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I pensieri si sono fatti roccia, a Fermo un’ampia rassegna di Gino del Zozzo

a cura di Redazione, il 29/05/2007

Sarà il Palazzo dei Priori di Fermo ad ospitare dal 2 giugno una personale dedicata al grande esponente della cultura marchigiana del secondo dopoguerra, Gino Del Zozzo.
“I pensieri si sono fatti roccia”, questo il titolo della rassegna curata da Marisa Vescovo, che analizzerà, attraverso più di 50 sculture, l’intero percorso dell’artista dagli anni ’35 -‘40 circa sino alle ultime opere degli anni ’80. Il tutto seguendo la sottile trama dell’amore e della dedizione che Del Zozzo ha sempre riservato alla sperimentazione dei materiali: dal legno alla pietra serena, dal granito al marmo di Carrara, solo per citarne alcuni.
Ma anche il sasso di fiume, il diaspro verde, il calcare giallo o rosa, la pietra di silice, la breccia rosa, il gesso patinato, la terracotta, l’arenaria grigia.
Raramente c’è stato un artista più sensibile di Del Zozzo all’eloquente bellezza del materiale impiegato, in cui cercava di dare forza al personaggio vivo, al suo moto vitale, al sentimento, che voleva incarnare nella “figura”, così come in “ritratti” come, tra gli altri, “Milvia” (gesso colorato,1935), “Mio figlio” (gesso patinato, 1936 ) e “Ritratto di famiglia” (terracotta,1938 ). In mostra anche le tematiche più care e frequentate a partire dal mondo del lavoro, in particolare quello contadino, per proseguire con la donna-madre-maternità-attesa-seduzione, gli animali, partendo dai primi lavori in creta, ai ritratti e figure in legno, sino alle opere in pietra e in sasso di fiume. Si potranno ammirare anche alcuni disegni, nonché una nutrita documentazione fotografica, che illustra la figura e l’opera di Del Zozzo in quegli anni.
Alle mode, alle cosiddette avanguardie Del Zozzo ha sempre risposto con una sua modernità culturale, una sua etica artistica che lo vuole autonomo e distaccato. Emblematici in questo senso ”Martire coreano” (granito, 1949), “Il pugile” (calcare giallo,1953 ); ma anche facendo poi sua la tragica inquietudine della cultura europea, che lo spingeva a cercare una soluzione convincente contorcendo sempre più le forme, semplificando, e ribaltando coraggiosamente i piani delle sue sculture, come in “Genocidio” (pietra serena, 1971), e “Contorsionista” (diaspro verde, 1973). Del Zozzo, che fu anche pittore e poeta, partecipa al risveglio culturale nazionale, in particolare marchigiano, dopo la buia parentesi della guerra, facendo parte del gruppo “i cinque artisti marchigiani”: Dania, Peschi, Tomassetti e Tulli; mentre frequentò assiduamente Ciangottini, Cantatore e Licini.
Il catalogo comprende oltre alle immagini di tutte le opere in mostra, i saggi di Stefano Papetti e Marisa Vescovo e note di Milvia Del Zozzo, Andrea Brigliadori, Davide Argani e Rosanna Ricci che offrono momenti e spunti assai significativi delle vicende artistiche ed esistenziali dell’artista.
La personale di Gino Del Zozzo è parte di un più ampio programma che l’Amministrazione Comunale sta realizzando per sottolineare e dare spessore all’arte e ai talenti locali. Anche grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio e al sostegno della famiglia, Fermo gli rinnova il doveroso tributo, dopo oltre vent’anni dall’ultima personale.

Scheda tecnica

Gino Del Zozzo. “I pensieri si sono fatti roccia”
dal 2 giugno al 30 settembre 2007
Inaugurazione: venerdì 1 giugno, ore 17

Palazzo dei Priori
Fermo

Orario di apertura:
dal 2/06 al 15/06 e dal 16/09 al 30/09, feriale, ore 10-13 e 15.30-18; festivi 10-13 e 15.30-19; lun chiuso escluso festivi.
dal 16/06 al 15/09, feriali e festivi, ore 10-13 e 16-20. Tutti i giovedì di luglio ed agosto e dal 10 al 20 agosto apertura serale 21-23.

Biglietti:
Intero € 3; ridotto € 2: comprende l’ingresso alla mostra e al Polo Museale di Palazzo dei Priori.

Info:
Società Cooperativa “Sistema Museo”
Tel. (+39) 0734 217140 – Fax (+39) 0734 215231
museidifermo@comune.fermo.it

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