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L’abbeverata (1896), olio su tela, cm 70 x 139,5 (particolare)

Gioli, Luigi

a cura di Redazione, il 18/03/2008

Nato a San Frediano a Settimo (Pisa) nel 1854, Luigi Gioli è fratello minore di Francesco ed è il classico autodidatta, capace di trovare una sua cifra stilistica e una diffusa notorietà come pittore di cavalli. Più ancora di Fattori. Al mondo dell’arte arriva tardi, dopo una laurea in Legge, motivo per cui è a lungo ritenuto artista di second’ordine. Giudizi poi rivisti dalla critica.

L'influenza di Fattori nella predilezione per le scene maremmane e militari

Dopo un primo periodo trascorso sulle colline pisane con i protagonisti della rivoluzione macchiaiola, raggiunge la maturità a Parigi, nei tardi anni Settanta. Inizialmente tende a imitare il fratello, ma chi soprattutto lo influenza è Fattori. Lo dimostra l’evidente predilezione per le scene maremmane e militari. L’approccio è però del tutto diverso. La sua importanza resta comunque legata ai temi equestri, alle tante opere dedicate a eventi campestri e paesaggi urbani, sempre dominati dalla presenza di cavalli.

Da autodidatta a raffinato esponente del Naturalismo toscano

Tra i dipinti più celebri “Sull’Arno” (1877) e “Ritorno dal Pascolo” (1887), l’opera che in esposizione a Venezia lo qualifica come esponente raffinato del Naturalismo toscano. “Ponte alla Carraia” (1887), è un’opera in sintonia con le atmosfere grigie e umide delle vedute parigine di De Nittis e Boldini. Nel 1890 collabora all’illustrazione delle “Veglie di Neri” di Renato Fucini. Sul finire del secolo il suo stile evolve in senso impressionista, in totale assonanza con l’arte del fratello. All’expo Universale di Parigi del 1911 presenta Aratura.
Luigi Gioli muore a Firenze nel 1947.

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