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Giovanni Zaffagnini. TECLA

La Galleria foto-forum di Bolzano presenta una personale del fotografo ravennate, con una serie di lavori realizzati fra il 1989 e il 1992 e ispirati a “Le città invisibili” di Italo Calvino

a cura di Redazione, il 28/04/2008

Inaugura domani, negli spazi espositivi della Galleria foto-forum di Bolzano, la mostra personale di Giovanni Zaffagnini intitolata “Tecla”, serie fotografica che si muove fra il giorno e la notte e, anche grazie al titolo che porta, galleggia in un tempo e in uno spazio indefiniti.

L’ispirazione calviniana della mostra

Tecla è infatti, in “Le città invisibili” di Italo Calvino, la città che è sempre in costruzione, la città che misteriosamente ha inizio ma non ha mai fine. A questa città calviniana l’autore fa riferimento, così come ha scelto nel tempo altri riferimenti letterari, collegando altre sue ricerche ad altri scrittori o poeti, da Campana a Pessoa, per non fare che qualche esempio.

Il cantiere come paesaggio definito da un punto di vista estetico

Il tema di questo lavoro, realizzato tra il 1989 e il 1992, è il cantiere, uno stato del paesaggio che inizia ad essere accolto in quegli anni fra i temi della fotografia contemporanea. L’originalità di Tecla risiede nel fatto che, in una sorta di processo di trasposizione, il cantiere viene affrontato come se fosse non un paesaggio indeterminato e in fieri, ma un paesaggio ben definito e consolidato da un punto di vista estetico: per esempio avvolto in una romantica nebbia, oppure disperso nel buio della notte.
Questo spostamento di attenzione estetica sugli spazi e le strutture del cantiere segnala non solo l’allargamento della nozione di paesaggio a luoghi inediti, ma anche la disponibilità ad applicare i propri metodi e il proprio linguaggio in modo del tutto libero: indica anche che il paesaggio diviene pretesto per sviluppare un lavoro che in realtà ha come oggetto i codici stessi della fotografia.

Una ricerca sui codici stessi della fotografia

Indagine, questa, nella quale Zaffagnini si è spinto spesso nelle sue ricerche, anche sperimentalmente (fino, per esempio, a strappare alcune fotografie sul tema e a presentarne i frammenti), sempre evitando quell’attaccamento al tema del paesaggio in quanto tale che ha caratterizzato il lavoro di molti fotografi a lui contemporanei.
Per l’autore il giorno e la notte di Tecla sono anche il positivo e il negativo della fotografia. Positivo e negativo non significano solo i due volti dell’immagine (la matrice e la stampa), ma anche la luce e il buio, il chiaro e lo scuro. Significano inoltre, per Zaffagnini, riservare al colore un trattamento che lo rende, in un certo senso, bianco e nero: nelle fotografie realizzate di giorno egli infatti evita nel modo più assoluto i colori brillanti (schiarendo i toni della stampa e anche avvalendosi della nebbia come alleata), in quelle realizzate di notte arriva quasi a negare i colori, schiacciandoli nel nero del buio.

“Tecla” e lo strano equilibrio tra apparizione e sparizione del paesaggio

Da questo affiorano solo sparsi segni, tracce, materie, strappati al nero dal flash, che estrae piccoli elementi, libera parti della scena, restituendole alla visione. Complessivamente, il senso che domina “Tecla” è quello di uno strano equilibrio tra apparizione e sparizione del paesaggio: quale di questi due stati, l’uno che precede l’esistenza del paesaggio, l’altro che la segue, prevalga, è molto difficile dire.

    Scheda Tecnica

  • Giovanni Zaffagnini. “Tecla”
    dal 30 aprile al 17 maggio 2008
    Inaugurazione: martedì 29 aprile, ore 19
  • Introduzione:
    Roberta Valtorta (Museo di Fotografia Contemporanea, Cinisello Balsamo - MI)
  • Galleria foto-forum
    Bolzano, Via Weggenstein 2
  • Orario di apertura:
    mar-ven, ore 15-19; sab, ore 10-12.30
  • Info:
    Tel. e Fax (+39) 0471 98 21 59
    info@foto-forum.it
    Galleria foto-forum

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Zaffagnini, Giovanni

Giovanni Zaffagnini vive e lavora a Fusignano (Ravenna). Negli anni Settanta ha svolto ricerche sistematiche sulla cultura del mondo popolare in Romagna, che hanno portato alla creazione di un consistente archivio fotografico....