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Angiolo Tommasi, ritratto di Giulio Silvestri

Tommasi, Angiolo

a cura di Redazione, il 18/03/2008

Cugino di Adolfo, nasce a Livorno nel 1858 e inizia studiando pittura prima con un modesto artista livornese, Marco Lemmi, poi frequentando i corsi tenuti all’Accademia di Firenze, dove ha costanti rapporti con Giovanni Fattori e Silvestro Lega che, insieme a Telemaco Signorini e molti altri intellettuali, frequentano assiduamente casa Tommasi (villa La Casaccia a Bellariva).

I paesaggi della Patagonia e della Terra del Fuoco commissionati dal governo argentino

Proprio Lega è senz’altro un punto di riferimento importante per la formazione pittorica di Angiolo Tommasi. Il quale nel 1884 espone tra Livorno e Firenze e, nel 1889, a Parigi, dove ottiene una medaglia di bronzo per “Le bagnanti”, mentre nel 1895 partecipa alla Biennale veneziana. Intanto incomincia a soggiornare a Torre del Lago dove si stabilisce al ritorno da un viaggio nell’America del Sud (1899). A Buenos Aires espone in quell’anno numerosi paesaggi della Patagonia e della Terra del Fuoco, commissionategli dal governo argentino.

L'interesse per la pittura vitalista e l'umanesimo germanico

A Torre del Lago frequenta Giacomo Puccini e si ritrova insieme a Plinio Nomellini, Ferruccio Pagni e Cecco Fanelli, all’osteria “Gambe di Merlo”. In questi anni esegue paesaggi e marine, ma anche dipinti di soggetto sociale o umanitario e ritratti; opere tutte caratterizzate da una forte luce che unita a una pittura veloce è indice dell’interesse per la pittura vitalista in sintonia con la coeva cultura del cosiddetto umanesimo germanico.
Angiolo Tommasi muore a Torre del Lago nel 1923.

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