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Autoritratto, 1913, olio su tela. Collezione privata

OSVALDO LICINI, la stagione dei paesaggi

Prende il via il 18 aprile al Centro Studi Osvaldo Licini di Monte Vidon Corrado (AP) un’ interessante esposizione documentaria dedicata al primo Licini

a cura di Redazione, il 16/04/2008

La seconda mostra organizzata per celebrare i cinquant'anni dalla scomparsa dell’artista, “Osvaldo Licini da Monte Vidon Corrado. La stagione dei paesaggi: i dipinti, i disegni, l’epistolario”, che si tiene nel Centro Studi Osvaldo Licini di Monte Vidon Corrado dal 18 aprile al 4 novembre, porta l’attenzione soprattutto sul primo Licini e per la prima volta approfondisce anche temi affettivi e più privati che ebbero un riflesso culturale importante sulla sua opera.

Tra le proposte, la visita all’abitazione del pittore

Si tratta di un’esposizione documentaria, fotografica e pittorica incentrata sulle opere di paesaggio, naturale e umano, realizzate dal Maestro soprattutto nel primo periodo della sua attività artistica, quello figurativo. La stessa abitazione del pittore (nella quale si conservano due affreschi, le uniche due Picture parietali di Licini) sarà visitabile con guida e conterrà alcune ambientazioni ricostruite con fotografie e racconti d’epoca. Una sorta di casa-museo per ritrovare le tracce del suo lavoro, e magari scoprire risvolti inediti.

I mille aspetti di Licini, dalla politica ai sentimenti

Non mancano approfondimenti sul Licini politico e amministratore (fu Sindaco di Monte Vidon Corrado dal 1946 al 1956), sul Licini “libero pensatore”, sul contesto economico e sociale, su quello familiare (il rapporto intenso con la sua compagna) e su quello delle amicizie, nonché sull’impatto e l’importanza dell’ambiente circostante, il tutto viene affrontato anche attraverso una serie di eventi che, nelle stesse date, anche nei comuni limitrofi, saranno volti a radicare in maniera forte il pittore al territorio attraverso un interscambio fra artista e contesto, fra opere e paesaggio marchigiano, costante fonte d’ispirazione per Licini.

Il Parco pittorico piceno

Angelo Ribelle su fondo rosso scuro, 1946, olio su tela. Galleria d'Arte Contemporanea "O. Licini", Ascoli Piceno

In quest’ottica, nei borghi di Falerone, Massa Fermana, Montappone e Servigliano (che peraltro costituiscono uno dei più importante distretti di produzione dei cappelli) sarà allestito il Parco pittorico piceno, all’interno del quale si troveranno oggetti significativi della specifica cultura materiale dell’epoca, nonché prodotti eno-gastronomici, oltre naturalmente a fotografie d’epoca corredate da lettere e diari e a materiali emersi dalla ricerca documentaria riuniti per temi. In questo modo si ha modo di approfondire la conoscenza di uno dei protagonisti assoluti della pittura tra le due guerre, che lo stesso Federico Zeri considerava uno dei massimi pittori del Novecento, ritessendo quella complessa trama di relazioni sentimentali, artistiche e familiari che rendono l’opera pittorica di Osvaldo Licini la testimonianza più alta del lacerante conflitto, comune ad altri intellettuali marchigiani, fra l’aspirazione a vivere da protagonisti il contesto europeo ed il richiamo alle radici locali.

Il nucleo dell’opera pittorica di Osvaldo Licini

Il sentimento migratorio, la dolcezza del “natio borgo selvaggio” espresso in pittura nella suggestione del paesaggio dei Monti Sibillini, nel ricordo delle antiche leggende popolari così come nei miti e nelle immagini leopardiane da una parte, e la tensione verso una sfera più ampia rispetto a quella italiana, dall’altra, costituiscono il nucleo dell’opera pittorica di Licini.

Nel 1935 Licini partecipa alla “prima mostra collettiva di arte astratta italiana”

Da un naturalismo cromaticamente vivace, fatto di paesaggi, ritratti, nature morte, nel quale andava già prendendo forma un mondo di immagini archetipe e fantastiche, Licini passa così alle elaborazioni più complesse degli anni Trenta, all’astrattismo inizialmente geometrico nato dal rapporto con il gruppo milanese de “Il Milione” con il quale espone nel 1935 nella “prima mostra collettiva di arte astratta italiana” e che poi evolve verso un astrattismo lirico in cui anche la geometria acquista libertà fantastica e si risolve in una spazialità irreale.

Caratteristiche queste che si accentuano nel dopoguerra quando elaborò le immagini-simbolo della sua pittura complessa e tormentata, le Amalasunte (nove delle quali, dipinte nell’”eremo” di Monte Vidon Corrado, furono esposte nella XXV Biennale di Venezia del 1949) e gli Angeli Ribelli, personaggi che si librano fra cielo e terra, creature cifrate e profetiche, che rappresentano una delle più originali espressioni dell’arte italiana del Novecento e che tanta parte hanno in mostra.

Scheda Tecnica

  • “Osvaldo Licini da Monte Vidon Corrado. La stagione dei paesaggi: i dipinti, i disegni, l’epistolario”
    dal 18 aprile al 4 novembre 2008
  • Curatori:
    Daniela Simoni, Elena Pontiggia, Enrica Torelli Landini
  • Centro Studi Osvaldo Licini
    Monte Vidon Corrado (AP), Corso Garibaldi 3
  • Biglietti:
    Mostra Ascoli Piceno: Intero € 8; ridotto € 5
    Mostra Monte Vidon Corrado: intero € 6; ridotto € 4
    Chi acquista un biglietto per Ascoli e si reca poi a Monte Vidon Corrado ha diritto al biglietto ridotto e viceversa.
  • Catalogo:
    Silvana Editoriale
    Le schede dei cataloghi delle mostre
  • Info:
    Tel. (+39) 0736 277552
  • Centro Studi Osvaldo Licini
    Monte Vidon Corrado (AP), Corso Garibaldi 3
    Tel. (+39) 0734 759348 - 719518
  • Polo Culturale di Sant’Agostino
    Tel. (+39) 0736 248663
  • Sito web su Osvaldo Licini

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