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Eugenio Cecconi, La Lacciaia (1879), olio su tela, 82 x 140

Cecconi, Eugenio

a cura di Redazione, il 18/03/2008

Eugenio Cecconi nasce a Livorno nel 1842. La famiglia è benestante e il papà determinato: lo vuole avvocato, dunque lo manda a studiare a Pisa e, dopo la laurea, a far pratica in uno studio di Firenze. Cecconi figlio ha però una sua vocazione e, senza trascurare i codici, si dedica anima e corpo all’arte. Quando nel 1864 il padre muore, lasciare la toga per la pittura è questione di un momento. Eccolo dunque artista a tempo pieno. E patriota.

L'esperienza di soldato e la passione per la pittura della caccia

Nel 1866 combatte gli austriaci nella terza guerra d’Indipendenza. Reduce, mette su studio a Livorno e segue l’amico Diego Martelli a Castiglioncello, dove dipinge a fianco di Boldini, Bechi e Abbati. Su consiglio di Boldini, partecipa nel 1869 alla Promotrice di Torino e nel 1872 alla seconda Esposizione Nazionale di Milano. L'anno successivo si ritira in campagna vicino a Lari (Pisa), appassionandosi alla pittura della caccia.

L'amicizia con Francesco Gioli

Si consolida intanto l'amicizia con Francesco Gioli, pittore dalla personalità poetica affine, con cui dipinge molti scorci dal vero della campagna pisana. Il 1880 è l'anno che gli regala la celebrità con la tela “Cenciaiole livornesi”. A Firenze, all'Esposizione Internazionale di Quadri Moderni riceve gli apprezzamenti di Telemaco Signorini. L’anno seguente espone alla Promotrice fiorentina dopo la quale decide di stabilirsi nel capoluogo toscano. Seguono molte altre mostre in tutta Italia. Gli ultimi anni li trascorre serenamente, circondato dall'affetto della famiglia e degli amici, tra cui Corcos e Gioli. Muore a Firenze nel 1903.

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