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Niccolò Cannicci, Inverno triste, firmato (1899), olio su tela, 157,5 x 137,5

Cannicci, Niccolò

a cura di Redazione, il 18/03/2008

Nato a Firenze nel 1846, Niccolò Cannicci impara i primi rudimenti dal padre Gaetano, pittore paesaggista, seguendo successivamente i corsi di Enrico Pollastrini all’Accademia e la “Scuola libera del nudo” di Antonio Ciseri. A Firenze trova un ambiente assai fecondo, frequenta i Macchiaioli, in particolare Diego Martelli che lo seguirà sempre con stima e simpatia. In sintonia con le correnti naturalistiche europee, dipinge soggetti campestri, illusioni di quiete e serenità atemporali in contrasto con le novità del progresso incombente.

Il viaggio a Parigi con Fattori e l'intensa attività espositiva

Alla Promotrice fiorentina del 1872 espone tre quadri di genere riscuotendo i primi successi. Nel 1875 visita Parigi con Fattori, poi inizia un’intensa attività espositiva: a Firenze nella galleria di Silvestro Lega e Odoardo Borrani in piazza Santa Trinità, di nuovo a Parigi nel 1881, alla Royal Accademy di Londra nel 1883, a Torino l’anno dopo, a Venezia nel 1887, ancora a Parigi (all’Esposizione Universale) nel 1889. Nel 1890 illustra per l’amico Renato Fucini una della novelle delle “Veglie di Neri”.

L'ultima mostra alla Biennale di Venezia nel 1905

L’anno seguente, la salute da sempre malferma (soffre di nervi) lo costringe a ricoverarsi nell’ospedale psichiatrico di Siena. Ci resta due anni, continuando a dipingere. Una volta dimesso, va a stabilirsi a Montemiccioli, nella campagna fra Colle Val d’Elsa e Volterra. Espone per l’ultima volta nel 1905 alla Biennale di Venezia. Morirà l’anno dopo a Firenze.

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