D » Danti, Vincenzo

Vincenzo Danti. Cosimo I in veste di Augusto. Firenze, Museo Nazionale del Bargello (già Firenze, testata degli Uffizi), inv. 15 S, Marmo

Danti, Vincenzo

a cura di Redazione, il 15/04/2008

Vincenzo nacque a Perugia il 17 aprile del 1530 da una famiglia di artisti, scienziati e letterati, accreditata e nota nella città. Come poi i suoi fratelli minori - frate Egnazio, domenicano (1536-1586), celebre matematico e cartografo; e Girolamo (1547-1586), pittore – Vincenzo fu educato alle scienze e alle lettere ed ebbe una prima formazione artistica nella bottega perugina del padre Giulio (1500-1575), orafo e architetto. Nel 1548 risulta iscritto all’Arte degli orafi della sua città.

La statua bronzea di Papa Giulio III prima sua opera significativa

La sua prima opera importante è la grande statua bronzea di Papa Giulio III (1553-1555), posta oggi sul sagrato della cattedrale di Perugia, dove Vincenzo - poco più che ventenne - rivela le sue grandi qualità di orafo e modellatore. Al successo di quest’opera si deve probabilmente il suo trasferimento a Firenze, alla corte di Cosimo I de’ Medici, dove Vincenzo è già nel 1557, dopo aver completato la sua formazione a Roma, presso l’orafo e architetto bresciano Panfilio Marchesi. A Roma, Vincenzo studiò intensamente le opere di Michelangelo, che dovette incontrare personalmente. Giunto a Firenze con la fama di ‘enfant-prodige’, fu preso a stipendio da Cosimo I, anche per i buoni uffici del ‘cameriere’ perugino del duca, Sforza Almeni: per lui Vincenzo scolpirà nel 1561 la sua più bella opera in marmo, L’Onore che vince l’Inganno (Bargello).

Vincenzo Danti. Madonna col Bambino. Firenze, Basilica di Santa Croce, Marmo

Dopo il ripetuto fallimento, in fase di fusione, di un Ercole e Anteo in bronzo, per la villa medicea di Castello (la prima commissione ducale), Vincenzo lavora opere minori per le stanze di Cosimo I in Palazzo Vecchio: in particolare, il rilievo del Mosé per una cappella e lo Sportello per la cassaforte del duca, oltre ad altri rilievi a soggetto sacro, oggi a Washington e a Kansas City: in queste opere rivela la sua attenzione sia alla tecnica espressiva del “non finito” michelangiolesco, che a quella dello “stiacciato” di tradizione donatelliana.

Nel corso della sua breve vita tante commissioni importanti

Non gli mancarono tuttavia le commissioni importanti da parte di Cosimo I: nel 1560, partecipa con i massimi scultori fiorentini al concorso per il Nettuno della Fontana di Piazza; nel 1564, gli sono commissionate le tre statue che ornano il fronte degli Uffizi (la nuova fabbrica vasariana), verso Palazzo Vecchio: il Cosimo I in veste di Augusto (rimosso nel 1585, oggi al Bargello) , L’Equità e Il Rigore, ancora in loco. Nel 1568 (secondo la testimonianza del Vasari) scolpisce in austere forme michelangiolesche la grande Madonna col Bambino, oggi in Santa Croce, e un rilievo col Ritratto di Benedetto Varchi, già nel Convento di Santa Maria degli Angeli (perduto). Negli stessi anni si data anche il Monumento funebre a Carlo de’ Medici, nella Cattedrale di Prato.

Nel 1570 modella la grande statua del San Luca per l’omonima cappella della Santissima Annunziata, dove si raccoglievano i membri dell’Accademia delle Arti del Disegno, di cui Vincenzo faceva parte dalla fondazione (1563). Nello stesso anno, si data la fusione delle tre grandi statue bronzee, che compongono la Decollazione di San Giovanni Battista, per la facciata sud del Battistero. E’ questa l’ultima opera importante che esegue a Firenze. Nel 1573, torna a Perugia, dove ricopre incarichi all’Accademia di Belle Arti e realizza varie opere, soprattutto di architettura e di ingegneria. Muore nel maggio del 1576, a quarantasei anni.

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