Zoom » De Paoli Edizioni d'Arte

La copertina con scritta serigrafata del catalogo di "Rosa dei Venti", l'antologica di Giampaolo Talani in corso a Firenze

De Paoli Edizioni d'Arte

Storia e progetti di una realtà editoriale di successo

di Angelo Pinti, il 14/04/2008

Una casa editrice giovane, attenta alla qualità grafica dei propri cataloghi come a quella dei testi critici pubblicati. È la De Paoli Edizioni d’Arte, una breve ma già prestigiosa storia alle spalle, oggi sotto i riflettori come editrice del catalogo che accompagna l’antologica di Giampaolo Talani in corso a Firenze.

Gli esordi e la filosofia editoriale di De Paoli

“Rosa dei Venti” rappresenta l’ultima tappa di un percorso iniziato nel 2005 con la pubblicazione del catalogo di un’altra mostra antologica, quella dedicata al maestro fiorentino Marcello Fantoni e tenutasi al Museo Archeologico di Fiesole. Curatrice sia della mostra sia del volume, la storica e critica d’arte Elisa Gradi.

Fu quello l’inizio di un rapporto professionale che ha caratterizzato anche le successive pubblicazioni di De Paoli, dando coerenza ad un progetto editoriale che punta ad ampliare il numero degli appassionati d’arte attraverso libri ineccepibili sotto il profilo scientifico, ma leggibili, come di rado avviene.

Volumi di qualità rivolti tanto agli specialisti quanto al grande pubblico

Copertina del catalogo della mostra antologica di Marcello Fantoni al Museo Archeologico di Fiesole (2005)

Un’editoria di qualità, dunque, ma che non si compiace di essere oscura ed elitaria. Che guarda con interesse ad artisti contemporanei di indiscussa fama, ma anche meno noti, la cui opera si caratterizza per la qualità intrinseca e la profondità del messaggio.
Ne abbiamo parlato con il fondatore, Pierpaolo De Paoli, che ci ha spiegato la filosofia della “casa” e aperto un’intrigante finestra sui suoi programmi futuri.

Dal nome degli artisti di cui De Paoli ha curato i cataloghi (Fantoni, Staccioli, Talani) si evince la volontà di mantenere un profilo elevato. Qual è la linea editoriale della De Paoli Edizioni d'Arte?
«La nostra azienda si è strutturata negli anni sempre più con l'intento di offrire al grande pubblico la possibilità di avvicinarsi all'arte attraverso una serie di iniziative, siano queste editoriali, che culturali in genere, con mostre, esposizioni, conferenze, presentazioni di artisti».

«Certo il nostro maggiore interesse volge al campo editoriale, al quale abbiamo dedicato il maggiore impegno, cercando di curare il progetto che seguiamo fin nei minimi particolari, dal testo critico fino alla scelta dell’impaginazione e del layout della copertina. Questa attenzione, pur costando molta fatica, ci consente di arrivare ad ottenere un “prodotto” estremamente curato, un po’ nel “vecchio stile” editoriale, che vedeva il libro come un oggetto prezioso, sia per il suo contenuto che per il suo aspetto esteriore».

Il fatto di avvalersi in via stabile di un curatore principale, la storica e critica d'arte Elisa Gradi, è una scelta che mira a mantenere la coerenza delle scelte editoriali?
«Certamente, è con la dottoressa Gradi che abbiamo studiato un preciso percorso di ricerca e sviluppo della nostra linea editoriale, ed è per dare la giusta continuità che continuiamo e continueremo a prefiggerci con estrema rigorosità gli stessi obbiettivi che abbiamo discusso nel momento della nascita della casa editrice».

Copertina del catalogo sull'opera di Paolo Staccioli pubblicato nella collana "Easy ceramics" di De Paoli Edizioni d'Arte

Esiste un particolare che accomuna le pubblicazioni De Paoli?
«Il gusto del ricercato e del bello, del prezioso. Non nel valore ma nell'esaltazione dei sensi attraverso il prodotto offerto. Una bella immagine, è sempre piacevole averla sotto gli occhi, così come una bella copertina di volume, che noi cerchiamo spesso di diversificare con l’aiuto della serigrafia, che esalta due superfici diverse, lisce ed opache, e che dà uno straordinario effetto anche al tatto, come nel volume che abbiamo dedicato a Paolo Staccioli ed il prossimo, il catalogo della mostra a Palazzo Vecchio di Giampaolo Talani».

Come sono nate le collaborazioni con Fantoni-Staccioli-Talani?
«Conosco personalmente Marcello Fantoni da molti anni, avendo collaborato con lui alla realizzazione di diversi progetti, sia libri che mostre; Staccioli e Talani sono invece frutto della selezione operata dalla Dottoressa Gradi, la quale ha cercato la collaborazione di artisti che fossero quanto più significativi e degni di nota nel panorama artistico toscano e, non da ultimo, artisti capaci di elaborare in chiave contemporanea un’arte che affonda le proprie radici nel rispetto della tradizione pittorica e scultorea di origine».

stampa pagina stampa solo testo Segnala l'articolo Ascolta con webReader

Articoli correlati

di Elisa Gradi, il 17/05/2008

SPECIAL / Pittura e poesia nei disegni di Antonio Possenti

Difficile accostarsi all’arte di Antonio Possenti. Non tragga in inganno la generosità degli accordi cromatici, l’abilità narrativa, l’accattivante bizzarria del lessico figurativo. Possenti è uno stravagante affabulatore, ma anche un pittore colto; un pittore che lascia dietro di sé innumere...

di Fabio Canessa, il 03/04/2008

Tom Hanks sulla spiaggia di Talani

Sulla battigia, gli “animali” antropomorfi di Giampaolo Talani sono pronti per un’improbabile partenza, con le valigie, le cravatte svolazzanti, i pensieri, i ricordi e un’espressione di disarmante perplessità. Eroi senza avventura, mantengono però il fascino misterioso di un Corto Maltese...

di Elisa Gradi, il 17/03/2008

Il viaggio di Giampaolo Talani

Il calore con il quale la città di Firenze ha accolto l’apertura della mostra “Rosa dei Venti” di Giampaolo Talani è stato al di là delle aspettative di tutti quanti hanno partecipato all’organizzazione dell’evento. A partire dalla mattina, quando ha avuto luogo la conferenza stampa e la “prev...

di Valentina Redditi, il 08/03/2008

"Rosa dei Venti"

Ha aperto i battenti l’attesa mostra antologica di Giampaolo Talani, “Rosa dei Venti” , allestita fino al 27 aprile nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio a Firenze. L’esposizione presenta 55 dipinti provenienti da collezioni pubbliche e private, italiane ed estere, fra cui due dagli Stati Uniti...