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Sergio Zavoli: tre interviste ad Alberto Sughi

Tre lunghe interviste del grande giornalista al maestro del “realismo esistenziale”, oggi quasi introvabili, verranno presentate insieme e riproposte, per la prima volta anche in inglese, sul sito web dell’artista

a cura di Redazione, il 30/05/2006

«Le nostre strade, pur attraverso percorsi accidentati in maniera diversa, ci portavano a misurarci con alcune centralità della vita che sono il grande problema irrisolto della nostra generazione”. Così si rivolgeva Alberto Sughi a Sergio Zavoli nell’introduzione a un’intervista che il grande giornalista realizzò con lui nel 1981 per la monografia “Memoria e Immaginazione della Famiglia» (nell’immagine la copertina).

Dal 1° giugno 2006 i testi di quell’intervista e di due successive interviste di Zavoli a Sughi, una del 2003 (pubblicata come “Alcuni Pensieri sull’Illustrazione” in “Alberto Sughi La Vita Nuova di Dante”) e una dell’aprile 2006 (pubblicata nel catalogo dell’antologica di Alberto Sughi “Il Segno e l’Immagine” alla Galleria d’Arte Comunale Moderna di Arezzo, 2006), verranno presentate insieme e riproposte, per la prima volta anche in inglese, sul sito web dell’artista.

Ricche di riflessioni di carattere speculativo, con continui e precisi richiami ai fatti e ai personaggi della storia e della cultura italiana ed europea, oltre che corredate da un vasto repertorio iconografico, “Tre interviste ad Alberto Sughi” possono dirsi un documento importante per comprendere sia Alberto Sughi, il suo lavoro, sia la condizione dell’artista e dell’uomo dentro la società di oggi.

Nel giugno 2005 il sito dell’artista aveva già pubblicato “Sulla Pittura”, una versione rivista per la rete de “Il Teatro d’Italia”, intervista di B. M. Dradi ad Alberto Sughi. L’iniziativa relativa alle tre interviste Zavoli-Sughi ha però un sapore e un significato speciali. Nato nel 1928 a Cesena, Sughi è uno dei maestri riconosciuti del realismo esistenziale. A Zavoli – uno dei più noti e reputati giornalisti italiani – lo legano le comuni radici romagnole (Zavoli è di Ravenna), ma soprattutto l’appartenenza ad una generazione che ha svolto un ruolo centrale nella storia d’Italia del Novecento.

Il reciproco interrogarsi di due dei migliori intellettuali di quella generazione rappresenta oggi un’occasione per riflettere e capire meglio cosa ci aspetta in futuro, e forse cosa il futuro si aspetta da noi. Senza dimenticare l’interesse filologico di un’operazione che vede pubblicati insieme – per la prima volta – tre testi oggi di non facile reperibilità.

 
Immagine:
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