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La riproduzione in digitale della Gioconda

L’IMPOSSIBILE LEONARDO

“L’opera pittorica di Leonardo da Vinci nell’epoca della sua riproducibilità digitale”. A Vinci una suggestiva mostra che presenta le riproduzioni digitali delle opere di Leonardo in scala 1/1

a cura di Valentina Redditi, il 05/06/2008

La Gioconda, la Vergine delle Rocce, la Dama con l’ermellino, e la celeberrima Ultima Cena del refettorio milanese di Santa Maria delle Grazie. Questi alcuni dei grandi capolavori che la mostra “L’impossibile Leonardo. L’opera pittorica di Leonardo da Vinci nell’epoca della sua riproducibilità digitale” propone in una nuova “veste”. Ideata dalla RAI e organizzata dal Comune di Vinci, dal 7 giugno la Chiesa di Santa Croce di Vinci (Fi) accoglierà una mostra a dir poco speciale, con quindici grandi opere leonardesche riprodotte in tecnologia digitale in scala 1/1.

L’evento di Vinci nel progetto “Le mostre impossibili”

L’esposizione – realizzata con il contributo di Aboca Museum – è parte del progetto “Le mostre impossibili”, ideato e diretto da Renato Parascandolo, e realizzato presso il Centro di Produzione TV della Rai di Napoli. L'idea di allestire un insieme di "mostre impossibili" nasce da un'attenta riflessione sulla crisi strutturale che investe i musei di tutto il mondo e dalla considerazione che, nell'epoca della riproducibilità digitale dell'opera d'arte, la riproduzione dev'essere tutelata e valorizzata quanto l'originale, non solo per motivi economici ma, prima di tutto, perché una diffusione veramente capillare e di massa delle opere d'arte può essere garantita soltanto dalle riproduzioni: un'istanza di democrazia culturale che ha in Walter Benjamin e André Malraux i suoi precursori.

Un altro scorcio del suggestivo allestimento della mostra. A destra dell’immagine, la celebre Dama con l’ermellino

L'idea nasce, inoltre, dalla banale constatazione che con il passare del tempo è sempre più diffuso il rifiuto dei direttori dei musei, pubblici e privati, di cedere ad altri musei, sebbene temporaneamente, le loro opere, anche per i costi sempre più proibitivi delle assicurazioni.

Progetto “mostre impossibili”, quando la tecnologia incontra l’arte

Le mostre "impossibili" sono tali nel senso che finora, per esempio, un affresco poteva essere percepito come tale e ammirato soltanto sul posto. Ora invece, impiegando tecniche digitali d'avanguardia e collocando virtualmente lo spettatore di fronte all'opera d'arte originale, riprodotta in scala reale, questo limite può dirsi superato. Le mostre sono "impossibili" perché dilatano lo spazio espositivo del museo convenzionale: vi si raccoglie l'opera completa di un artista, e – grazie all'interazione di media e linguaggi diversi - si ricostruisce l'ambientazione dell'opera d'arte. Le mostre "impossibili" sono modulari, perciò i loro materiali possono essere ordinati secondo gli autori, le epoche, le scuole d'arte, i temi rappresentati ecc.

È così possibile, per esempio, allestire mostre tematiche e raccogliere tutte le opere di un artista sparse nel territorio. La struttura del museo può essere facilmente smontata e ricostituita in forme diverse e in città differenti. In altre parole, il museo può essere "clonato" e disseminato nelle principali città del mondo: una testimonianza della ricchezza artistica e spirituale dell'Italia: un trailer che invita a visitare i capolavori del nostro paese.

La rivoluzione digitale al servizio dell'arte

La tecnica utilizzata non ha la finalità di creare nell'osservatore l'illusione di trovarsi di fronte al quadro autentico. L'allestimento, infatti, è, per così dire, trasparente: una diapositiva grande come la tela originale, priva di cornice, retroilluminata da una luce diffusa da quattro faretti e sospesa a un'intelaiatura hi-tech. Tuttavia, se queste riproduzioni sono qualcosa di meno dell'originale, per certi aspetti sono, paradossalmente, qualcosa di più, in quanto la nitidezza delle immagini retroilluminate restituisce al dipinto la sua luce interiore sovente mortificata, nelle mostre reali, da illuminazioni inadeguate che impediscono di cogliere molti dettagli e sfumature. Inoltre, la trasparenza del supporto agisce come una sorta di radiografia che mette in luce correzioni e cancellazioni sottostanti, dovute ai ripensamenti dell'artista, assolutamente invisibili nel dipinto originale.

Nella Chiesa di Santa Croce di Vinci, sede espositiva de “L’impossibile Leonardo”, in mostra anche la riproduzione in scala 1/1 dell’Annunciazione

I dipinti delle "mostre impossibili" sono collocati in una scenografia didattica che ne illustra la genesi, il contesto storico, artistico e culturale: pannelli, multivisioni dinamiche proiettate su grandi schermi, documentari, film e sceneggiati televisivi sulla vita e le opere dell'artista, testimonianze audiovisive dei più autorevoli storici dell'arte italiani e internazionali.

Risultati straordinari grazie al complesso lavoro di ricerca sulla riproducibilità digitale dell’opera d’arte

Assistiti dall'occhio esperto di autorevolissimi critici d'arte e di specialisti del restauro, i tecnici della Rai hanno messo a punto un procedimento di stampa delle diapositive originali che ha consentito di ottenere risultati straordinari. La natura di questa ricerca sulla riproducibilità digitale dell'opera d'arte può essere intesa, per analogia, pensando alla rivoluzione prodotta dall'alta fedeltà nella conoscenza e nella diffusione della musica colta.

Non vi è dubbio che la quantità di musica riprodotta a casa dai sistemi di registrazione del suono sia decine di volte superiore a quella che, realisticamente, è possibile ascoltare dal vivo, e questo vale anche per i più assidui frequentatori di concerti e opere liriche. Oltretutto, la perfetta riproduzione dei suoni, resa possibile dai progressi nella registrazione digitale, spesso garantisce un ascolto migliore rispetto a quello di tante sale da concerto, delle quali è nota la scadente qualità acustica, soprattutto nelle ultime file.

Lo stesso può dirsi per la conoscenza delle opere d'arte: non solo il visitatore abituale dei musei, ma anche il critico d'arte, raramente può affermare di conoscere l'opera omnia di un pittore, per averne vista tutta la produzione in presenza. Il più delle volte ne ha vista una parte solo sui cataloghi, le cui riproduzioni sono necessariamente in scala molto ridotta e, tranne rare eccezioni, molto approssimative.

Scheda Tecnica

  • “L’impossibile Leonardo. L’opera pittorica di Leonardo da Vinci nell’epoca della sua riproducibilità digitale”
    dal 7 giugno al 31 agosto 2008
    Inaugurazione: venerdì 6 giugno, ore 18
  • Chiesa di Santa Croce
    Vinci (Fi)
  • Orario di apertura:
    tutti i giorni, ore 9-19
  • Biglietti:
    Ingresso libero
    Le visite alla mostra sono sospese durante le funzioni liturgiche
  • Info:
    Ufficio Turistico Intercomunale
    Tel. (+39) 0571 568012
    terredelrinascimento@comune.vinci.fi.it
    Terre del Rinascimento

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