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“C’è da rifare l’immagine coordinata”

“In principio era il Logo. Il Logo era presso Dio. E il Logo era Dio”. Alla LittleItalyartgallery di Milano il progetto espositivo de il deboscio

a cura di Redazione, il 18/02/2008

Il deboscio – progetto che nasce a Milano nel 2001 ad opera di Davide Colombo e David Scirocco – entra per la prima volta in una galleria d’arte contemporanea, la LittleItalyartgallery, per esplorare una nuova dimensione creativa. Ipotizzando un finale diverso, si concentra sullo studio per una nuova immagine coordinata del brand più antico della nostra cultura: la croce. Lo spazio espositivo ospiterà fino al 22 marzo un’installazione scultorea e un multiplo grafico.

I motivi del progetto nelle parole di Davide Colombo

«E’ un’ipotesi. Cristo decapitato anziché crocifisso. Tutto da rifare.L’immagine coordinata della Chiesa cambia: una conseguenza inevitabile. La croce, il primo logo al mondo inteso come tale, non ha più senso. Se è l’accetta lo strumento di morte, dunque sarà questa a diventare il nuovo logo della cristianità.

La croce cristiana durante i primi decenni non era uno dei simboli principali del cristianesimo, perché era ancora uno dei più comuni strumenti di esecuzione. Fra i simboli più ricorrenti si può citare il pesce, in greco antico Ichthys, acronimo che tradotto stava a significare “Gesù Cristo di Dio figlio Salvatore”. Ma serviva un logo più forte, che testimoniasse il sacrificio, ed ecco uno dei rebranding più felici: dal pesce si passa alla Croce.

Con buona pace invece dei testimoni di Geova, i quali sostengono la tesi della palificazione, ho pensato all’ipotesi della decapitazione perché da bambino l’immagine della testa mozzata di san Giovanni Battista creava nella mia mente una certa confusione.

La somiglianza tra Cristo e S. Giovanni era impressionante. Era automatica la sovrapposizione delle due iconografie. Ho sempre pensato che la testa mozzata del santo fosse un’immagine deviante. Portava fuori strada. Quello è sicuramente stato un errore strategico, da parte della dirigenza ecclesiastica, di permettere cioè una simile iconografia. Se già un bambino del ventesimo secolo, così abituato all’immagine perché sottoposto a continui stimoli iconici, riesce ad avere di questi problemi, chissà l’uomo medievale e rinascimentale, che in media vedeva in tutta la sua vita 40 immagini artificiali, contro le 400.000 al giorno a cui oggi è sottoposto un individuo. L’uomo medievale dal punto di vista della cultura delle immagini, non è nemmeno paragonabile a un bambino di oggi.

Se concordiamo con Walter Landor “il Brand è una promessa. Attraverso l’identificazione ed autenticando un prodotto/servizio, il Brand dichiara al mercato un impegno di soddisfazione e qualità”; capiamo che era presente nei primi cristiani la convinzione che la Chiesa dovesse proporsi (inconsciamente/ingenuamente?) già da subito come brand.

E ancora, se il brand è tutto ciò che è slegato dal prodotto finale, chi se non la Chiesa cristiana può definirsi, a ragione, il primo brand al mondo? Chi vende un prodotto più astratto, meno definibile e meno concreto agli occhi del mercato, della salvezza eterna?

Abbiamo dunque pensato, partendo da questa ipotesi, di sviluppare un’immagine coordinata alternativa della Chiesa, parallela a quella istituzionale/izzata da secoli. Presenteremo un’installazione e un multiplo. Un’ipotesi e la sua soluzione».

Cos’è il deboscio

Il deboscio è un progetto che nasce a Milano nel 2001 a opera di Davide Colombo e David Scirocco. Oggi il deboscio è un collettivo letterario, un’etichetta musicale e un brand streetwear, e conta più di venti persone tra i suoi autori. Questa alla LittleItalyartgallery è la sua prima mostra personale.

Leggi l’intervista a Davide Colombo

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