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“Vasi ad angolo”, cristallo, 1978

ROBERTO SAMBONET

Palazzo Madama di Torino ospita una rassegna sul grande designer e grafico scomparso nel 1995. Per scoprire la personalità complessa e affascinante di un intellettuale oltre i canoni

a cura di Redazione, il 07/04/2008

La mostra che apre al pubblico martedì 8 aprile, allestita a Palazzo Madama di Torino, fa parte del programma di “Torino World Design Capital” ed è un racconto aperto, fatto di relazioni, dialoghi, connessioni e di apparenti cortocircuiti, alla scoperta della personalità complessa e affascinante di un grande artista e designer, di un intellettuale oltre i canoni – possiamo dire – qual è stato Roberto Sambonet.

Un artista che sfugge al consueto profilo del designer italiano

Pur avendo preso parte da protagonista a quasi tutte le situazioni più rappresentative della cultura del progetto industriale (commissario della Triennale, collaboratore de La Rinascente, animatore dell’ADI e del Compasso d’Oro, art director della prima Zodiac di Olivetti), Sambonet sfugge in effetti al consueto profilo del designer italiano: non è architetto e rivendica fortemente identità e formazione da artista; immerso da sempre nell’atmosfera della fabbrica, scopre il suo talento progettuale fuori dell’azienda di famiglia, durante una lunga permanenza in Brasile, ed elabora il proprio universo formale lontano della cultura figurativa dello spazio domestico, a partire da una metodica analisi strutturale della realtà, sganciandosi così da ogni remora banalmente funzionalista.

“Coda di Tonno”, parte della serie “Bestiario marino”, cristallo 1987

L’esposizione mira a dare il senso del percorso compiuto da Sambonet

Disegnatore compulsivo, cosmopolita, curioso per vocazione, è stato capace di una visione complessa, coniugando arte e gastronomia, cultura popolare e sintesi concettuali.
La mostra di Palazzo Madama, curata da Enrico Morteo, non mira tanto all’esaustività delle opere esposte – tantissime e in gran parte provenienti dall’archivio personale del maestro custodito dalla famiglia e da collezioni private – quanto a dare il senso del percorso compiuto da Sambonet: le sue esperienze, i modelli di comportamento e i riferimenti culturali che hanno dunque animato questa sua analisi della realtà.

Perché di questo si tratta: la complessa produzione, le molte invenzioni nell’ambito del design nascono da una sperimentazione costante di ciò che gli sta intorno: della realtà appunto, che viene studiata, smontata, destrutturata, indagata nelle geometrie nascoste “sotto la pelle” delle cose e, dunque, nella sua anatomia.
Il disegno, la pittura, la grafica e il design non sono altro che i diversi modi in cui egli reinterpreta ciò che vede e percepisce: posti sullo stesso piano nella sua sperimentazione hanno una loro autonomia artistica e nel contempo fanno tutti parte di un unico processo creativo e di uno stesso progetto.

Prima sezione: “Altri mondi: gli incontri, i viaggi, le collezioni, gli scritti”

L’esposizione si articola in quattro sezioni. La prima, intitolata “Altri mondi: gli incontri, i viaggi, le collezioni, gli scritti”, ci introduce a questa visione, avvicinandoci allo sguardo di Sambonet e alla sua sensibilità. In tal senso un aspetto importante della ricerca e della vita di questo artista sono proprio i viaggi.
La scoperta dei luoghi si accompagna alla scoperta di culture e tradizioni differenti, di cibi e di sensazioni: è un’esperienza di cui egli lascia tracce attraverso disegni e dipinti, scritti, riflessioni.

“TIR bar”, quattro bicchieri in cristallo a capacità differenziata, h. 12,5 cm x diam 6 cm, 1971

Seconda sezione: “Il volto come paradigma di un percorso analitico”

Ai ritratti è dedicata la seconda sezione della mostra, “Il volto come paradigma di un percorso analitico”. Non solo i volti del manicomio di Jaquerì (disegnati in uno dei suoi soggiorni brasiliani), ma una rassegna dedicata ad un genere che accompagnò l’intera vita di Sambonet. Veloci caricature in punta di penna, acquerelli di studio, veri e propri ritratti ad olio: tutti capaci di andare al di là del volto e mostrare pensieri, emozioni, sentimenti. Volti come paesaggi, accomunati da un’identica qualità dello sguardo, dalla stessa capacità di arrivare alle strutture nascoste delle cose.

Terza e quarta sezione: l’osservazione analitica della realtà

La terza e la quarta sezione sono strettamente connesse: il processo creativo e produttivo appare delineato con chiarezza, laddove si comprende che l’osservazione analitica della realtà si traduce ora in disegni e dipinti, ora in oggetti, e che i disegni spesso sono comunque momenti aurorali della progettazione di alcuni pezzi di design, senza stacchi o cesure. E infatti gli oggetti di Sabonet sono carichi si storie, di citazioni, di culture.

    Scheda Tecnica

  • “Roberto Sambonet. Designer, Grafico, Artista (1924-1995)”
    dall’8 aprile al 6 luglio 2008
    Inaugurazione: martedì 8 aprile 2008
  • Curatore:
    Enrico Morteo
  • Palazzo Madama, Salone del Senato
    Torino, Piazza Castello
  • Orario di apertura:
    mar-dom, ore 10-18; sab, ore 10-20, lun chiuso
    La biglietteria chiude un’ora prima
  • Biglietti:
    Intero € 7,50; ridotto € 6
  • Info al pubblico:
    Tel. (+39) 011 4433501
    Palazzo Madama
    Fondazione Torino Musei

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