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Street Art, Sweet Art. Dalla cultura hip hop alla generazione

a cura di Redazione, il 16/03/2007

Il Pac, il Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano, ospita fino al 9 aprile un’importante mostra collettiva dei talenti più interessanti della street art italiana che, grazie anche alla Porro & C. Art Consulting, intende contribuire a legittimare il valore estetico del graffito e del writing. Protagoniste le opere di molti giovani artisti, da quelli della primissima generazione di writers italiani, come Atomo, Airone, KayOne, Rendo, Mambo, Led, Basik, insieme a quelle di altri artisti che sono da considerarsi i protagonisti di punta della nuova ondata di street artists, seppur già inseriti nel sistema dell’arte “ufficiale”, come Microbo, Bo 130, Blu, Ericailcane, Ozmo, Abominevole.
Questi ultimi utilizzano i media più diversi e hanno un’attività che non si limita al solo territorio italiano, ma tocca molte manifestazioni e festival internazionali. Molti di questi sono facilmente riconoscibili per il pubblico delle nostre città: da Pao (l’artista dei “panettoni-pinguino”), a Pus (l’artista degli scarafaggi), a Bros (salito di recente alle cronache per l’autointitolazione della “via Bros - artista contemporaneo”), a Ivan il “poeta di strada” (“Chi getta semi al vento farà fiorire il cielo”), a Tv Boy (l’artista del bambino con la testa-televisore), per continuare con Sonda, Aris, Sea, Dem, Nais, Gatto.
La Street Art è un’arte che ha le sue radici nel writing storico e nell’estetica della bomboletta spray, ma che si nutre anche di idee nuove e di nuove forme di comunicazione diffusa, delle tecniche di “guerrilla marketing” come dei linguaggi e delle tecniche più nuove, dagli stickers agli stencil alle tante forme di “disordinazione urbana” presenti ormai ovunque nelle città di oggi.
Una generazione di artisti , sospesa tra cultura hip-hop e iper-pop abituata ad applicare la propria creatività nelle pubblicità, sulle copertine di dischi, sui manifesti, nelle strade e nell’abbigliamento.


[Immagine: Arte di strada]


Una sezione a parte della mostra è dedicata a un giocoso Bazaar Pop Up, a cura di Novamusa e Lem Art Group, e riunisce oggetti, gadget, accessori, capi d’abbigliamento “griffati” e creati dagli artisti un po’ in tutto il mondo, a testimoniare l’incessante ricerca di nuove forme di comunicazione diffusa dell’arte contemporanea, fuori dagli schemi tradizionali del circuito ristretto gallerie-musei-riviste d’arte. Come “introduzione” al Bazaar, una sala dedicata a The Don Collection, la più ampia collezione italiana di Toys (oltre 400) riuniti da The Don, a sua volta street artist, legato alla scena underground internazionale; qui viene presentata anche una selezione di tavole originali del volume IZASTIKUP, realizzato dallo stesso Don con BO130 e Microbo.
Completa la mostra un’area video a cura del gruppo Manufatti Audiovisivi, con il supporto tecnico di Fnac, in cui viene presentato in anteprima il documentario Street Art, Sweet Art - diretto da Silvia Orazi e Davide Pernicano - che approfondisce la poetica di molti degli artisti presenti e rappresenta la memoria visiva dell’evento
A fine esposizione, alcune opere saranno battute all’asta dalla Porro & C., importante casa d’aste milanese che per la prima volta pone la propria esperienza a sostegno di questa “particolare” arte contemporanea. Inoltre sarà allestito un omaggio all’artista Professor Bad Trip, di recente scomparso, considerato uno dei protagonisti più ironici, irriverenti e dissacranti della cultura underground italiana.

Scheda tecnica

“Street Art, Sweet Art. Dalla cultura hip hop alla generazione pop up”
fino al 9 aprile 2007

PAC - Padiglione d’Arte Contemporanea
Milano, Via Palestro 14

Orario di apertura:
Tutti i giorni, ore 9.30-19; gio fino alle 21.
Chiuso il lunedì, eccetto il 9 aprile

Biglietti:
Ingresso gratuito.

Info:
Tel. (+39) 02 76009085 (da lunedì a venerdì)
Tel. (+39) 02 76020400 (sabato e domenica)
PAC - Padiglione d’Arte Contemporanea

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