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Benedetta Bonichi, l’arte di vedere nel buio

a cura di Redazione, il 02/05/2006

L’Istituto Italiano di Cultura New York presenta, a partire dal 2 maggio, “To see in the dark”, mostra personale di Benedetta Bonichi, talento giovane ma già affermato dell’arte contemporanea italiana nel mondo. L’esposizione, che presenta gli esiti degli esperimenti effettuati su immagini radiografiche, comprende tecniche miste su carta preparata ai sali d’argento. Il catalogo è pubblicato da Electa, con un testo di Giorgio Soavi e presentazione di Marco Bussagli. In occasione della mostra, sempre Bussagli presenterà il proprio libro intitolato “Il corpo umano. Anatomia e significati simbolici” (anch’esso di Electa) tenendo una conferenza sul tema:“Il corpo umano - Benedetta Bonichi, l’arte, il corpo e i suoi simboli”. Inoltre verrà proiettato il video “ai raggi X”: Stabat Mater, opera della polivalente Bonichi.
Benedetta Bonichi è nata nel 1968. Ha iniziato ad esporre nel 2002 con una serie di personali tra cui quelle al Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Arezzo, a Palazzo Firenze a Roma, al MAC- Museo d’Arte Contemporanea di San Paolo (Brasile), alla Pharos Foundation Kasteliotissa di Nicosia (Cipro), all’Austria Center (Vienna) e al Kastel Kodeljevo (Lubiana). Ha inoltre partecipato a mostre collettive: come special guest alla IX Biennale del Cairo, quindi al Museo della Permanente (Milano), al Vittoriano e Tempio di Adriano (Roma), allo ZDU di Vienna e al Palazzo Ducale di Lucca. Per il ciclo di mostre “To see in the dark” l’artista ha ricevuto la targa d’argento del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi per la diffusione dell’arte italiana contemporanea all’estero.
Come Bussagli ha scritto nel suo volume: “La donna che si pettina di Benedetta Bonichi [nella foto, ndr] rimanda a gesti antichi e l’impiego della radiografia collega l’immagine ai corredi funerari che sopravvivono, con le ossa alla carne. Così pur essendo presente e viva, la persona ritratta sembra venire da un tempo millenario. L’opera è realizzata dalla pittrice, scultrice e scrittrice nell’anno in cui i suoi primi esperimenti sulle radiografie portano ai primi risultati con questa tecnica. La radiografia permette di vedere la struttura delle persone, e l’effetto che la Bonichi ottiene è di grande suggestione perché sembra che ci si trovi dinanzi a un reperto archeologico, analizzato in laboratorio, sospeso tra la vita e la morte. La posa e la scelta del soggetto si sposano bene con la tecnica radiografica perché questa sottolinea la vanità dell’esistenza e della bellezza che la modella sembra tanto curare”.
Secondo Giorgio Soavi: “Questi di Benedetta sono dei racconti che sembrano recitati in teatro, quasi sul palcoscenico, quando sembra che gli attori possano cascare di sotto visto che sono distratti e, in più, devono stare zitti. Ma gli attori hanno dei corpi molto allenati a fare qualsiasi movimento, anche il silenzio totale, un momento che attrae chi sta seduto zitto in platea. [….] I quadri di Benedetta sono delle indagini, perfette, di come sono e si muovono le nostre vite. Come definirla? Uno scienziato fotografo? E’ questo Benedetta? E questi, nuova domanda, sono i suoi scientifici risultati pittorico fotografici? Che il presente o l’avvenire della pittura del nostro tempo sia una medicina curativa?”.

Scheda tecnica

Benedetta Bonichi. “To see in the dark”
dal 2 al 20 maggio 2006
Inaugurazione: martedì 2 maggio, ore 18

Istituto Italiano di Cultura New York
New York - 686, Park Avenue
Tel/fax: 001-212- 8794242
iicnewyork@esteri.it

Orario di apertura:
lun-ven, ore 9-13 e 14-16

Catalogo:
Electa

Info:
Organizzazione e ufficio stampa
Floriana Tondinelli
Tel (+39) 06 4744300
To see in the dark

Nota:
“To see in the dark” dal 24 maggio al 13 giugno 2006 prosegue alla Galleria Tondinelli, Via Quattro Fontane, 128/a, Roma.

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