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Francesco Vezzoli: "Messalina", 2005, Color laser print on canvas with mettalic embroidey in artist' s frame. Courtesy Galleria Gio’ Marconi

COSE MAI VISTE

In occasione di ROMA – The Road to Contemporary Art, alle Terme di Diocleziano una mostra d’arte Contemporanea promossa dall’Associazione Roma Contemporary

a cura di Redazione, il 25/02/2008

La mostra d’arte contemporanea Cose mai viste si terrà a Roma dal 28 Febbraio al 2 Marzo 2008 nelle Terme di Diocleziano in concomitanza con la manifestazione ROMA – The Road to Contemporary Art, mostra mercato internazionale d’arte contemporanea promossa dall’Associazione Roma Contemporary.

Cose mai viste è la prima di un progetto triennale di esposizioni che si pone l'obiettivo di portare, nel suggestivo scenario delle Terme di Diocleziano, in concomitanza con ROMA – The Road to Contemporary Art, mostre d'arte contemporanea dal carattere inedito. La seconda edizione di Cose mai viste sarà dedicata alle collezioni private degli artisti e la terza alle collezioni private dei collezionisti.

Le Terme di Diocleziano

Thermae Diocletiani, le più grandi Terme della Roma antica, furono iniziate nel 298 dall’imperatore Massimiano (nominato Augustus dell’Occidente da Diocleziano), e aperte nel 306, dopo l’abdicazione di entrambi. Furono le più grandi e sontuose terme costruite a Roma. Poste sul colle Viminale, in un recinto di 380 x 365 metri, occupavano quasi 14 ettari, e ancora nel V secolo Olimpiodoro affermava che contavano 2400 vasche. Il colonnato semicircolare dell’attuale piazza della Repubblica (già piazza Esedra), è stato realizzato alla fine dell’Ottocento da Gaetano Koch, e ricalca esattamente l’emiciclo dell’esedra delle Terme.

Erano alimentate da un ramo dell’Acqua Marcia che partiva da Porta Tiburtina e conduceva l’acqua in una cisterna lunga più di 90 metri (la cisterna era detta La botte di Termini; fu distrutta negli anni ‘70 dell’800 per fare spazio alla stazione Termini). Nonostante i saccheggi di Goti e Vandali, le terme rimasero almeno parzialmente in uso fi no al 537. Mantenevano però un’innegabile imponenza, che richiamò ed ispirò gli artisti dal Quattrocento in poi: il Palladio, ad esempio, le disegnò interamente. Nel 1560 il tepidarium fu trasformato in chiesa: esisteva in effetti, addossata alle mura antiche, una cappella dedicata agli Angeli e custodita da un monaco.

Le Terme di Diocleziano

Nel frattempo i Certosini premevano per avere un nuovo convento: Pio IV incaricò Michelangelo di esaltare la cappella in basilica e di progettare il convento dei Certosini, e nel 1564 la prima costruzione era completata. Nasceva così Santa Maria degli Angeli e dei Martiri; la dedica ai martiri fu aggiunta in quanto l’agiografi a cristiana affermava convintamente che esse erano state costruite da cristiani resi schiavi, e Diocleziano era stato comunque l’imperatore dell’ultima grande persecuzione del 303.

La chiesa fu poi fortemente modifi cata dal Vanvitelli, che ne 1749 modifi cò l’orientamento aprendo l’attuale ingresso nel calidarium. Pochi anni dopo Gregorio XIII utilizzò una parte delle costruzioni a fi anco per farne i magazzini del grano, uso al quale fu destinata anche l’attuale sala ottagonale (già Planetario e attualmente una delle sedi del Museo Nazionale Romano). Questi magazzini vennero poi riconvertiti a vari usi collettivi (carcere, ricovero, ospizio), finché divennero sede della Facoltà di Magistero. Le tre volte del transetto della basilica forniscono ancor
oggi uno dei pochi esempi dell’originale splendore degli edifi ci romani. Era orientato a sud-est affi nché l’energia solare riscaldasse il calidarium senza interessare il frigidarium.

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