Mostre » Ercole Drei 1886-1973

Ercole Drei, “Giuditta”, c. 1936, olio su tela, cm. 82x60. Studio della figura di Giuditta per il grande dipinto Giuditta e Oloferne conservato nella Pinacoteca Comunale di Faenza

Ercole Drei 1886-1973

Trenta disegni inediti, dipinti e sculture dell’artista faentino in mostra alla Nuova Galleria Campo dei Fiori di Roma

a cura di Redazione, il 26/02/2008

Mercoledì 27 febbraio si inaugura, alla Nuova Galleria Campo dei Fiori di Roma, una mostra organizzata in collaborazione con l’Associazione “Amici di Villa Strohl-fern” e dedicata all’artista Ercole Drei (Faenza 1886 - Roma 1973). L’esposizione è curata da Daina Maja Titonel.

«Drei è stato scultore, pittore, disegnatore finissimo e ideatore di bellissime ceramiche di gusto classicheggiante. La sua vicenda artistica copre gran parte del XX secolo, attraversa e incrocia gli eventi, le mostre, e le vite dei maggiori artisti della sua epoca, tanto che può essere assunta a modello dell’evolversi di certa scultura del Novecento».

Le opere in mostra alla Nuova Galleria Campo dei Fiori

L’esposizione comprende trenta disegni inediti (a partire dal 1905), la maggior parte dei quali sono studi preparatori delle più note sculture, come la Danzatrice con il cerchio (esposta nella Secessione romana del 1914); la Donna che si sveglia (Secessione, 1915); la Danza e il Risveglio (Società degli Amatori e Cultori, Roma 1920); i gessi Danza, Tragedia, Musica e Commedia, collocati nell’allestimento voluto dall’architetto Marcello Piacentini alla Biennale di Venezia del 1928; la Saffo (Quadriennale Romana, 1935). Infine gli studi per il bassorilievo del Ponte Duca d’Aosta (1939).

Ercole Drei, “Adamo ed Eva”, anni '50, terracotta, altezza cm 28

Per le sculture, oltre al gesso Adolescente del 1912, il bronzo Ritratto del Conte Zauli Naldi; due sculture di soggetto mitologico: Leda e il cigno e Dedalo e Icaro, quest’ultimo modello per il bronzo esposto alla III Quadriennale Romana, 1939; una terracotta inedita: Adamo ed Eva; Vanità, c. 1953 (il bronzo, di formato maggiore al nostro, si trova alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma).

Undici i dipinti esposti di cui: il Ritratto di mia moglie, Campagna bolognese, Panni al sole (tutti del 1915), una Natura morta con le aringhe eposta a Roma nel 1928 alla II Mostra d’Arte Marinara. Degli anni '30 una veduta di Villa Strohl-fern, Nudo disteso, Giuditta (studio per il grande dipinto Giuditta e Oloferne conservato alla Pinacoteca Comunale di Faenza), Musica gitana.

La formazione e il percorso artistico di Ercole Drei

Gli inizi sono a Faenza dove ha la sua prima formazione nella Scuola di Arti e Mestieri, e poi nel retrobottega della madre di Domenico Baccarini, in quello che più tardi Francesco Sapori denominò il Cenacolo Baccarini. Prosegue la propria istruzione all’Accademia di Belle Arti di Firenze dove studia con Augusto Rivalta, Giovanni Fattori e Adolfo De Carolis. Nel 1912 partecipa alla X Biennale con il già citato gesso Adolescente (in mostra la versione in bronzo). Nel 1913 giunge a Roma vincitore del Pensionato Artistico Nazionale, dove partecipa alle mostre della Secessione.

Studio per Maschere: la "Danza", 1927, carboncino su carta, mm. 655x500. Studio per il gesso collocato nell’allestimento voluto dall’architetto Marcello Piacentini alla Biennale di Venezia del 1928

Dopo la parentesi della Prima Guerra, accanto all’intensa attività di scultore di monumenti, prosegue una produzione dalle dimensioni più raccolte con la quale è sempre presente, con successo di critica, nelle maggiori esposizioni nazionali e internazionali (Biennali veneziane e romane, Esposizioni della Società degli Amatori e Cultori di Belle Arti, Esposizione italiana di Belle Arti a Buenos Ayres, Esposizione Internazionale di Barcellona, etc).

Lo studio-alloggio a Villa Strohl-fern e le committenze pubbliche

Nel 1921 prende lo studio-alloggio a Villa Strohl-fern dove vivrà per tutta la vita. Lì conosce Nino e Pasquarosa Bertoletti, Amedeo Bocchi, Renato Brozzi, Gisberto Ceracchini, Arturo Martini, Umberto Moggioli, Cipriano Efisio Oppo, Attilio Selva e Attilio Torresini.

Numerose sono le committenze pubbliche (ad esempio i bassorilievi dell’Arco dei Fileni nel deserto della Sirte in Libia (1937), i quattro bassorilievi per un pilone del Ponte Duca d’Aosta a Roma (1939), la stele de Il lavoro dei campi, (1940-‘42), collocata nel quartiere EUR di Roma solo nel 1962). Nel periodo del secondo dopoguerra Drei guarda all’arte sacra e realizza grandi sculture per le nuove chiese. Muore a Roma il 1° ottobre 1973.

    Scheda tecnica

  • “Ercole Drei 1886-1973. Trenta disegni inediti, pittura e scultura”
    dal 27 febbraio al 30 aprile 2008
    Inaugurazione: mercoledì 27 febbraio, ore 17-20
  • Curatore:
    Daina Maja Titonel
  • Nuova Galleria Campo dei Fiori
    Roma, via di Monserrato 30
  • Orario di apertura:
    lun, ore 16-19; mar-sab, ore 10-13 e 16-19; lun mattina e festivi chiuso
  • Biglietti:
    Ingresso libero
  • Catalogo:
    a cura di Giovanna Caterina de Feo e Daina Maja Titonel con testi di G.C. de Feo
  • Info:
    Tel. (+39) 06 68804621 - (+39) 338 8800185
    Fax (+39) 06 58320711
    info@nuovagalleriacampodeifiori.it
    Nuova Galleria Campo dei Fiori

stampa pagina stampa solo testo Segnala l'articolo Ascolta con webReader