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Mario Sironi. La carita', 1945, tempera e olio su carta intelata, 66,5x65 cm, collezione privata

SIRONI. Gli anni ’40 e ‘50

“Dal crollo dell’ideologia agli anni dell’Apocalisse”. Alla Fondazione Stelline 50 opere per ripercorrere l’ultima stagione creativa di una tra le figure più importanti dell’arte italiana ed europea del ‘900

a cura di Redazione, il 23/02/2008

Dal 29 febbraio al 25 maggio 2008, la Sala del Collezionista della Fondazione Stelline di Milano ospiterà un’importante esposizione dedicata a Mario Sironi (1885-1961), uno dei maestri indiscussi dell’arte italiana e internazionale del ‘900. La mostra, curata da Claudia Gian Ferrari ed Elena Pontiggia, è stata ideata dal comitato scientifico comprendente oltre alle due curatrici, Jean Clair e Andrea Sironi, nipote dell’artista, e ha ricevuto il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Lombardia, della Provincia di Milano e del Comune di Milano.

Un approfondimento sugli ultimi anni di vita di Mario Sironi

L’esposizione indaga gli ultimi anni di vita di Mario Sironi, trascorsi in solitudine tra la disperazione per il suicidio della figlia diciottenne e lo smarrimento per il fallimento di tutte le sue convinzioni politiche e artistiche. Verranno esposti cinquanta dipinti, scelti tra i più significativi e appartenenti alle più importanti collezioni pubbliche e private, tra cui la Pinacoteca di Brera e le Civiche Raccolte d’Arte di Milano, il Mart di Trento e Rovereto, i Musei Vaticani di Roma, la Pinacoteca Comunale di Forlì, la Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata, il Museo Rimoldi di Cortina d’Ampezzo.

Sironi realizza opere intensissime

Mario Sironi. Scogliera, 1947, olio su tela, 60x70 cm, collezione privata

In questi anni Sironi esprime, in una serie di opere intensissime, un’immagine della realtà opposta a quella della giovinezza e della maturità. Negli ultimi dieci o vent’anni di lavoro il grande maestro ha, infatti, rinnovato radicalmente il proprio linguaggio, dando vita a nuove forme e a una nuova visione del mondo. È una diversa concezione dell’esistenza che si manifesta in un periodo storico e personale particolarmente difficile, ma nel quale Sironi crea ancora capolavori, raccolti per la prima volta insieme nella Sala del Collezionista, tra cui i paesaggi urbani degli anni Quaranta (Paesaggio urbano della Pinacoteca di Brera, due Paesaggi urbani delle Civiche Raccolte d’Arte di Milano e Il gasometro del Mart), la drammatica serie delle figure inginocchiate (La penitente del Mart). Viene inoltre esposta, dopo decenni, la fondamentale Periferia del 1942; una serie di tele ispirate a temi sacri (L’Apologo dei Musei Vaticani), i paesaggi (tra cui il Paesaggio con albero del Museo Rimoldi e il suggestivo Tre cime di Lavaredo), e le composizioni ultime.

Immagini con un sentimento eroico e al tempo stesso dolente

Nelle immagini di Sironi che si accavallano in questo giro di anni dolorosi e angosciati, emerge forte un sentimento eroico e al tempo stesso dolente, che costruisce strazianti visioni interiori con ombre cariche di quei neri profondi - come il nero della sua angoscia - inquietanti nella grandiosa austera gravità dei paesaggi lacerati e dei nudi scarni ed essenziali, che emergono dalle tenebre più cupe, e ancora composizioni multiple, mediate dalla costruzione delle composizioni murali, che paiono esplodere con forza centripeta a gridare l’ansia del suo vivere.

Mario Sironi. Composizione, 1944, olio su tavola, 31x36 cm, Trento e Rovereto, Mart, Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, Collezione Augusto e Francesca Giovanardi

Infatti, se nella sua stagione novecentista aveva raffigurato un’immagine dell’uomo drammatica ma propositiva, come artefice e costruttore, ora invece dipinge uomini murati nella pietra, sipari di rocce impenetrabili, sagome immobilizzate. Così il più grande pittore di architetture del nostro secolo conclude la sua ricerca con la visione di un crollo metafisico, di un terremoto universale. È una distruzione irreversibile, che colpisce non tanto la natura, quanto l’uomo. L’architetto che progettava città e si confrontava con la grande superficie nell’esperienza monumentale, lascia posto a figure minime che, tra le poche rocce non disfatte, assistono in silenzio alla rovina.

Nel catalogo Electa, contributi di Claudia Gian Ferrari, Elena Pontiggia, Lorella Giudici, Jean Clair

Il catalogo Electa, che accompagna la mostra, propone nuovi contributi critici di Claudia Gian Ferrari (un’originale lettura della figurazione di Sironi attraverso l’analisi dei suoi testi e intime lettere), di Elena Pontiggia (Sironi. L’ultimo ventennio), di Lorella Giudici (Sironi e il santuario di Oropa) e un’importante riflessione di Jean Clair su uno dei suoi artisti preferiti (nella mostra Les réalismes da lui organizzata al Centre Pompidou di Parigi nel 1981 riservò ampio spazio alla sua avventura culturale e artistica dedicandogli anche la copertina del catalogo).

Il saggio Sironi. L’ultimo ventennio, inoltre, presenta una capillare ricostruzione degli ultimi suoi vent’anni di vita e di attività, condotta su materiali d’epoca e in diversi archivi, che ha portato a scoprire nuovi drammatici particolari sulle sua vita e nuovi dati sulla sua partecipazione al mondo dell’arte, oltre ad alcuni suoi scritti inediti e significative e sconosciute sue dichiarazioni di poetica artistica.

Scheda Tecnica

  • SIRONI. Gli anni ’40 e ’50. Dal crollo dell’ideologia agli anni dell’Apocalisse
    dal 29 febbraio al 22 giugno 2008
    Inaugurazione: giovedì 28 febbraio, ore 18.30
  • Curatori:
    Claudia Gian Ferrari, Elena Pontiggia
  • Fondazione Stelline
    Milano, corso Magenta 61
  • Orario di apertura:
    mar-dom, ore 10-20; lun chiuso
  • Biglietti:
    Intero € 6; ridotto € 4; gruppi € 3; scuole € 2
  • Catalogo:
    Electa
  • Info:
    Tel. (+39) 02 45462411
    fondazione@stelline.it
    Fondazione Stelline
  • Prenotazioni:
    899666805 (servizio a pagamento senza diritto di prevendita)
    Vivaticket
  • Visite guidate, visite-conferenza, visite gioco per bambini:
    Prenotazioni “Opera d’Arte”
    Tel. (+39) 02 45487395 – Fax (+39) 02 45487401
    info@operadartemilano.it

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