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Johann Zoffany, “Ritratto di Charles Towneley nella sua biblioteca tra le antichità della propria collezione”, 1781-1783, olio su tela, cm 127 x 99,06, Townley Hall Art Gallery and Museum, Burneley (Gran Bretagna)

RICORDI DELL’ANTICO

“Sculture, porcellane e arredi all’epoca del Grand Tour”: 150 opere di raffinata fattura in mostra ai Musei Capitolini

a cura di Redazione, il 22/03/2008

La volontà del recupero delle opere antiche caratterizzò tutto il XVIII secolo in virtù di quella consapevolezza che vide nell’antichità classica una fonte di ispirazione per l’artista moderno.
Questa consapevolezza è alla base della mostra “Ricordi dell’antico. Sculture, porcellane e arredi all’epoca del Grand Tour”, ospitata nei Musei Capitolini di Roma (Palazzo Caffarelli) fino all’8 giugno 2008.

Una raffinata selezione di porcellane e biscuit, ma anche dipinti, disegni e incisioni

Curata da Andreina d’Agliano e Luca Melegati in collaborazione con la Sovraintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma, organizzata da Zètema Progetto Cultura e promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma, l’esposizione presenta al pubblico una raffinata selezione di circa 150 opere che vanno dalla produzione di porcellane e biscuit ispirati ai capolavori dell’antichità, ai dipinti, disegni e incisioni che testimoniano lo studio e la ricerca del rapporto con l’Antico.

Il desiderio di appropriarsi di una parte dell’eredità classica attraverso il possesso di opere d’arte antica moltiplicò le collezioni e gli scavi e incrementò le attività antiquariali e quelle apertamente commerciali.

L’esposizione testimonia la “mania” dell’Antico nel XVIII secolo

Real Fabbrica di Napoli, Piatto dal Servito Farnesiano, 1784-1788, diametro cm 25,8, Museo Stibbert, Firenze

Grazie a questa esposizione, il visitatore potrà rendersi conto di questa mania dell’antico che portò a riprodurre in materiali diversi – marmo, terracotta, bronzo e porcellana – alcuni dei più noti prototipi della Roma antica e delle collezioni archeologiche romane, rappresentate sia dai bronzi di Valadier e dei Righetti che dalle porcellane delle manifatture della Real Fabbrica di Napoli, di Giovanni Volpato e di Ginori a Doccia, dove venne anticipato il gusto neoclassico ricopiando in porcellana le antiche statue delle collezioni romane e fiorentine.

Le opere che resero noti i capolavori dell’antichità

Molti furono i restauratori e scultori che con la loro opera resero noti i capolavori dell’antichità: fra quelli rappresentati in mostra, Luigi Valadier, di cui possono essere ammirati la “Venere Callipigia” e “l’Apollo del Belvedere” del Louvre, Giacomo e Giovanni Zoffoli, Giuseppe Boschi, di cui sono rappresentati in mostra vasi e candelabri appartenenti al noto “dessert” di Damian Campény, e infine Francesco e Luigi Righetti, di cui sono presenti numerose opere importanti, fra cui i bronzi del Palazzo Reale di Caserta rappresentanti “Laocoonte”, “Castore e Polluce” e “Bacco e Arianna” e il noto “tripode in bronzo dorato” al Museo Nazionale di Capodimonte, derivato da un esemplare di scavo.

I dessert che ornavano le tavole ufficiali

Manifattura Volpato, “Fauno Barberini”, 1786-1800, biscuit, cm 29 x 18 x 18, Musei Capitolini, Collezione Cini, Roma

Oggetti tipici dell’epoca furono i dessert che ornavano le tavole ufficiali, eseguiti nei più vari materiali. Vero e proprio capolavoro è il “dessert della Regina di Napoli”, Maria Carolina d’Austria, portato a termine nel 1805 da Valadier e Albacini, raffigurante i templi di Paestum, oggi al Kunsthistorisches Museum di Vienna, di cui si potranno ammirare in mostra due pezzi, o quello di Giovanni Volpato, di cui è possibile vedere “il gruppo di Apollo e le Nove Muse”, parte del dessert realizzato in biscuit nel 1786 per l’Ambasciatore di Venezia a Roma Piero Donà.
Giovanni Volpato divenne rapidamente a Roma un punto di riferimento per l’elegante e cosmopolita mondanità dell’epoca e fu celebre sia per le riproduzioni a stampa sia per le copie di capolavori in piccole dimensioni modellate in candido biscuit.

Gli esempi della produzione di plastiche e vasellame ispirati all’Antico

Dopo la metà del secolo, quando la tecnica della porcellana diventò meno costosa e aumentò la richiesta di copie, prese piede nelle manifatture di tutta Europa la produzione su larga scala di plastiche e vasellame ispirati all’Antico di cui si presentano importanti esempi.
Quadri, acquerelli, disegni e incisioni illustreranno l’ambiente figurativo e culturale del tempo e saranno di corredo alla mostra: fra questi sono da segnalare il “Ritratto di Charles Townley” di Zoffany, vera sintesi del Grand Tour del secondo Settecento, e alcune splendide “vedute di Roma antica” del Panini, di cui una proveniente dalle collezioni del museo Liechtenstein.

    Scheda Tecnica

  • “Ricordi dell’antico. Sculture, porcellane e arredi all’epoca del Grand Tour”
    fino all’8 giugno 2008
  • Curatori:
    Andreina D’Agliano, Luca Melegati
  • Musei Capitolini - Palazzo Caffarelli
    Roma, Piazza del Campidoglio
  • Orario di apertura:
    mar-dom, ore 9-20 (la biglietteria chiude alle 19); lun e 1° maggio chiuso
  • Biglietti:
    Unico integrato comprensivo di ingresso ai Musei Capitolini e alla Mostra: intero € 8, ridotto € 6; solo mostra: intero € 4,50; ridotto € 2,50; ingresso libero per le categorie previste dalla tariffazione vigente
  • Catalogo:
    Silvana Editoriale
  • Organizzazione e Servizi Museali:
    Zètema Progetto Cultura
  • Info:
    Tel. (+39) 06 0608 (tutti i giorni, ore 9-22.30
    Musei Capitolini

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