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Trento Longaretti, Il grande vecchio e bambino, olio su tela, 1973-1974, 120x80 cm

TRENTO LONGARETTI

Alla Fondazione Antonio Mazzotta di Milano una grande mostra antologica dedicata all’opera dell’artista bergamasco. Esposte 70 opere, tra le quali capolavori assoluti come “Il grande vecchio e bambino” del 1974

a cura di David Bernacchioni, il 11/06/2008

Protagonista assoluto dell’arte italiana del secondo Novecento, Trento Longaretti (inaugurazione giovedì 12 giugno) torna ad esporre a Milano dopo alcuni anni di assenza, con una mostra che ripercorre attraverso le 70 opere proposte, il suo straordinario itinerario artistico iniziato settant’anni fa.

Il progetto espositivo, entusiasmante cammino nell’arte di Longaretti

La mostra, organizzata dalla Fondazione Antonio Mazzotta e curata da Gianfranco Bruno, delineerà con precisione il suo percorso, dal periodo di Corrente, agli anni del dopoguerra, per giungere alla maturità, negli anni di insegnamento all’Accademia Carrara di Bergamo, con l’approdo all’utilizzo di colori accesi degli anni Settanta.

In mostra immagini simbolo della sua opera, dai mendicanti alle Madri

Il visitatore potrà ritrovare le immagini simbolo della sua pittura: i mendicanti ed i girovaghi che abitano paesaggi incantati come simbolo della fragilità umana, i ritratti delle Madri, che potrebbero essere scambiati per Madonne nella loro presenza sacrale, e che traggono forza dalla secolarità del loro ruolo nell’opporsi alla violenza del mondo.

E poi le nature morte, delicate e quasi religiose, fino alle nuove realizzazioni che affrontano il tema della solitudine del vivere. Una sezione della mostra sarà dedicata proprio all’ultima produzione con opere ricche di significato come il dipinto “Famiglia di viandanti a Praga e Tanti occhi da Praga”, del 2004.

Longaretti e i grandi del passato

Le radici di Longaretti sono da cercare in quel crogiolo internazionale rappresentato, tra l’altro, dalla Parigi degli anni di Cézanne, Modigliani e dei pittori russi, mentre con Chagall, Longaretti ha condiviso la stessa percezione del magico e del fantastico, scardinando i parametri di spazio e di tempo in nome dell’immaginazione.

Trento Longaretti, Famiglia di viandanti a Praga e tanti occhi da Praga, olio su tela, 2004, 80x110 cm

NOTE BIOGRAFICHE DI TRENTO LONGARETTI

Trento Longaretti (Treviglio, Bergamo, 1916) si è diplomato al Liceo Artistico di Brera a Milano dopodiché si è iscritto alla Facoltà di Architettura del Politecnico e all’Accademia di Brera scegliendo poi quest’ultima. A Brera è stato allievo di Aldo Carpi. Nel suo corso vi sono anche Cassinari, Bergolli, Morlotti, Dobrzansky, Valenti e Kodra.

Nel 1936 prende il via la sua attività espositiva

Nel 1936 inizia la carriera espositiva partecipando ai “Littoriali dell’Arte” e a numerose collettive a Milano, Genova, Bergamo. Nel 1939 (anno del diploma a Brera) si aggiudica il Premio Mylius e il Premio Stanga.

Da Guttuso a Vedova, i contatti con gli artisti di “Corrente”

Sono di quegli anni le frequentazioni dell'àmbito di “Corrente” (dove entra in contatto con Guttuso, Morlotti, Birolli, Sassu, Vedova), ma sono anche gli anni della guerra passata tra Slovenia, Sicilia e Albania (le immagini belliche e il profondo rifiuto della violenza sono temi che l'artista non abbondonerà più).

Alla Biennale di Venezia nel ’42, ’48, ’50 e ‘56

Nel 1942 è invitato alla Biennale di Venezia (vi ritornerà nel 1948, nel 1950, nel 1956) e partecipa alla “Mostra degli artisti in armi” al Palazzo delle Esposizioni di Roma. La prima personale è dell'anno seguente alla Galleria La Rotonda di Bergamo, con presentazione di Raffaello Giolli.

Trento Longaretti, L'allegria, olio su tela, 2005, 70x96 cm

Per venticinque anni alla guida dell’Accademia Carrara di Bergamo

Nel 1945 si dedica all'insegnamento e alla realizzazione di opere sacre. Nel 1952 è invitato alla Quadriennale Nazionale di Roma. L'anno seguente vince il concorso nazionale per la direzione dell'Accademia Carrara di Bergamo nonché la Cattedra di Pittura divenendo così il successore di Achille Funi. Per venticinque anni dirige l’Accademia e nel 1978 lascia spontaneamente l’incarico.

Le sue opere esposte in tutto il mondo

Le sue opere sono conservate, tra l’altro, in Vaticano, nel Duomo di Milano, nella Basilica di S. Ambrogio e nella Galleria d'Arte Sacra Contemporanea, nel Duomo di Novara, nella Pinacoteca Carrara di Bergamo, nel Museo d’Arte Moderna di Basilea e nella Galleria d'Arte Moderna di Hamilton.

L’attività espositiva, intensa e prestigiosa

Intensissima l'attività espositiva in Italia e all'estero. Nel 1999 la Casa del Mantegna di Mantova gli ha dedicato un’antologica. Lo stesso anno ha esposto a Ginevra nel Palazzo delle Nazioni Unite. Nel 2002, antologiche alla Società Promotrice delle Belle Arti di Torino e alla Villa Reale di Monza. Nel 2003 si segnalano mostre al Museo Civico di Treviglio e al Magazzino del Sale a Venezia in contemporanea alla Biennale di pittura. Nel 2004, l’antologica in Palazzo della Ragione a Bergamo e nel 2007 la personale nella Pinacoteca Civica di Follonica (Gr).

Scheda Tecnica

  • "TRENTO LONGARETTI". Mostra antologica
    dal 13 giugno al 27 luglio 2008
    Inaugurazione: giovedì 12 giugno ore 18.30
  • Curatore:
    Gianfranco Bruno
  • Fondazione Antonio Mazzotta
    Milano, Foro Bonaparte 50
  • Orario di apertura:
    tutti i giorni, ore 10-19.30; lun chiuso
  • Biglietti:
    Ingresso libero
  • Catalogo:
    Edizioni Mazzotta
  • Info:
    Tel. (+39) 02 878197
    informazioni@mazzotta.it
    Fondazione Antonio Mazzotta

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