O » Odilon Redon (Bertrand-Jean Redon)

Odilon Redon, “Le Sphynx: ?Mon regard que rien ne peutdevier, demeure tendu a travers les choses sur un horizon inaccessible. La Chimere: Moi, je suis legere et joyeuse”, 1889, Litografia

Odilon Redon (Bertrand-Jean Redon)

a cura di Redazione, il 26/02/2008

Bertrand-Jean Redon, detto Odilon, nasce il 20 aprile 1840 a Bordeaux. Gracile di salute, non conduce studi regolari fino all’età di undici anni, vivendo la sua infanzia in solitudine nella tenuta di famiglia a Peyrelebade. Nel 1855 comincia i suoi studi di disegno, venendo indirizzato dal suo maestro Gorin verso le opere di Eugène Delacroix.

Il trasferimento a Parigi: gli anni della formazione

Si trasferisce a Parigi per studiare architettura, senza successo, ma viene a contatto con le opere di Baudelaire, Poe, Darwin, Flaubert, che tanto influenzeranno la sua opera futura. Oscilla tra Parigi e Bordeaux, dove conosce Rudolphe Bresdin, che gli dà i primi rudimenti di litografia ed incisione, svelandogli l’opera di Dürer e Rembrandt.

Sono questi gli anni in cui Redon cerca di autodefinirsi come artista, e ne percepisce la crisi: oscilla tra alcune minute incisioni alla maniera di Bresdin, vedute paesaggistiche sotto l’influenza di Corot, e i primi lavori al carboncino. Nel contempo, è sempre più definito in lui il convincimento che la vera dimensione dell'arte sia nell’immaginazione.

La litografia come tecnica dominante della produzione di Odilon

Combattente nella guerra Franco-Prussiana, Redon comicia finalmente a sviluppare i suoi motivi fantastici concretizzandoli in disegni al carboncino: dai suoi fogli appaiono improbabili creature animali, fiori antropomorfi, centauri, cavalli alati. Con l’aiuto di Fantin-Latour, Redon torna ad interessarsi di litografia e, nel 1879, viene pubblicato il suo primo album Dans le Rêve (Nel Sogno).

Da quel momento, e sostanzialmente fino ai primi del ‘900, la produzione di litografie sarà l’elemento dominante della sua attività artistica, con una serie di opere singole o di portafogli ispirati ad opere letterarie. Tra le tante, spiccano le tre serie dedicate alla visionaria pièce di Gustave Flaubert, La temptation de saint Antoine. Le prime mostre personali di Redon, nel 1881 e l’anno seguente, sono però un insuccesso: il pubblico sembra impermeabile al suo universo fantastico.

Odilon Redon, “A Gustave Flaubert”, Frontespizio, 1889, Litografia stampata in nero su chine applique

L’incontro con Joris-Karl Huysmans e Stephane Mallarmè

Tuttavia, Redon incontra un appassionato d’eccezione: è il letterato Joris-Karl Huysmans, che inserirà Redon tra gli autori preferiti del protagonista del romanzo À rebours, il decadente Des Esseintes, descrivendone le opere nelle pagine del libro. Huysmans, dopo un’esperienza da naturalista à-la Zola, è uno degli esponenti del nuovo movimento Simbolista, e presenta Redon a Stephane Mallarmè, il suo principale rappresentante. Le comuni sensibilità dei due li rendono amici fraterni e genereranno di lì in poi una frequentazione quasi quotidiana, che condurrà i letterati del tempo a vedere in Redon l’esponente in campo pittorico del Simbolismo.

Nel frattempo, la fama di Redon cresce nel mondo culturale francese e dei Paesi Bassi, e l’artista diventa punto di riferimento delle nuove generazioni pittoriche, tra cui Gauguin e il gruppo dei “Nabis”. Parallelamente, Redon torna ad aprirsi al colore, iniziando ad usare i pastelli, la cui morbidezza si adatta alle sua esperienza col carboncino. Anche i temi dei suoi lavori cominciano a cambiare: i contenuti delle sue visioni, prima spesso cupi o inquietanti, acquisiscono elementi di leggerezza e felicità.

Gli anni della consacrazione: il ritorno all'olio e la scoperta dell’acquarello

Gli anni intorno all’inizio del nuovo secolo sono quelli della consacrazione: Redon è percepito come fonte di ispirazione dagli artisti del suo tempo (nel 1913, finanche Marcel Duchamp lo indicherà come tale). Dal punto di vista tecnico si riavvicina all’olio, scopre l’acquarello: il colore nei suoi lavori dell’ultimo periodo sarà un ulteriore strumento per i suoi viaggi nel mondo onirico. Mentre in Europa è in atto la prima guerra mondiale, Redon muore a Parigi, il 6 luglio 1916.

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