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Raffaello Sorbi, Cacciatore lungo le rive dell’Arno (1872), olio su tavola, cm 16,5 x 14,5

Sorbi, Raffaello

a cura di Redazione, il 18/03/2008

È un giovane prodigio che all’Accademia di Firenze (dove nasce nel 1844) studia con Antonio Ciseri. Ha appena diciassette anni quando nel 1861 vince il concorso triennale con un quadro di storia raffigurante “Corso Donati ferito dai Catalani a San Salvi presso Firenze”. Carriera comunque non priva di ostacoli e polemiche.

La stroncatura di Signorini: «troppo compiacente verso il pubblico»

Sei anni dopo quel primo trionfo Telemaco Signorini lo stronca dalle pagine del “Gazzettino delle Arti del Disegno”. Oggetto: il nuovo dipinto, sempre di carattere storico, appena presentato da Sorbi. Si tratta di “Piccarda Donati fatta rapire dal convento di Santa Chiara dal fratello Corso”, oggi esposto nella Meridiana di Palazzo Pitti. Per Signorini è troppo compiacente nei confronti del pubblico. Ben presto Sorbi finisce così per abbandonare i temi del romanticismo storico sostituendoli con soggetti di genere di ambientazione antica.

Dal romanticismo storico ai soggetti antichi e settecenteschi

Nel 1872 firma un contratto con il mercante francese Goupil e si applica ai soggetti antichi e settecenteschi illuminandoli di luce tersa e con ambientazione dal vero, secondo la formula inaugurata da Meissonier e coltivata in seguito da Fortuny e Boldini. Contemporaneamente si dedica alla pittura dal vero di quadri di piccole dimensioni. Col passare degli anni adatta l’ambientazione storica al grande formato. Nel 1892 viene nominato professore aggiunto all’Accademia con l’aperto compiacimento di Fattori.
Raffaello Sorbi si spegne nel capoluogo toscano nel 1931.

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