. Alcuni soggetti ricorrono negli anni, in particolare i membri della sua famiglia e il suo amico d’infanzia Andy Warhol. Una prova da grande ritrattista è costituita dalla serie di René Magritte, per lui un idolo incontrastato, che visitò e fotografò per alcuni giorni in Belgio, entrando veramente nel suo mondo e restituendoci una rappresentazione straordinaria del famoso pittore.

“Sequenze”: prima rottura con i capi saldi della fotografia tradizionale

La prima vera rottura di Duane Michals con i capi saldi della fotografia tradizionale risale al 1966, quando introduce la tecnica delle sequenze per raccontare storie immaginate. Michals sostiene che la vera realtà sia quella che sta dentro di noi, unita a tutte le percezioni che la pura fotografia non potrà mai rappresentare. Con la successione di immagini che costituiscono una sequenza, Michals riesce a sviluppare discorsi perlopiù metafisici, utilizzando la messa in scena in ambienti piuttosto spogli. A chi lo accusava che con questa tecnica sublimava il suo desiderio represso di fare cinema, Michals rispondeva che le fotosequenze stavano al cinema come le poesie ai romanzi: tutt’altra sintassi.

Magnus was burnt by Solange’s fiery mane – 2008. © Duane Michals, Courtesy Pace/MacGill Gallery, New York

”Foto-testi”: i testi che integravano le immagini

La seconda provocazione ai canoni della fotografia, Michals la mise a punto nel 1974, quando osò scrivere sulla carta fotografica testi che integravano le immagini. Un’ulteriore occasione per evidenziare l’impossibilità di fotografare la realtà, come nell’immagine “Ci sono cose qui che non si vedono in questa fotografia”. Attraverso le immagini con testo, Michals, inoltre, ha modo di sviscerare la sua filosofia, caratterizzata da un pensiero assolutamente tollerante e aperto, puro e sensibile. In effetti Michals trova sempre il modo di spingerci a riflettere con profondità e onestà, sia su noi stessi che sull’umanità.

”Autoritratti”: un indagine del suo io

L’autoritratto è una costante che ritorna negli anni, sempre rinnovata, molto spesso divertente e con riferimenti biografici. Negli autoritratti ancora di più Duane Michals indaga il suo io con innocenza e spregiudicatezza, mette a nudo i suoi sogni e le sue paure, gioca con le citazioni e i doppi sensi.

”Gli ultimi dieci anni”: in mostra anche tre opere significative realizzate negli ultimi anni

Chance Meeting – 1970. © Duane Michals, Courtesy Pace/MacGill Gallery, New York

In aggiunta alla retrospettiva dei primi quaranta anni, e a dimostrazione dell’inarrestabile natura del geniale flusso creativo di Duane Michals, la mostra presenta anche tre significativi esempi degli ultimi lavori dell’artista. Nel 2001 On Contemporary Art costituisce una netta presa di posizione sull’arte contemporanea o, meglio, sui vizi e le furbizie del suo mercato. Michals, con l’ironia che fa oramai parte del suo DNA, denuncia l’artificiosità delle opere che dominano la scena dell’arte fotografica contemporanea rivisitando lavori di famosi autori con una parodia delle immagini e una satira su quei testi attraverso cui la critica ufficiale declama, con linguaggio criptico, l’apoteosi della loro creatività.

In seguito con The House I Once Called Home Michals, fotografando la casa della sua infanzia in rovina, ci accompagna tra le pieghe del suo e del nostro passato, in cui la fragilità dell’essere umano viene riletta con accettazione e indulgenza, ma anche senza negare dure verità. L’ultimo esempio è la serie del 2005 Ukiyo-e: Pictures from the Floating World, un omaggio alla cultura giapponese e uno dei pochi lavori in cui l’artista usa il colore come ulteriore mezzo espressivo. Secondo le parole dello stesso Michals, la serie esplora quello che l’artista descrive come “il mondo reale delle apparenze in cui viviamo”.

Scheda Tecnica

  • DUANE MICHALS “50”
    fino al 14 settembre 2008
  • Curatori:
    Mauro Fiorese, Enrica Vigano'
  • Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri
    Verona, Cortile del Tribunale (Piazza Viviani)
  • Orario di apertura:
    mar-dom, ore 10-19 (la biglietteria chiude alle ore 18.30); lun chiuso
  • Info:
    Tel. (+39) 045 8013732
    Caterina Spillari (Scavi Scaligeri)
    Tel. - Fax (+39) 045 8077391
    caterina_spillari@comune.verona.it

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