Special » Taragoni e i Macchiaioli: storia di un amore

Giovanni Fattori, “Il buttero”, 1900 circa, acquarello su carta, 51x39 cm, collezione privata

Taragoni e i Macchiaioli: storia di un amore

L’uomo che raccolse con passione e intelligenza la grande collezione di maestri macchiaioli in mostra a Venezia

a cura di Redazione, il 08/03/2008

In un momento in cui le esposizioni sulla pittura macchiaiola, e più in generale sull’arte dell’ottocento italiano si susseguono a ritmo incalzante, una mostra che ricostruisce una specifica collezione nella sua complessità, permette, non solo di godere della bellezza di dipinti di qualità eccezionale, alcuni dei quali non più esposti da molti anni, ma anche di leggere in filigrana la personalità di chi l’ha ordinata e, di riflesso, la cultura del suo tempo.

Un collezionista raffinato, indifferente alle mode

Uomo di profonde letture e collezionista raffinato, Mario Taragoni scelse con oculatezza le opere macchiaiole, prediligendo i dipinti che più parlavano alla sua sensibilità, indifferente alle mode ma non certo alla situazione sociale e culturale della sua epoca segnata da eventi drammatici, e da drastici mutamenti.

Nei suoi acquisti egli si affidò, più che alle indicazioni dei critici e dei mercanti d’arte, agli autori della letteratura artistica che nei primi decenni del XX secolo avevano promosso la rivalutazione di quei pittori attivi in Toscana nell’ottocento, primi fra tutti Ugo Ojetti, Mario Tinti e Enrico Somaré. Attraverso i loro libri egli si accostò alla pittura di Giovanni Fattori, di Silvestro Lega – gli artisti prediletti – ma anche di Signorini, di Ferroni, di Mario Puccini, fino all’opera di Armando Spadini, intessuta di trepidi sentimenti familiari, del quale egli possedette alcuni dipinti di straordinaria poesia.

A Venezia in mostra dipinti celebri, assenti da anni dalle collezioni pubbliche

Silvestro Lega, “La signora Clementina Bandini con le figlie a Poggiopiano”, 1887, olio su tavola, 33,5x26 cm, collezione privata

Ed è proprio grazie alla mostra a Palazzo Franchetti che si possono oggi ammirare dipinti celebri dei macchiaioli non presenti in esposizioni pubbliche da anni, tra gli altri: Ritratto di Signora; Donna con scialle rosa; La signora Clementina Bandini con le figlie a Poggiopiano di Silvestro Lega; La preghiera della sera; Tempo di pioggia; La Gramignaia e Sosta dei Lancieri di Giovanni Fattori; Il Ghetto di Firenze di Telemaco Signorini; Cappello di paglia di Armando Spadini; Vele al sole di Mario Puccini e numerosi altri capolavori dell’ottocento toscano.

La fortuna critica della pittura macchiaiola sfociò in numerose manifestazioni dedicate ai suoi protagonisti: dalla antologica di Fattori nell’ambito della Biennale romana del 1921, alla celebrazione del centenario della nascita dell’artista nel 1925, alle mostre dedicate a Lega e a Signorini nel 1926, fino alla grande retrospettiva sull’ottocento, con posto d’onore riservato ai macchiaioli, allestita in seno alla XVI Biennale veneziana nel 1928.

Quest’ultima viene documentata in mostra in una sezione particolare con opere di Francesco Gioli, Telemaco Signorini, Armando Spadini, Federico Zandomeneghi, provenienti da Ca’ Pesaro, e corredata dai manifesti originali dell’epoca.

Una raccolta in cui si ritrova lo spirito intellettuale di Mario Taragoni

Un’occasione unica dunque per rivedere questa grande collezione riunita e per ritrovare in questi dipinti, oltre alla grande qualità pittorica, anche lo spirito intellettuale che animava Mario Taragoni, figura sensibile e appassionato esteta che tra i primi comprese e amò la modernità di questi artisti.
Con quei quadri, scrive Stefano Cecchetto nel catalogo della mostra, Taragoni dialogava: «un continuo fluire di emozioni che si riversano su scelte oculate, è il racconto della vocazione artistica del collezionista che si riflette sull’ordinamento delle sue preferenze».

stampa pagina stampa solo testo Segnala l'articolo Ascolta con webReader

Articoli correlati

a cura di Redazione, il 08/03/2008

I Macchiaioli. Capolavori della collezione Mario Taragoni

L’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti di Venezia ospita nella sede di Palazzo Cavalli Franchetti una grande mostra dedicata ai Macchiaioli. L’esposizione, che inaugura sabato 8 marzo e proseguirà fino al 27 luglio 2008, intende ricostruire la prestigiosa collezione d’arte dell’ottocento...

a cura di Redazione, il 16/02/2008

FIRENZE PER FATTORI

Quattro importanti mostre di taglio inedito con centinaia di opere, una straordinaria iniziativa editoriale, un convegno nazionale sul restauro. Con un denso programma che abbraccia l’intero 2008 e uno scorcio di 2009, Firenze celebra il più noto dei Macchiaioli, il pittore dell’epopea risorgi...

a cura di Redazione, il 16/02/2008

Giovanni Fattori, un anno di eventi

Le celebrazioni per il centenario della morte di Giovanni Fattori (Livorno 1825 - Firenze 1908), il più noto dei Macchiaioli e uno dei pittori più significativi dell’Ottocento, saranno scandite da un calendario di eventi che si estenderà da marzo 2008 a febbraio 2009, e include quattro esposiz...

a cura di Redazione, il 16/02/2008

Fattori, Giovanni

Giovanni Fattori nasce a Livorno il 6 settembre 1825 e inizia a lavorare fin da piccolo al banco d’affari del fratellastro Rinaldo, manifestando una precoce passione e un indubbio talento per il disegno. A 15 anni il padre Giuseppe lo manda perciò a lezione dal pittore Giuseppe Baldini. È il 1...

a cura di Redazione, il 14/02/2007

I MACCHIAIOLI. Sentimento del vero

I Macchiaioli tornano a Torino, vent’anni dopo la grande mostra alla Mole Antonelliana, con una grande rassegna allestita nelle sale di Palazzo Bricherasio a partire da venerdì 16 febbraio. ...

a cura di Redazione, il 10/01/2007

Silvestro Lega. I Macchiaioli e il Quattrocento

Forlì propone la più ampia retrospettiva mai dedicata a Silvestro Lega, il grande pittore macchiaiolo nato proprio nel forlivese, a Modigliana, nel cuore della cosiddetta “Romagna toscana”. ...