Special » «Dobrzanski, un grande artista lontano dalle mode»

Clown e acrobata in riposo, 1962, colori grassi, cm 50x60

«Dobrzanski, un grande artista lontano dalle mode»

Il giudizio di Vittorio Sgarbi su una mostra che non sarebbe mai possibile nei “santuari” dell’arte contemporanea

a cura di Redazione, il 12/02/2008

«Durante i giorni della bufera che abbiamo attraversato, era difficile immaginare che alle tante obiezioni e agli interrogativi sulla politica culturale di questo assessorato, sarebbe stato sufficiente, in tempi in cui i valori estetici sono tanto equivoci e confusi, fare riferimento alla scelta, rara e perigliosa, di presentare l’opera di Edmondo Dobrzanski a Milano nelle aule sobrie e spaziose del Castello Sforzesco».

«Una mostra esemplare per originalità e come testimonianza estrema del metodo testoriano»

«Difficile immaginarlo non solo per la limitatissima conoscenza, in generale, e certamente anche da parte dei miei polemici interlocutori, di un artista tanto grande e tanto lontano dalle mode, ma anche perché oggi la politica culturale non si misura sull’implicita dimensione etica dei valori estetici imperscrutati ed equivocati, ma su accrediti del mercato, in forma di vacuo consenso su proposte consolatorie omologate».

Natura morta. Toro squartato, 1958, olio su tela, cm 162 x 118

«Va da sé che in nessuno dei santuari di questi riti, da Torino a Bologna, a Roma, a Napoli, sarebbe mai possibile vedere una mostra dei quadri intensi e moralmente “implicati” di Dobrzanski; ma non è soltanto per l’originalità che questa mostra è esemplare. Essa, invero, è la testimonianza più estrema, e a una distanza di tempo non sospetta, del metodo testoriano, della lezione cioè che Giovanni Testori, in una lunga vita di ricerca, in memorabili mostre, e nell’impegno dei suoi anni maturi, ci ha dato con segnalazioni, scoperte, illuminazioni fuori dalle tendenze dominanti e, viceversa, caratterizzate da una “dominante” lombarda, padana».

«Tensione religiosa, concentrazione intellettuale, meditazione sul destino dell’uomo»

«Tensione religiosa, concentrazione intellettuale, meditazione sul destino dell’uomo. Tutto questo, e una densità di passioni e di sentimenti, documentano le opere di Dobrzanski».

«Valori profondi, potentemente contrastati, trasportati su tele, maturano, in una chiave anche più drammatica, le istanze di altri grandi lombardi come Morlotti, Francese, Chighine, Tavernari, messi in dialogo con, pur diversissimi tra loro, Permeke, Soutine, Sironi, Varlin».

«Un disagio, una sofferenza che poca pittura, attraverso una materia che pensa, è stata in grado di esprimere»

«Dobrzanski, artista di frontiera, tra la Lombardia e il Canton Ticino, esprime un disagio, una sofferenza che poca pittura, attraverso una materia che pensa, è stata in grado di esprimere».

Notiziario europeo, 1977, olio su tela, cm 150 x 250


«Scelta dunque difficile, motivata e non priva di caratteri di identità profonda, che sembrano interessare la fase post ideologica testimoniata dalla Lega. Non sarebbe stata certo questa la mia introduzione da assessore se non ci fossero state le riconosciute polemiche sulle mie scelte».

«La proposta di Dobrzanski, certamente anomala nel panorama dell’arte contemporanea, è non soltanto originale ma potentemente alternativa, e indica proficui rapporti, locali e insieme internazionali, con Locarno e la sua Casa Rusca, che per primi, hanno ospitato questa mostra originale e, in ogni senso, coraggiosa». (testo di Vittorio Sgarbi)

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