Mostre » Pittura Aniconica 1968-2007

Giorgio Griffa, "Viola in basso", 1991, Acrilico su tela,160x170 cm

Pittura Aniconica 1968-2007

La Casa del Mantegna di Mantova ospita una rassegna sulla pittura di tipo aniconico, dai maestri dell’astrattismo geometrico agli artisti dell’ultima generazione

a cura di Redazione, il 29/02/2008

“Pittura Aniconica 1968-2007” è il titolo di un’importante mostra che apre i battenti sabato 1° marzo alla Casa del Mantegna di Mantova. La rassegna propone un percorso della pittura italiana di tipo aniconico attraverso un’ampia documentazione di esperienze che si sono delineate dopo il 1968 intorno alle possibilità di verificare l’identità della pittura a confronto con le tendenze sperimentali dei nuovi materiali.

I percorsi dell’esposizione

Partendo dai maestri dell’astrattismo geometrico come Veronesi, Bonfanti, Calderara, Carmi, Perilli, Dorazio, Nigro, la mostra propone esempi altrettanto decisivi per una identità della pittura italiana come Sanfilippo, Accardi, Bendini, Ciussi, Ruggeri, Turcato, Vedova). Sono quindi documentati gli orientamenti della pittura analitica degli Anni Settanta (Aricò, Battaglia, Cecchini, Morales, Gastini, Griffa, Pinelli, Pozzi, C. Olivieri, Ortelli, Verna, Zappettini) nonché le riflessioni sui valori costruttivi del colore (Minoli, Schmid, De Alexandris, Barbanti, Pardi, Campus, Valentini).

D’altro lato, la rassegna propone una specifica attenzione verso i valori della luce dipinta attraverso le sottigliezze impercettibili dell’immagine (Guarneri, Matino, Satta, Vago, Biggi, Schirolli, Parea, Masi, Passa) e nello stesso tempo segue gli impulsi della gestualità in rapporto alla materia (Bargoni, Martini, Sermidi, G. Olivieri, Partelli, Boero, Raciti, Franceschini) senza escludere il versante sperimentale relativo ad artisti che hanno guardato alla pittura in alcune fasi della loro ricerca (Marchegiani, Mascalchi, Madella, Bartolini, Camorani).

Rodolfo Aricò, “Figura informe”, 1987, Acrilico su tela, 150x230 cm. Courtesy A arte Studio Invernizzi, Milano

Un ulteriore percorso è quello che permette allo spettatore di seguire la ricerca delle successive generazioni, attraverso una continuità di modi e tecniche che rivela la forza autonoma della pittura rispetto all’identità molteplice dei linguaggi sperimentali che l’arte degli ultimi decenni ha visto proliferare.

Tale continuità ha diversi piani di verifica, per esempio la pittura cosidetta monocroma che si affida alla luce di un solo colore (Costantini, Iacchetti, D’oora, Pellegrini, Ruaro, Marchetti) oppure la pittura come inquietudine dello spazio (Bressan, Vicentini, Asdrubali, Negri, Sonego, Gamba) o ancora la pittura come costruzione di geometrie primarie (Querci, Baroncini, Sartorio).

PITTURA ANICONICA. Percorsi tra arte e critica in Italia (1968-2007): il libro Mazzotta

In occasione della mostra alla Casa del Mantegna sarà presentato il volume “PITTURA ANICONICA. Percorsi tra arte e critica in Italia (1968-2007)”, edito da Mazzota e curato da Claudio Cerritelli. Il libro (pag. 216, ill. 260, € 36) ripercorre il dibattito critico sulla pittura in Italia dopo il 1968 attraverso le diverse interpretazioni degli artisti e dei critici che hanno contribuito al sostegno del dipingere come linguaggio autonomo.

La copertina del volume delle Edizioni Gabriele Mazzotta

Il volume propone una riflessione sulla cosiddetta “pittura aniconica” così come si è venuta sviluppando in Italia, dal 1968 ad oggi, attraverso i più significativi contributi intorno al ruolo del dipingere in rapporto alle nuove sperimentazioni. Commentando i testi della critica e gli scritti degli artisti, la prima parte del libro ripercorre il dibattito sul futuro possibile della pittura come compresenza di molteplici modalità di ricerca, dalla continuità con l’astrattismo storico alle riflessioni analitiche degli anni ’70, dal confronto con la pittura postmoderna alla definizione di una nuova costruttività, dalla ridefinizione della geometria alla scelta radicale del monocromo.

Oltre alla riflessione sui procedimenti analitici, l’identità della pittura aniconica comprende anche quel versante di ricerca dove la visione del colore è colta nei suoi eventi illimitati, nelle cangianze mutevoli della luce, nelle tensioni immaginative tra il visibile e l’invisibile.
Dopo un ampio repertorio iconografico, la seconda parte del volume propone un percorso interpretativo della ricerca dei singoli artisti evidenziando gli specifici modi del dipingere, dalle metodologie scientifiche alla fluidità emotive del colore.

L’attenzione verso le nuove generazioni di artisti

Significativa è infine l’attenzione verso le nuove generazioni di artisti che si rivolgono alla pittura come visione interiore che sappia essere non stanca ripetizione di formule linguistiche ma impegno a sostenere il suo insostituibile ruolo immaginativo nel contesto dei linguaggi attuali.

    Scheda Tecnica

  • “Pittura Aniconica 1968-2007”
    dall’1 marzo al 6 aprile 2008
    Inaugurazione: sabato 1° marzo, ore 17.30
  • Casa del Mantegna
    Mantova, via Acerbi 47
  • Orario di apertura:
    mar-sab, ore 10-13 e 15-18; dom, ore 10-18; lun chiuso se non festivo
  • Biglietti:
    € 2
  • Info:
    Tel. (+39) 0376 360506 (Casa del Mantegna)
    Tel. (+39) 0376 432432 (IAT Informazioni e Accoglienza Turistica - Provincia di Mantova)
    casadelmantegna@provincia.mantova.it
    Casa del Mantegna

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