Special » SPECIAL / España 1957-2007: i temi della mostra

Equipo Crónica, “La salita”, (Las Meninas), 1970. Acrilico su tela, 200x200 cm. Palma di Maiorca, Museu d’Art Espanyol Contemporani, Fondazione Juan March

SPECIAL / España 1957-2007: i temi della mostra

Il percorso espositivo della rassegna palermitana testimonia la continuità dell’arte spagnola contemporanea con la tradizione che risale a Cervantes e al Barocco

a cura di Redazione, il 16/05/2008

La grande rassegna sull’arte spagnola degli ultimi cinquant’anni ospitata a Palazzo Sant’Elia di Palermo ha un percorso espositivo concepito per sezioni tematiche e narrative, anziché per semplice cronologia. L’impostazione intende sottolineare la continuità di stili e contenuti nell’arte spagnola moderna e contemporanea, che si snoda nel solco tracciato a partire dal Seicento dal “don Quijote” di Cervantes e dalla tradizione Barocca.
Le sezioni della mostra si intitolano pertanto: “Quijotismo trágico”, “Misticismo pagano”, “Existencialismo barrocco”, “Tenebrismo hispánico”, “Astrazione simbolico-formale”. Andiamo a conoscerle meglio ad una ad una.

Quijotismo trágico

Nulla più del poema cavalleresco Don Chisciotte di Cervantes esprime la tensione della cultura spagnola verso mete così ambiziose da portare con sé il rischio del fallimento. Nell’arte del Novecento spagnolo il quijotismo, l’ironia amara che sconfina nel comico e finisce per mostrare la tragedia della sconfitta, permane anche in assenza di tessuto narrativo e linguaggio iconico. Il quijotismo tragico è una costante della cultura spagnola al di là delle diverse epoche e che assume di volta in volta soluzioni formali diverse.

Misticismo pagano

Juan Muñoz, “Pieza escuchando la pared”, 1992. Bronzo, 140x70x70 cm. Valladolid, C.A.C ACCENTURE ESPAÑA, S.L. - Museo Patio Herreriano. Valladolid, Archivo Fotográfico C.A.C. - Museo Patio Herreriano

L’anelito verso il divino si manifesta nella cultura spagnola in forma mistica, si manifesta cioè come aspirazione dell’individuo a uscire fuori di sé per identificarsi con il divino stesso negando ogni mediazione. Accanto a queste manifestazioni individuali di fuga verso il divino si pongono fenomeni sociali che trovano espressione in una ricca ritualità collettiva. Una ritualità collettiva in cui a prevalere è la natura stessa e tutta la sua carica sensuale.
Per altro verso elementi di forte sensualità, com’è noto, sono presenti nelle più elevate espressioni della mistica spagnola, si pensi a San Giovanni della Croce o a Santa Teresa d’Avila.

Existencialismo barrocco

L’esistenzialismo barocco trova espressione nell’horror vacui di cui l’individuo fa esperienza nel momento in cui si confronta con i propri limiti. Sul piano formale

si manifesta come un’invasione dello spazio con una sovrabbondanza di elementi che mirano a riempire l’angoscia che il vuoto produce. In particolare nell’arte del dopoguerra spagnolo l’esistenzialismo barocco si manifesta come contrasto tra aspirazioni e limiti di artisti che, animati da una forte tensione socio-politica, fanno esperienza della sconfitta sublimandola in immagini cariche di ironia e rassegnazione. Mentre nella sezione Quijotismo trágico l’attenzione è rivolta al rapporto che l’individuo ha con l’altro, in questa sezione si affronta il rapporto dell’individuo con se stesso.

Tenebrismo hispánico

Riprendendo il nome che è stato dato a uno stile pittorico proprio di un gruppo di artisti del Nord dell’Europa e della Spagna in particolare, questa sezione affronta un aspetto dell’arte spagnola del secondo Novecento e dei nostri giorni: il suo rapporto con il nero e la predilezione per contrasti molto forti basati sul chiaroscuro.

Abstracción simbólico-formal

Antoni Tàpies, “Amor, a Mort”, 1980. Acrilico su tela, 200,5x376 cm. Valencia, IVAM, Institut Valencià d’Art Modern, Generalitat

La realizzazione di opere non descrittive, che non propongono cioè forme riconducibili alla natura, è in Occidente alla base dell’arte astratta del Novecento. Quest’arte trova la sua legittimazione in un procedimento mentale attraverso il quale si sostituisce il riferimento alla natura con segni e forme che sono la trascrizione formale di concetti. Non c’è arte tuttavia che possa sottrarsi al formalismo, che possa cioè escludere radicalmente il riferimento a forme e segni esistenti in natura. Nell’arte spagnola l’astrazione si muove su un doppio binario, da una parte affronta la relazione dell’individuo con il proprio inconscio, sconfinando sovente nel segno surrealista, dall’altra si serve concettualmente (e strumentalmente) delle forme geometriche esistenti in natura. In entrambi i casi l’obiettivo è definire la grammatica di linguaggi autonomi capaci di affrontare in chiave originale il simbolo e la sua manifestazione più o meno controllabile da parte dello stesso autore.

stampa pagina stampa solo testo Segnala l'articolo Ascolta con webReader

Articoli correlati

a cura di Redazione, il 01/06/2008

España 1957-2007

Resterà aperta al pubblico fino a domenica 14 settembre, nei locali di Palazzo Sant’Elia a Palermo, una grande mostra dedicata all’arte spagnola intitolata “España 1957-2007”. Promossa dalla Provincia Regionale di Palermo, dall’Instituto Cervantes, con il patrocinio del Presidente del Parlamen...