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Dal nudo femminile alla natura, in mostra gli scatti di Saverio Chiappalone

a cura di Redazione, il 02/06/2007

La Fondazione Mudima di Milano presenta dal 5 giugno la mostra “La fine del mondo”, personale fotografica di Saverio Chiappalone, artista nato a Sanremo nel 1966 che vive e lavora a Ventimiglia. L’esposizione, curata da Luca Beatrice, presenta circa cinquanta opere di cui la maggior parte tratte dall’omonimo volume “La fine del mondo”, pubblicato da Cudemo Editore, che raccoglie scatti in bianco e nero realizzati tra il 2005 e il 2007, dove il fotografo indaga diversi temi, dal nudo femminile alla natura, creando una liaison con la rappresentazione classica del nudo, a partire dallo scandaloso – per l’epoca – dipinto di Gustave Courbet “L’origine du monde”. 
Egli richiama esplicitamente il pittore francese omaggiandolo con uno scatto omonimo che raffigura, in forma fotografica, l’opera del suo illustre predecessore.
Lo stile dell’artista affonda le radici nella fotografia classica del ‘900, da Weston a Brandt, da Man Ray a Outerbridge. Luca Beatrice, nel saggio introduttivo al volume “La fine del mondo”, ne evidenzia il dato di partenza, ovvero l’empatia tra chi scatta e ciò che è rappresentato: “Chiappalone ama le cose che fotografa, le sente sue con trasporto, passione e intelligenza. Non conosce il distacco, pur utilizzando soltanto il bianco e nero non ne contempla la freddezza e la distanza. Saverio “difende” i suoi soggetti, protegge le modelle dallo sguardo voyeuristico di noi spettatori, indaga la pelle rendendola più morbida di un velluto.”
L’artista ligure nelle sue opere esplora il corpo della donna, ricercandone la sensualità anche attraverso l’uso del bianco e nero. In molte opere l’artista si sofferma sui particolari che esaltano la femminilità. Si tratta di una ricerca fotografica in bianco e nero che esalta le forme, nei particolari ravvicinati, nella composizione, nei chiaroscuri, con grande eleganza e senso estetico.
Caratteristica delle sue fotografie è proprio “la rinuncia a sovrapporre un’espressione facciale ai suoi corpi, e questo è un dato non trascurabile e veramente originale della sua poetica rispetto alle foto di nudo oggi più diffuse”.
Dunque, Chiappalone ci conduce dalla fotografia a una più complessa sensibilità concettuale: “per lui il nudo è natura e paesaggio, è fiore e frutta, è sesso e roccia, è sabbia e acqua. Non racconta niente della donna e ne fa perdere le forme nell’assoluta anonimia degli elementi.”
Alle foto di nudo sono, infatti, affiancate immagini della natura, che sembrano creare parallelismi con il corpo femminile, come la serie intitolata “purezza” o quella di “cose che dimentico”, in cui le forme delle rocce richiamano quelle di un corpo.
Tra le opere in mostra saranno esposte stampe tirate dall’autore stesso: alcune vintage print, ovvero stampe fotografiche – firmate, datate e numerate – ottenute direttamente da negativo; altre – di dimensioni maggiori e montate su alluminio – lambda print, caratterizzato dalla totale assenza di retino, dalla nitidezza, dalla naturalezza e dalla ricchezza dei toni e delle sfumature.
Sarà esposta anche una serie dal titolo “Onde” – in stampa lambda, ma in un formato ancora maggiore – che è il risultato di una ricerca fotografica iniziata alla fine del 2005 e conclusa con le ultime foto scattate nel gennaio 2007.

Scheda tecnica

Saverio Chiappalone. La fine del mondo (fotografie 2005-2007)
dal 5 giugno al 14 luglio 2007
Inaugurazione: martedì 5 giugno, ore 18

Fondazione Mudima
Milano, Via Tadino 26

Orario di apertura:
lun-ven, ore 11–13 e 16–19.30

Biglietti:
Ingresso gratuito

Catalogo:
Cudemo Editore (Pagine 152, Lingua italiana / inglese, prezzo € 32), con testo introduttivo di Luca Beatrice.

Info:
Fondazione Mudima
Tel. (+39) 02 29409633 – Fax 02 29401455
info@mudima.net
Fondazione Mudima
Sito web di Saverio Chiappalone

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