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Lawrence Carroll, “What Do We Find”, 1994, olio, cera e tela su legno, in 3 parti / oil, wax and canvas on wood, in three parts, cm 27x102x207. Panza collection

LAWRENCE CARROLL

Al Museo Correr le installazioni site specific dell’artista americano di origine australiana, da tempo attivo anche a Venezia

a cura di Redazione, il 16/02/2008

Un progetto coraggioso, una mostra come opera d’arte totale, in nove sale e quaranta opere al secondo piano del Museo Correr di Venezia. L’evento espositivo, dedicato a Lawrence Carroll, apre al pubblico sabato 16 febbraio ed è curato da Laura Mattioli Rossi. La mostra è realizzata in collaborazione con la Galleria Michela Rizzo.

L’artista si esprime liberamente negli spazi espositivi, creando un percorso altamente poetico

Dei venticinque anni di carriera di Lawrence Carroll, artista americano di origine australiana da tempo attivo anche a Venezia, non si propone un’impaginazione critica, né una sequenza cronologica, ma un lavoro creativo nel quale l’artista si esprime liberamente negli spazi espositivi attraverso installazioni site specific, adatte alle diverse dimensioni degli ambienti.

Lawrence Carroll, "Drinking the rain (Light painting)", 1994, olio, cera e tela su legno, lampadina e armatura per illuminazione in ceramica / oil, wax and canvas on wood, light bulb and ceramic light fixture, cm 61x46x15. Collezione G. Crespi

Ogni installazione si lega con un sottile filo di riferimenti interni alle sale contigue, in un continuo variare di percezioni visive e spaziali, di materiali e di temi, di tipologie di opere: a parete, di spigolo, a pavimento, di grandi e di piccole dimensioni, con inserti ed oggetti o più rigorosamente astratte, in un percorso altamente poetico.

La necessità di conferire umanità all’oggetto della comunicazione visiva

In un’epoca dominata dalla tecnologia, l’arte di Carroll nasce direttamente dalla sua sensibilità, dal suo sguardo e dalle sue mani, come necessità primaria di conferire umanità all’oggetto della comunicazione visiva. Maestri dichiarati sono Marc Rothko e Robert Rauschenberg per l’uso del colore e il recupero della memoria, i minimalisti per la semplicità delle forme e il rapporto con lo spazio, ma soprattutto Giorgio Morandi, con cui sente affinità sostanziali nella ricerca della complessità presente sotto l’apparente semplicità di composizioni costituite da umili oggetti quotidiani, riproposte in un costante lavoro di approfondimento.

Equilibri sottili di pieni e di vuoti, di luci e di ombre, di parti visibili e nascoste

Costruendo da sé i telai, come Morandi, Carroll sperimenta le diverse possibilità della tela dipinta di porsi nello spazio, con elementi di dimensioni diverse assemblati tra loro, sporgenti dal muro, con una profondità accentuata che rivela nuovi modi creativi ed equilibri sottili di pieni e di vuoti, di luci e di ombre, di parti visibili e nascoste. I telai in legno diventano volumi concavi o convessi, che interagiscono con l’ambiente.

Oggetti che si rivelano frammenti di una realtà simbolica ma al tempo stesso molto concreta

Lawrence Carroll, “Broken Poem”, 1995, pittura per interni su carta e lettere in cera / interior paint on paper and wax letters, cm 30x14x10. Collezione privata, Venezia

Contengono a loro volta oggetti - fiori, lampadine, scarpe, tele dipinte e ripiegate su se stesse - che si rivelano come frammenti di una realtà simbolica ma al tempo stesso molto concreta. I materiali non fingono mai nulla di illusorio, ma si pongono per quello che sono, superando ogni possibile dicotomia fra realtà e rappresentazione, fra astrazione e figurazione. Il legno è legno, il colore è pittura ad olio, la tela è greve e fissata con graffe di metallo, i fiori in seta sono stati intinti nel barattolo del bianco, le scarpe sono quelle usate tutti i giorni per lavorare.

Ma al tempo stesso ogni opera ha una propria fisionomia che la rende unica come una persona, la tela diventa la sua pelle, i fiori sono la bellezza misteriosa e complessa della vita, le scarpe il segno del cammino dell’uomo sulla terra.

La complessità delle forme e dei colori esprime un’umanità profonda e non aggressiva

Il lavoro di Carroll non è assemblaggio né installazione nel modo abituale alla produzione artistica contemporanea: legno, tela, colore ad olio e cera servono oggi come nei secoli passati ad esprimere fisicamente con la complessità delle forme e dei colori un’umanità profonda e non aggressiva. La tonalità biancastra dei quadri è apparentemente uniforme, quasi monotona e monocorde come giorni che si susseguono tutti uguali.

Il colore come non-colore e la possibilità di continua trasformazione degli oggetti

Lawrence Carroll, “Untitled. Shoe painting”, 1999-2000, olio, cera, scarpe, edera e tela su legno oil, wax, shoes, ivy and canvas on wood, cm 243x182x8. Collezione privata

Il colore è, per scelta, un non-colore, ottenuto con stesure successive che lasciano a volte trasparire in parte il fondo, spesso costituito da tessuti rigati. La riflessione di Carroll assume come punto di partenza la possibilità di continua trasformazione degli oggetti, nello specifico dell’oggetto pittorico, il quadro inteso non come superficie piana ma come realtà tridimensionale a più facce, alcune visibili ed altre abitualmente nascoste.

La trasformazione del dipinto è esibita come i segni che il trascorrere del tempo imprime su ogni cosa: diventa memoria, ma anche speranza in un rinnovamento implicito nella dimensione del futuro. È espressione della consapevolezza che l’uomo ha del suo destino e del mondo in cui vive, dove tutto fiorisce, matura, muore e poi rinasce in forma diversa, nel corso delle stagioni e nel susseguirsi degli anni.

Il catalogo Charta

Accompagna la mostra al Museo Correr un catalogo Charta, con saggi di Laura Mattioli Rossi, Giandomenico Romanelli, Angela Vettese.

    Scheda Tecnica

  • “LAWRENCE CARROLL”
    dal 16 febbraio al 25 maggio 2008
  • Curatore:
    Laura Mattioli Rossi
  • Museo Correr
    Venezia, Piazza San Marco
  • Orario di apertura:
    tutti i giorni, ore 10-17 fino al 21 marzo; ore 10-18 dal 22 marzo al 4 maggio
  • Biglietti:
    Intero € 8; ridotto € 5 (ragazzi 6-14 anni; studenti 15-29 anni*; cittadini U.E. over 65; titolari carte Rolling Venice, Venice Card, soci Touring Club, soci FAI, residenti e nati nel Comune di Venezia; gruppi di almeno 15 persone previa prenotazione; acquirenti dei biglietti per I Musei di Piazza San Marco, Museum Pass Musei Civici Veneziani).
    Ingresso libero per bambini 0-5 anni; portatori di handicap con accompagnatore; guide autorizzate*; interpreti turistici che accompagnino gruppi*; insegnanti (uno per classe) che accompagnino i loro studenti
    *è richiesto un documento
  • Catalogo:
    Charta (saggi di Laura Mattioli Rossi, Giandomenico Romanelli, Angela Vettese)
  • Info, prenotazioni e visite esclusive fuori orario:
    call center: (+39) 041 5209070 (pagamento con carta di credito fino a 24 ore prima dell’appuntamento; pagamento con bonifico bancario fino a 10 giorni lavorativi prima dell’appuntamento)
    online: Musei Civici Veneziani (pagamento con carta di credito fino a 24 ore prima dell’appuntamento)

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