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Giorgio Vasari, "Incoronazione della Vergine", tavola centrale

Il Vasari mai restaurato

Un convegno internazionale sul restauro e una mostra introdurranno il primo intervento conservativo sulla “Incoronazione della Vergine”, opera del maestro rinascimentale

a cura di Redazione, il 14/03/2008

“L’ingegno e la mano. Restaurare il mai restaurato” è il titolo del convegno internazionale che farà da preludio alle celebrazioni per il cinquecentenario della nascita di Giorgio Vasari e al primo intervento conservativo sulla Pala Albergotti, nota anche come “Incoronazione della Vergine”. L’incontro – organizzato dalla Provincia di Arezzo e da Confartigianato nazionale, con Banca Etruria in qualità di main sponsor – si svolgerà ad Arezzo dal 28 al 30 marzo nella Sala dei Grandi del Palazzo della Provincia, accompagnato da una serie di iniziative collaterali (leggi il programma completo).

L’appuntamento è stato presentato ieri alla stampa da Paolo Cocchi, Assessore alla Cultura della Regione Toscana; Emanuela Caroti, Assessore alla Cultura della Provincia di Arezzo; Isabella Droandi, Restauratrice di RICERCA e membro del Comitato Scientifico Convegno Arezzo; Giorgio Guerrini, Presidente Confartigianato nazionale; Paolo Schiatti, Vicedirettore Generale Banca Etruria.

Al convegno presente anche la direttrice del Getty Museum di L.A.

A suggerire l’opportunità di un confronto internazionale prima di procedere al restauro - appuntamento eccezionale nel suo genere (leggi la scheda) - sono stati i risultati delle indagini diagnostiche effettuate sull’opera di Giorgio Vasari, “Incoronazione della Vergine”. È emerso infatti che la Pala Albergotti - una tra le opere meno indagate dell’artista - sembra non essere mai stata “toccata” da nessun tipo di restauro.

È questa una caratteristica decisamente rara, e rappresenta una opportunità di conoscenza, di confronto e di condivisione che viene offerta alla comunità scientifica della conservazione attraverso il convegno internazionale che si terrà ad Arezzo il 28, il 29 e il 30 marzo. In questi tre giorni sono stati invitati operatori ed addetti ai lavori da tutto il mondo (fra cui il direttore del J. Paul Getty Museum di Los Angeles, Yvonne Szafran) ad esporre le loro esperienze di restauro e a discutere le problematiche, le tecniche e i materiali che è più opportuno usare.

Un particolare dell'opera da restaurare

Breve storia della “incoronazione della Vergine”

L’opera – un olio su tavola di 5 metri per 4, con una cornice monumentale intagliata, dorata e dipinta – è composta da una grande tavola che raffigura l’Assunzione e l’incoronazione della Vergine e due tavole laterali con i Santi Donato e Francesco, e otto tavolette poligonali della centina che raffigurano le Sante. Fu eseguita dal Vasari per il fiorentino Filippo Salviati intorno al 1567. In seguito fu acquistata per 200 scudi dal giurista aretino Nerozzo Albergotti per la sua cappella di famiglia nella Pieve di Santa Maria ad Arezzo, dove vi rimase fino al 1865, quando venne spostata in Badia durante il radicale restauro della Pieve.

La mostra “Vasari visto da vicino. Le tavole laterali della pala Albergotti“

La tavola centrale, che si trova nel cantiere allestito appositamente all’interno della Badia delle sante Flora e Lucilla di Arezzo, sarà visibile per piccoli gruppi guidati durante il convegno, mentre le due tavole laterali con i santi Donato e Francesco e le otto tavolette poligonali saranno oggetto della mostra “Vasari visto da vicino. Le tavole laterali della pala Albergotti“ (leggi la scheda), allestita nella sala del Museo Medievale e moderna fino al 13 aprile, e che verrà inaugurata in occasione dell’apertura del convegno il 28 marzo.

L’evento è organizzato dalla Provincia di Arezzo e dalla Confartigianato, in collaborazione con la Regione Toscana, Comune di Arezzo, Soprintendenza per i Beni APPSAE di Arezzo, Curia Vescovile di Arezzo, Facoltà di Lettere e Filosofia di Arezzo, Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Arezzo, e reso possibile grazie anche al contributo di Banca Etruria che ha una tradizione consolidata in interventi di sponsorizzazione dall’elevata valenza artistica e culturale. Il restauro è a cura di R.I.C.E.R.C.A.

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