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La copertina di un 45 giri dei Beatles pubblicato nel 1968

BEATLES ’68

Lo Spazio Oberdan di Milano ospita una mostra che individua nella leggendaria band di Liverpool il riferimento ideale per raccontare una stagione straordinaria

a cura di Angelo Pinti, il 14/06/2008

Una mostra sui Beatles nel ’68 per raccontare il Sessantotto, i suoi fermenti culturali e sociali, il vento di cambiamento che lo caratterizzò.
Quarant’anni dopo, l'esposizione che inaugura lunedì 16 giugno allo Spazio Oberdan (apertura al pubblico dal giorno successivo) individua infatti nei Fab Four, nella loro storia, nelle trasformazioni, nei segni che sembrano cucire insieme l’apice della popolarità e l’anticamera dello scioglimento del più celebre gruppo della storia della musica pop, il riferimento ideale per raccontare quella stagione straordinaria.
“Beatles ’68” è curata, così come la mostra “Arrivano i Beatles” tenutasi ad Aosta nei mesi scorsi, da Umberto Buttafava e Enzo Gentile, ma da essa si differenzia sotto vari aspetti.

Uno sguardo privilegiato sul periodo in rapporto alla vicenda dei Beatles

Manifesto di grande formato per l'edizione italiana del film “Come ho vinto la guerra” (How I won the war) del 1968

L’allestimento, curato da Nicola Marras, intende visualizzare e spettacolarizzare i punti focali di quell’anno fatidico in rapporto alla vicenda dei Beatles: nel naturale contatto con il 1968, in modo da fornire una finestra, uno sguardo privilegiato sul periodo, tenendo conto sia della dimensione strettamente artistica-musicale, sia delle implicazioni e delle relazioni con la società.

Nel percorso espositivo i quattro “punti cardinali” del ’68 beatlesiano

Nel disegnare un percorso narrativo e divulgativo, i “Fab Four” vengono raccontati partendo da una sorta di quadrilatero che aiuti a fotografare le loro gesta, i prodromi della fine e gli avvenimenti dei tempi.
I quattro punti cardinali del ’68 beatlesiano vengono così precisati:
1.- il doppio lp omonimo, meglio conosciuto come “White Album”
2.- il viaggio in India, con le implicazioni e le variabili che ne seguirono
3.- il rapporto con il cinema (da “Magical Mystery Tour”, presentato alla fine di dicembre ’67, a “Yellow Submarine”)
4.- l’inizio di tutte le carriere soliste e dei progetti individuali che coincide con il lancio della Apple, società dalle molte facce e anime

Per ciascuno di questi punti sono create delle aree specifiche, dove sviluppare l’esposizione dei materiali, con un criterio atto a stuzzicare gli appassionati come i semplici curiosi, per qualità e quantità: tra copertine discografiche, spartiti, acetati, rarità autografate.

Quando i Beatles cominciarono a diventare John, Paul, George e Ringo

È quindi uno spaccato della storia dei Beatles, con l’intenzione di presentare una dimensione poco vista, fino all’indagine su quelle opere che, tra dischi solisti e avventure a proprio nome, John, Paul, George e Ringo cominciano in quel periodo a firmare, ancora senza grande attenzione da parte dei media.
Il tutto è corredato da un’ampia selezione di immagini (giornali, riviste, libri e 45 giri, cover, manifesti, locandine, oggettistica e memorabilia di stretta derivazione beatlesiana) che aiutano a focalizzare il ruolo dei Fab Four nel 1968, e da un originale impianto grafico.

Copertina della rivista satirica Usa "Mad", con riferimento all'esperienza indiana dei Beatles (settembre 1968)

Non solo Fab Four: i pannelli informativi sulla cultura e la società del '68

Parallelamente, a intersecare questa linea descrittiva del fenomeno Beatles, una serie di pannelli riassuntivi e divulgativi riassume su piani vicini ma distinti, illustrati con sobria eleganza, gli eventi di quell’anno, in Italia e a livello internazionale, sia nel campo dello spettacolo e della cultura, che in quello della cronaca e degli aspetti socio-politici: un tramite per riportare alla luce accadimenti anche minori e aiutare il pubblico in un’immersione totale nel periodo.
Un segmento importante viene anche dal contributo audio-video, dove sono mostrati reperti poco noti o mai visti del ’68 beatlesiano.

Da Grazia Neri, scatti esclusivi di Don Mc Cullin e Paul Salzmann

La mostra si avvale anche della collaborazione dell’Agenzia Grazia Neri che permette di avere in mostra cinque fotografie esclusive di Don Mc Cullin, gentilmente stampate da Epson, e cinque immagini di Paul Salzmann, unico fotografo ad immortalare i “quattro” e la loro compagnia nell’ashram indiano e le immagini di repertorio e costume che, sullo sfondo della vicenda musicale e umana dei Beatles, raccontano per suggestioni il ’68.

Il catalogo Mazzotta, con interventi e testimonianze di personaggi noti

L’esposizione è accompagnata da un catalogo pubblicato da Mazzotta Editore, che consta di 144 pagine, arricchito, rispetto all’esposizione, da interventi e testimonianze di personaggi noti, del mondo dello spettacolo e della vita pubblica (Alberto Fortis, Enrico Ruggeri, Altan, Mick Hucknall e Beppe Carletti).

Palla di neve con carillon di “Yellow Submarine”

Inoltre ci sono le cronologie dettagliate sul Sessantotto dei Beatles, della musica internazionale e del costume con i principali avvenimenti mondiali.

Nella sala cinema dello Spazio Oberdan le anteprime di due video

Martedì 24 giugno, dalle ore 20, nella sala cinema dello Spazio Oberdan: ”Serata con i Beatles”, anteprima dei video: The Beatles: Rare and Unseen (courtesy of Liberation Entertainment) e John Lennon – Classic Album: Plastic Ono Band (dalla serie “Classic Albums” di Eagle Vision, courtesy of Eagle Rock Entertainment). In collaborazione con Edel Italia srl. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

    Scheda Tecnica

  • “BEATLES ’68”
    dal 17 giugno al 14 settembre 2008
    Inaugurazione: lunedì 16 giugno
  • Curatori:
    Umberto Buttafava, Enzo Gentile
  • Spazio Oberdan
    Milano, Viale Vittorio Veneto 2
  • Orario di apertura:
    tutti i giorni, ore 10-19.30; mar e gio fino alle 22; lun chiuso
  • Biglietti:
    Intero € 4; ridotto € 2,50; gruppi scolastici € 1,50
    Ingresso libero il primo martedì di ogni mese
  • Catalogo:
    Gabriele Mazzotta
  • Info:
    Spazio Oberdan
    Tel. (+39) 02 7740 6300/6302
    Provincia di Milano
  • Visite guidate su prenotazione:
    Tel. (+39) 02 77406382
    didattica@provincia.milano.it

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