Mostre » Bergamo, una mostra antologica celebra l’arte di Gianfranco Ferroni

Bergamo, una mostra antologica celebra l’arte di Gianfranco Ferroni

a cura di Redazione, il 28/05/2007

La GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo onora l’arte di Gianfranco Ferroni (Livorno 1927 – Bergamo 2001) con una mostra antologica che intende fare il punto sulla ricerca di un artista particolarmente legato a Bergamo, dove ha vissuto e lavorato per due decenni – proprio nei pressi della Galleria – e le cui opere arricchiscono oggi numerose collezioni private della città. La personale, aperta al pubblico dal 1° giugno nella sede del Palazzo della Ragione in Città Alta a Bergamo, propone oltre cento opere tra olii, incisioni e fotografie che ripercorrono le tematiche care a Ferroni.
L’esposizione – sostenuta dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Bergamo, è curata da M. Cristina Rodeschini (Direttore d’Istituto della GAMeC), Marco Vallora (storico e critico dell’arte) e Marcella Cattaneo (Curatore GAMeC) –, nasce da un progetto concordato tra le città di Milano e Bergamo e si sviluppa lungo un percorso espositivo che coinvolge due sedi: Palazzo della Ragione a Bergamo e Palazzo Reale a Milano. A sottolineare il fascino della ricerca artistica di Ferroni concorre il suggestivo allestimento progettato appositamente dall’architetto svizzero Mario Botta.
Dopo una difficile sperimentazione da autodidatta, Gianfranco Ferroni approda ad una poetica sofferta e impegnata.


[Immagine: Gianfranco Ferroni]

Nato a Livorno nel 1927, ancora giovane è segnato dalla dura esperienza della guerra. Dal 1944 si trasferisce a Milano e si avvicina al mondo artistico di Brera. Le sue prime opere di rilievo si muovono in una direzione espressionista che, attorno alla metà degli anni Cinquanta, sfocerà in quel “realismo esistenziale” - condiviso da artisti quali Banchieri, Ceretti, Cremonini, Guerreschi, Romagnoni, Sughi, Vaglieri, Vespignani, Bodini - incentrato violentemente sul tema della condizione umana e svincolato da ogni forma di prevaricazione ideologica, dove diventa evidente l’influenza stilistica e tematica di artisti come Bacon, per esempio nel moltiplicarsi e deformarsi dei profili del volto, Giacometti nel consumarsi delle figure e Wols nei grovigli informali delle vedute di città. A partire dai primi anni sessanta la pittura di Ferroni si avvicina alla cultura pop e nei suoi lavori è evidente una serrata dialettica tra disegno, incisione e pittura, unita al suo impegno sociale e all’attenzione per la resa dello spazio diviso in sezioni e campiture cromatiche, dove si collocano sequenze differenti di un racconto esistenziale. A partire dagli anni Ottanta il suo percorso segna una svolta intimistica grazie all’autoritratto, filo rosso che aggroviglia la sua ricerca artistica ed esistenziale. Autoritratto che prenderà le spoglie di un ombra, del suo studio, del cavalletto, del suo lettino sfatto, degli strumenti o delle cose di ogni giorno sul tavolino da lavoro, delle stanze abbandonate.
Da sempre Ferroni nei suoi dipinti tenta di fermare nel tempo il ricordo facendo riflettere su ciò che è stato, senza tuttavia dimenticare che il senso della vita si può cogliere solo nello scorrere inarrestabile ed inafferrabile del tempo, nel generarsi e rigenerarsi dell’io e della realtà stessa nella compresenza tra presente e passato.

Scheda tecnica



Gianfranco Ferroni. Mostra antologica.
dal 1 giugno al 19 agosto 2007

Palazzo della Ragione
Bergamo – Città Alta, Piazza Vecchia

Orario di apertura:
mar-ven, ore 13-19; gio, ore 13-20; sab-dom, ore 10-19.

Biglietti:
Intero: 6 €; ridotto 4 €

Catalogo:
Lubrina Editore, Bergamo

Info:
Tel. (+39) 035 270272 – Fax (+39) 035 236962
info@gamec.it
Homepage GAMeC

stampa pagina stampa solo testo Segnala l'articolo Ascolta con webReader