Special » SPECIAL / Cina Cina Cina!!!: il percorso espositivo

Wu Ershan, “Nomadic Clothes”, altezza 180 cm, 2008

SPECIAL / Cina Cina Cina!!!: il percorso espositivo

La mostra di Palazzo Strozzi si articola come relazione dialettica fra tre sezioni curatoriali, tre sensibilità e orientamenti di ricerca distinti e complementari fra loro

a cura di David Bernacchioni, il 21/03/2008

«La parola “Cina” ripetuta tre volte nel titolo della mostra è anche un riferimento alla presenza di tre curatori», ha spiegato Franziska Nori, ideatrice del progetto (nonché direttrice del Centro di Cultura Contemporanea Strozzina), nel corso della presentazione ufficiale tenutasi ieri a Palazzo Strozzi, prima della preview riservata alla stampa. Nori ha sottolineato come i tre responsabili delle sezioni in cui si articola la mostra appartengano alla nuova generazione, essendo tutti trentenni. E non potrebbe essere diversamente, visto che «le opere da loro scelte si interrogano sulla odierna realtà sociale cinese e sull’impatto del processo di globalizzazione».

Lo sforzo di mediazione culturale del CCCS

La proposta di queste tre selezioni curatoriali rappresenta uno sforzo di traduzione e mediazione fra culture differenti, in sintonia con la “mission” istituzionale del Centro di Cultura Contemporanea Strozzina. Un ruolo che nel progetto “Cina Cina Cina!!!” è consistito nell’avvicinare il visitatore ad una simbologia molto diversa da quella occidentale, con opere che avevano bisogno di una «contestualizzazione sociologica».
Anche in questa chiave va visto l’approccio al progetto richiesto ai curatori: «Abbiamo fatto loro visitare Firenze prima che iniziassero a curare le rispettive sezioni», ha spiegato Franziska Nori.
L'ideatrice del progetto ha infine ricordato che l’installazione curata dall’italiano Davide Quadrio è stata pensata appositamente per Palazzo Strozzi e prodotta dal CCCS. L’opera, terminata la mostra in corso, verrà riproposta anche all’estero.

Pluralità di artisti e mezzi espressivi in “Throwing Dice”, la sezione curata da Zhang Wei

Wu Ershan, “The first infant who cried alound is Tiemuzhen”, cm 240x210x105, 2008

Zhang Wei, curatrice di Guangzhou, riunisce nella sezione “Throwing Dice” (“Lancio di dadi”), artisti che si distinguono per provenienza, formazione e mezzi espressivi. Zhang Wei presenta visioni individuali che riflettono l’esistenza umana in un mondo fragmentato e in costante acceleramento. I video di Kan Xuan, di Pak Sheung Chuen e di Yang Fudong (celebrato all’ultima edizione della Biennale veneziana), le animazioni digitali di Cao Fei (anch’egli presente a Venezia), gli assemblaggi tecnologici di Chu Yun, la pittura di Duan Jianyu tessono un intreccio di narrazioni individuali, in grado di coinvolgere lo spettatore nell’esplorazione di comuni paesaggi esistenziali e della tensione fra realtà vissuta e realtà sognata.

L'installazione “Art is not enough, not enough!”, curata da Davide Quadrio

L’installazione che compone la sezione di Davide Quadrio, curatore attivo a Shangai da 15 anni, è “Art is not enough, not enough!,” (“Art non è sufficiente, non è sufficiente!”) opera come detto prodotta dal CCCS e qui presentata in anteprima assoluta. L’installazione multimediale nasce da interviste realizzate dal curatore a quaranta artisti presenti a Shangai, che vertono su domande quali la percezione che l’artista ha del proprio ruolo, della propria relazione con l’esterno, delle conseguenze sociali del proprio operare, o il febbrile interesse del mercato internazionale che ha alterato i tradizionali processi di produzione artistica. Il tutto viene proposto in un montaggio dinamico che offre un’inedita mappatura antropologica del panorama urbano di Shangai.

“Multi-Archeology”, a cura di Li Zhenhua, con due installazioni di artisti mongoli

Le questioni dell’identità geo-politica e del relativismo culturale sono il focus di “Multi-Archeology”, la sezione curata da Li Zhenhua. Le installazioni degli artisti mongoli Wu Ershan e Ren Qinga da un lato mettono in discussione il rapporto a volte conflittuale tra le differenti culture che compongono la Cina odierna (greater China), e dall’altro affrontano la problematica dell’individualità minata nella società cinese dai drammatici cambiamenti sociali in corso.

Duan Jianyu, “Art Chicken at Milan”

Entrambe le installazioni, create appositamente per la mostra di Firenze, intendono tematizzare la condizione dell’essere umano odierno fronte a un futuro incerto.
La video arte di Zhao Liang e Shen Shaomin documenta la realtà delle terre di confine della Cina con la Corea del Nord e la Russia. L’analisi delle conseguenze che l’invasione mongola guidata da Genghis Khan ebbe sulle culture asiatiche dell’epoca viene sovrapposta e comparata all’impatto del moderno processo di globalizzazione, alla scoperta di una secolare miscela culturale fra Oriente e Occidente.

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