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Francis Bacon (1909-1992). Figure Study II (1945-1946), olio su tela; 145x128,5 cm, Huddersfield Art Gallery

Bacon, Francis

a cura di Redazione, il 29/02/2008

Francis Bacon (Dublino 1909 - Madrid 1992) viene unanimemente considerato dalla critica tra i massimi artisti della seconda metà del XX secolo. Egli approda, fin dai primi anni Cinquanta, a una pittura basata su una forte carica drammatica, che distorce la realtà e l’umanità in un racconto espressivo ai limiti della figurazione, denunciando in ogni suo dipinto le ipocrisie e le finzioni della nostra società.

La sua opera, dai piccoli intensissimi ritratti ai monumentali trittici, risulta contraddistinta da valenze simboliche del tutto personali, ricche di allusioni cinematografiche, letterarie e religiose, ed è sostenuta da un’eccezionale perizia esecutiva e da una profonda partecipazione emozionale. In questo senso, costituisce un corpus senza eguali nella storia artistica degli ultimi cinquant’anni.

Bacon non esprime la drammaticità di una condizione astratta della vita umana, ma il sentimento interiore dell’esistere,individuale e intimo. Questo lo spinge a un’espressione violentemente tragica, a immagini forti e di intensa drammaticità, che rappresentano il tratto specifico dell’uomo moderno. La sua interpretazione, carica di energia esplosiva e di disperazione, del sentimento della vita umana, risulta molto più vera di qualsiasi rappresentazione realistica: per la sua totale soggettività, tocca in profondità la sensibilità più intima dell’osservatore.

La grandezza dell’opera di Bacon nel panorama artistico del XX secolo consiste nel fatto che la sua pittura, pur muovendo esclusivamente dall’esperienza della quotidianità, non ha nulla di realistico, nel senso che non è vincolata a nessun canone di raffigurazione. La sua opera rivela la sua omosessualità e una personalità complessa, al limite del “disturbo psichico”, evidenziata dalla sua passione, sin da giovane, per la deformità, la malattia, la mutilazione. Alcune immagini di bambini deformi o mutilati, ritrovate nel suo studio, riecheggiano poi, benché trasformate e trasfigurate, in molte sue opere.

Bacon è un uomo tormentato che dipinge a partire dalla propria esperienza esistenziale, e la sua pittura si rivela autentica ed efficace proprio per la capacità di colpire la sensibilità più profonda e oscura dell’individuo. In questo senso, egli ha contribuito in modo straordinario ad ampliare la tradizione figurativa occidentale, attraverso immagini emblematiche della violenza e dell’angoscia caratteristiche della nostra epoca.

Nessuno più di Bacon ha saputo esprimere, dopo il dramma epocale della seconda guerra mondiale, la tragedia dell’individuo all’interno di una società esteriormente vincente e irresistibilmente protesa verso un progresso portatore di benessere, e al tempo stesso la denuncia di tutti gli aspetti oscuri dell’esistenza. Per questa ragione, Francis Bacon è un artista indispensabile alla conoscenza dell’uomo moderno.

Le principali mostre dedicate a Francis Bacon

A partire dalla sua morte, sopraggiunta a Madrid il 28 aprile 1992, numerose sono state le mostre dedicate all’opera dell’artista in importanti musei di tutto il mondo. La prima esposizione postuma è stata promossa nel 1993 al Museo d’Arte Moderna di Lugano, a cura di Rudy Chiappini, immediatamente seguita dalla rassegna al Museo Correr di Venezia nell’ambito della XLV Biennale, dove furono esposte trentacinque opere di Bacon. Successivamente, retrospettive ed esposizioni a tema si sono tenute al Centre Pompidou (1996), al Louisiana Museum di Humlebæk (1998), al Fine Art Museum di San Francisco (1999), al Geementemuseun dell’Aia (2001), alla City Gallery The Hugh Lane di Dublino (2001), dove è conservato il materiale dello studio di Bacon, al Kunsthistorisches Museum di Vienna (2003), alla Kunsthalle di Amburgo (2005).

Queste mostre si sono spesso rivelate dei veri e propri eventi, suscitando non solo l’interesse della critica e degli addetti ai lavori, ma soprattutto destando ammirazione e stupore nel pubblico, confrontato con i capolavori di un artista indubbiamente assai noto e circondato da una straordinaria fama, ma sostanzialmente raramente esposto. In Italia, una mostra su Bacon manca da quindici anni, e in particolare a Milano, salvo alcune sporadiche apparizioni in gallerie private - l’ultima delle quali nel 1972 alla Galleria Il Milione, dove fu venduto un solo lavoro del Maestro -, la sua opera non è finora mai stata presentata in una sede museale.

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