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Andreas Golinski, “Unknown stories, 2006. Courtesy the artist

Andreas Golinski. LOST DREAMS

Negli spazi espositivi della Fabbrica del Vapore, Viafarini DOCVA presenta il nuovo progetto espositivo dell’artista tedesco: un J’accuse verso gli effetti alienanti della società industriale sugli individui e le relazioni sociali

a cura di Angelo Pinti, il 09/06/2008

Viafarini DOCVA ospita a Milano, negli spazi espositivi della Fabbrica del Vapore, una mostra personale di Andreas Golinski (Essen, 1979) intitolata “Lost Dreams”, con inaugurazione in programma martedì 10 giugno e apertura al pubblico fino al 26 luglio.

Un atto di accusa verso un particolare modello relazionale e sociale

Il nuovo progetto espositivo dell’artista tedesco si basa su un particolare modello relazionale e sociale: quello in cui la singolarità qualunque, che declina ogni identità e ogni condizione d'appartenenza a una stringente questione di giornaliera sopravvivenza, è nemica tanto di un'individualità che vuole preservare le sue radici culturali quanto di una collettività flessibile in cui poter entrare e uscire a propria discrezione.

Andreas Golinski, “Outside is hostile”, 2006, cm 180 x 35 x 107. Courtesy the artist

L’ingranaggio industriale metafora di un modello coercitivo di convivenza

L'alienazione dell'ingranaggio industriale, di oggi e di ieri, è la metafora che l'artista sceglie di utilizzare per mettere in evidenza un modello coercitivo di convivenza. Operai costretti a condividere un livellamento percettivo e culturale sono stati i soggetti con cui l'artista a Essen ha convissuto per un lasso di tempo sufficiente a dipanare le dinamiche dell'ingranaggio produttivo ora tradotto in un articolato percorso di corridoi claustrofobici e labirintici - realizzati attraverso pallet impilati - che in penombra riportano allo spettatore un'esperienza sensoriale di straniamento costante e progressivo.

Un tema non nuovo ma sempre di stringente attualità

Dov'è finito l'uomo con le sue specifiche e la sua più intima natura all'interno di questo meccanismo? Un quesito non nuovo ma sicuramente attuale che si rincorre su diversi livelli della realtà sociale. Dagli operai abusivi e posti in condizioni di sostenibilità precaria – come racconta la recente cronaca – ai mercanti abusivi clandestini e illegali, sicuramente non liberi; a chi è diventato folla senza volontà, o individuo senza più specifiche.

Note biografiche di Andreas Golinski

Andreas Golinski è nato nel 1979 a Essen, Germania. Vive e lavora tra Essen e Milano. Si è formato fra il WDR Köln (Colonia, 2000-2003) e la Hochschule für Gestaltung und Kunst di Basilea (2003-2006) dove si è diplomato.

Andreas Golinski, “Lay of the land”, 2005, 12.26 min (video/suono). Courtesy the artist

L’inizio dell’attività espositiva del giovane artista tedesco risale al 2003 e annovera sia mostre collettive sia personali. Fra queste ultime ricordiamo quelle alla Zeche Zollverein di Essen nel 2003 (a cura di Florian Waldvogel), alla Galerie Linder di Basilea nel 2006 (a cura di Katrin Steffen), e quelle di quest’anno: “Blackout” a Nosadella.due, Bologna, 2008 (a cura di Elisa Del Prete; con Nico Dockx), “Zbaraz” al neon>fdv, Milano, 2008 (a cura di Andrea Lissoni) e “GAM” alla Obrist Gingold Galerie, Essen, Germania.
Tra le esperienze di Golinski anche le residenze ad Air Antwerpen, WAZ Mediengruppe, Fondazione Antonio Ratti (Como) e Nosadella.due (Bologna).

    Scheda Tecnica

  • Andreas Golinski. “Lost Dreams”
    dal 10 giugno al 26 luglio 2008
    Inaugurazione: martedì 10 giugno, ore 18
  • Curatore:
    Milovan Farronato
  • Viafarini DOCVA, Fabbrica del Vapore
    Milano, via Procaccini 4
  • Orario di apertura:
    mar-sab, ore 15-19; la mattina su appuntamento
  • Info:
    Tel. e Fax (+39) 02 66804473
    viafarini@viafarini.org
    Viafarini
    DOCVA - Documentation Center for Visual Arts

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