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Grant Miller. Untitled, 48 by 64

SPECIAL / More is More. Gli artisti in mostra alla Byblos Art Gallery

La pittura di Lilian Garcia-Roig, James Barsness, Clayton Brothers, Mark Messersmith e Grant Miller, tra eccesso e pennellate violente

a cura di Redazione, il 08/05/2008

Il dialogo con l’arte del passato, tra l’occidente e l’oriente, il superamento dei confini tra cultura alta e bassa, tra testo ed immagine rappresentano gli elementi ricorrenti nella ricerca del gruppo di artisti di "More is More" (Verona, Byblos Art Gallery, 9 maggio - 26 luglio 2008). Le opere di Lilian Garcia-Roig, James Barsness, Clayton Brothers, Mark Messersmith e Grant Miller sono caratterizzate pertanto dal gusto per l’eccesso, il sovraccarico compositivo che enfatizza le esuberanze della narrazione, le pennellate violente. Ogni dipinto Massimalista richiede la massima attenzione dello spettatore, poiché travolto da superfici colme di immagini e narrazioni talmente elaborate da lasciarlo senza parole.

James Barsness

I dipinti di James Barsness sono popolati da figure fumettistiche impegnate in comportamenti sconvenienti che offrono allo spettatore un effetto quasi ipnotico, che mette a dura prova la memoria, poiché è difficile ricordare tutti i membri della singola opera. Lo scopo dell’artista è di creare quadri che possono esistere solo tramite la visione e che scompaiono dopo un attimo. I colori vivi, i personaggi piacevoli, le composizioni dinamiche e l’esecuzione sicura accentuati da un velato sense of humor danno vita ad uno stile Massimalistico che apre nuovi orizzonti alla pittura.

Jim Barsness. The Great Destroyer

Clayton Brothers

La coppia di fratelli Clayton Brothers trae invece ispirazione dal surrealismo, non tanto da un punto di vista formale ma nello spirito, nel senso che, non accettando di essere rinchiusi in una classificazione stilistica definita, la loro ricerca mira a superare ogni limite imposto. I loro dipinti si rifanno al principio della casualità presente in certe tecniche surrealiste, quali ad esempio gli exquisite corpse, in cui l’estrema libertà creativa, lontana da ogni regola imposta, diviene una sfida per l’osservatore il cui scopo è cercare di dare un senso all’immagine spesso caratterizzata da spazi incongrui.

Mark Messersmith

Anche le opere dell’artista Mark Messersmith, caratterizzate da diversi livelli narrativi, richiedono un determinato tempo contemplativo ed un’attenta osservazione per essere decifrate. Nelle sue tele, popolate prevalentemente da animali selvaggi e caratterizzate da composizioni esuberanti in cui campeggiano le tonalità del blu e del viola, descrive la flora, la fauna e i paesaggi degli Stati Uniti del Sud. I temi ricorrenti sono epiche battaglie tra l’uomo e la natura che alludono alla distruzione dell’ecosistema nel nord della Florida e mettono in dubbio i valori positivi dati alle nozioni di civiltà e progresso.

Lilian Garcia-Roig

Lilian Garcia-Roig. Triumph Of Fall (NH), 48x60

Al centro dei dipinti di Lilian Garcia-Roig ci sono selvaggi ed impenetrabili paesaggi in cui prevalgono le sfumature del marrone e del verde, o i gialli e gli arancioni del fogliame autunnale del nordest degli Stati Uniti. Il paesaggio è per l’artista un mezzo con cui riflettere l’arte del dipingere e la “natura della visione”, il forte impasto utilizzato fa si che la dinamica visiva cambi a seconda della posizione in cui si osserva l’opera suscitando nello spettatore un desiderio di toccarle. Le opere di Garcia-Roig comunicano come l’esperienza visiva e sensoriale del mondo sia Massimalista e il desiderio è il frutto del processo visivo dello stesso spettatore.

Grant Miller

Più vicino all’astrazione è invece il lavoro di Grant Miller che combina il dinamismo dell’espressionismo astratto all’influsso della grafica. Esplorando i legami che intercorrono tra l’astrazione geometrica, le distorsioni spaziali e l’architettura, crea dei labirinti di linee che si espandono in ogni direzione e che conducono l’occhio verso molteplici direttrici. Discrepanze prospettiche creano tensioni tra la superficie e la profondità provocando nell’osservatore un effetto ipnotico il cui sguardo si perde all’interno del quadro come in uno spazio senza limiti.

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