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Marco Cipolli, “Pegaso”, 1989, metamorfosi auto cavallo, con riciclaggio della materia metallica, h. cm. 385, coll. privata (foto Oscar Pianigiani)

MARCO CIPOLLI

Palazzo Bellini di Firenze ospita una mostra antologica dell’artista toscano, protagonista del “Nuovo Rinascimento” e delle “Superavanguardie”. Per l’occasione sarà aperto al pubblico anche il Museo privato Bellini con la sua splendida collezione di antichità

a cura di Angelo Pinti, il 17/05/2008

Dopo la mostra “Ritratti di famiglie delle dinastie cinesi” sulla pittura dell’ultima dinastia del celeste Impero (conclusasi lo scorso 12 aprile), il Museo privato Bellini apre nuovamente le porte del palazzo in riva d’Arno con l’antologica di un artista contemporaneo: Marco Cipolli. La mostra, che presenta una ventina di opere appartenente all’intera produzione dell’artista toscano, inaugura questa sera e resterà aperta fino al 2 giugno 2008.

Nella sede espositiva che ha lanciato i grandi del Novecento

È qui, a Palazzo Bellini, che sono “nati” De Chirico, Manzù, Medardo Rosso, Sironi, Emilio Greco e tanti altri maestri del Novecento. Ed è con queste credenziali che la storica galleria di Lungarno Soderini punta a tornare il «salotto» dell’arte fiorentina, come dichiarato dal proprietario Luigi Bellini, grande collezionista ed erede della celebre famiglia di antiquari attiva nel settore da 250 anni.
In questa filosofia si inquadra anche l’antologica di Marco Cipolli, artista finissimo che, come spesso accade ai creativi italiani, riceve molti più riscontri all’estero, dove è molto noto, che in casa propria.

Un artista sopraffino, dotato di un talento multiforme

Marco Cipolli, “Pinocchio inquisitore”, 2003, scultura in vetroresina dipinta, grandezza naturale, coll. privata (foto Oscar Pianigiani)

Pittore, ceramista, scultore, artista militante a tutto tondo, dotato di talento e tecnica sopraffina, Marco Cipolli mette in luce in ogni espressione artistica un tratto elegante, sottile e calligrafico, una natura artistica poliedrica e versatile nell’utilizzo di virtuose soluzioni materiche che spaziano dall’olio su tela, metallo, legno e gesso, alla grafica su ceramica, su tavola e acciaio inox, alle sculture in ferro dipinto e vetroresina.

Opere e soggetti tolti dal loro contesto ed inseriti in nuovi spazi personali

Toscano ‘doc’ (nativo di Montevarchi, classe 1957) con tocchi eccentrici e raffinati e facendo uso di una tavolozza accesa e luminosa attinge iconograficamente ai grandi capolavori della classicità, traducendo con un linguaggio personalissimo, brani e citazioni di maestri del passato. La “Testa di Medusa” e la “Crocifissione di Pietro” di Caravaggio, la “Primavera” di Botticelli, fino a “Guernica” di Picasso e ai manichini di De Chirico, opere e soggetti tolti dal loro contesto storico ed inseriti in nuovi spazi personali, tanto da divenire una ‘cifra’ riconoscibilissima della sua arte.

L’incontro con Luigi Bellini e l’adesione al “Nuovo Rinascimento”

Dopo le prime esperienze giovanili in seno alla grafica e l’apprendistato presso la Manifattura di Porcellane Richard Ginori come decoratore, all’inizio degli anni Ottanta Marco Cipolli espone alle prime mostre collettive e personali in Toscana e altrove.
Nel 1983 l’incontro con l’antiquario Luigi Bellini sarà fondamentale per il riconoscimento internazionale della sua arte, specie negli Stati Uniti.
Sono gli anni che vedono Cipolli coinvolto culturalmente nel circolo degli artisti dello “Studio Arte”. Partecipa, a fianco di altri pittori e scultori, al movimento artistico “Nuovo Rinascimento”, voluto prepotentemente dall’antiquario fiorentino Bellini che si fa promotore di una importante mostra itinerante per le città della Toscana, dal titolo “Le nuove frontiere culturali”.

La seconda svolta artistica con le “Superavanguardie”

A Chianciano Cipolli espone a fianco dei grandi maestri storici come i de Chirico e i fratelli Pomodoro. A Montepulciano è sempre l’artista di Montevarchi a distinguersi per originalità nell’happening di dodici pittori che realizzano insieme una tela di 6 metri per 3. Infine a Pienza aderisce alle “Superavanguardie”, legate al concetto di “bang apocalittico”, chiave di volta per l’iter artistico di Cipolli. Dalle ceneri di quelle opere che provocatoriamente vengono bruciate in piazza, rinasce un artista nuovo e maturo.

Il capolavoro “Pegaso”, realizzato con le lamiere di un’automobile

Marco Cipolli, “idillio”, 1995, dipinto ad olio su tavola, cm. 120x120, coll. privata (foto Oscar Pianigiani)

Nel 1984 una scultura di Alfio Rapisardi, raffigurante un “Cavallo” modellato con materiale metallico forgiato a ricreare pezzi di automobile, scuote l’animo e la fantasia dell’artista montevarchino, tanto da offrirgli due anni dopo lo spunto per dar vita ad un suo “Cavallo” (oggi a San Francisco, Continetal Saving Bank), punto di partenza per il suo capolavoro: il “Pegaso”. Sulla pelle dell’animale spezzoni della caravaggesca “Crocifissione di S. Pietro” e della picassiana “Guernica” si offrono con funzione terapeutica pronti ad anestetizzare ogni nuova forma di violenza ed aggressione. Nel 1989 con il “Pegaso” (collezione privata) alto più di tre metri e realizzato con le lamiere di un’automobile, il salto è fatto: il cavallo mette ali dorate per librarsi in un volo sublimante in un anelito di leggerezza che ci riconduce alla dimensione dello spirito.

Il “progetto aquiloni”: portare l’arte incontro alla gente

A fianco del cavallo, Marco Cipolli ama rappresentare anche le varie declinazioni dell’eterno femminino, nature morte e, ‘cifra’ sua riconoscibilissima, aquiloni poi installati su facciate di chiese, alte torri, sul prospetto di palazzi storici, con citazioni tratte da Caravaggio, Picasso e Pelizza da Volpedo. «Il progetto aquiloni – spiega l’artista – è nato nel 1989 e vuole essere un punto focale di attrattiva artisti nei vari centri e borghi della Toscana. Fino ad oggi mi sono rifatto ai capolavori del passato, ma è mia intenzione interagire anche con artisti del mio tempo, come Giuliano Ghelli, Luca Alinari o Silvano Campeggi, cercando tutti insieme di portare l’arte incontro alla gente».

Marco Cipolli, “Botticelli omaggio a Cipolli”, 2000, una di cinque opere grafiche su ceramica, diam. cm. 87, collez. privata (foto Oscar Pianigiani)

L’artista che cerca di condividere la propria arte anziché chiudersi in una torre d’avorio. Un concetto che Luigi Bellini condivide in pieno, e che lo porta a tratteggiare questo ritratto dell’artista toscano: «Penso che Cipolli sia una grande persona. Non è quel tipo di artista che si sente immortale. Sa che l’arte non è solo di chi la produce, ma anche di coloro che ne fruiranno quando l’artista non sarà più qui. Mario Cipolli – ha aggiunto Bellini – crede in quello che fa, e lo fa “vibrare”. Non è vanitoso: a volte bisogna dirglielo che una sua opera è bella, perché magari a lui non sembrerebbe».

La mostra un'occasione per visitare anche lo straordinario Museo Bellini

La visita alla mostra di Marco Cipolli rappresenta un’occasione da non perdere per visitare anche il museo privato Bellini, che racchiude capolavori straordinari dell’arte del passato: da Ghiberti a Donatello, da Andrea della Robbia a Piero di Cosimo, fino a Giambologna, Rubens, Canaletto, insieme ad una rarissima collezione di bronzetti rinascimentali, sculture lignee, maioliche e mobili antichi.
E dire che tutte queste meraviglie rappresentano solo una piccola parte della collezione che Luigi Bellini ha ereditato dalla propria famiglia e accresciuto con amore nel corso della vita. Per questo motivo gli oggetti esposti saranno sostituiti nel tempo da altri, secondo un criterio di rotazione: uno stimolo irresistibile per chi, dopo la prima visita, volesse tornare nelle stanze del Palazzo di Lungarno Soderini a riempirsi gli occhi di bellezza.

    Scheda Tecnica

  • “MARCO CIPOLLI”. Mostra antologica
    dal 19 maggio al 2 giugno 2008
    Inaugurazione: lunedi 19 maggio, ore 18
  • Museo Bellini
    Firenze, Lungarno Soderini 3
  • Orario di apertura:
    lun-sab, ore 10-13 e 16-19
  • Biglietti:
    Ingresso libero
  • Info:
    Museo Bellini
    Tel. (+39) 055 2657940 - Fax (+39) 055 214031
    info@bellinigallery.com

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