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Un’immagine dal catalogo della mostra (archivio studio De Giorgio)

QUIRINO DE GIORGIO. Un futurista protagonista del Novecento

Articolata in due sedi espositive di Padova, una mostra per riscoprire l’opera di un artista–architetto ingiustamente dimenticato

di Paola De Troia, il 21/01/2008

Rientrare in un cinema a distanza di alcuni anni dalla chiusura senza l’aspettativa di nessun film, varcare la soglia non sapendo, in realtà, cosa aspettarsi. Per me è stata una magia, una sensazione stranissima, quella di scoprire un luogo così familiare e di guardarlo, per la prima volta, attentamente. Perché in realtà, quando andiamo al cinema, del contenitore, certo, ci curiamo ben poco.

Questo è indubbiamente uno dei pregi della mostra “Quirino De Giorgio. Un futurista protagonista del Novecento”, voluta dalla Regione Veneto e dal Comune di Padova e articolata in due sedi: il sopraccitato ex cinema Altino e alcune sale del Museo Civico agli Eremitani.

La sezione ospitata nell’ex cinema “Altino”: la forza comunicativa dell’architettura di De Giorgio

La sezione dedicata all’Altino è di grande valore proprio per la capacità di risvegliare l’interesse nell’opera architettonica concepita da De Giorgio, tra il 1946 e il 1951, ad occupare uno slargo frutto dei bombardamenti degli anglo americani.

Alcuni documenti, il plastico del cinema e un cortometraggio sono qui presentati, ma il significato principale di questo polo espositivo risiede tutto nella forza comunicativa dell’architettura e nell’insieme dei minuti dettagli che la impreziosiscono rendendola unica nel suo genere.

La sezione allestita nel Museo Civico agli Eremitani: riproduzioni e documenti originali

Molto più prosaica e didascalica è invece la parte della mostra che si articola nelle sale del Museo, suddivisa in riproduzioni e documenti originali.

Mobilificio de Toni, foto del prospetto, 1975 (archivio studio De Giorgio)

Nella prima sala sono allestite alcune fotografie di Moreno Segafredo e Prosdocimo Terrasan, capaci di costituire un prezioso ponte con le opere di Quirino De Giorgio restituendone la freschezza delle architetture inserite nel contesto odierno. A queste fa seguito un cortometraggio di 15 minuti, lo stesso presentato al cinema Altino, quale sintesi della mostra con un linguaggio semplice e immediato.

L’insieme delle riproduzioni, ben illustrate da pannelli pedagogici, rende conto della poliedricità di questo artista che si è confrontato con le tematiche più disparate nell’arco di una carriera assai lunga (i primi progetti datano degli anni ’30 e gli ultimi arrivano al principio dell’ultimo decennio del secolo scorso). Vediamo infatti progetti per abitazioni private, cimiteri, luoghi di svago, sale per spettacoli, e ancora scuole, ristoranti e chiese, tra gli altri.

In mostra anche i carteggi con Marinetti e gli esponenti del Futurismo veneto

La mostra si chiude con un’interessante carrellata di documenti originali, purtroppo non tutti riprodotti in catalogo: un materiale volutamente eterogeneo che contribuisce a indagare la complessità dell’artista. Spiccano, tra gli altri, i carteggi con Marinetti e i legami profondi con gli esponenti del Futurismo veneto, pensiamo ad esempio a Carlo Maria Dormal e Giorgio Peri Perissinotto.

Il piano superiore dell’ex Cinema Altino (foto di Moreno Segafredo e Prosdocimo Terrassan)

L’opera di De Giorgio, troppo a lungo penalizzata da pregiudizi ideologici

Desiderio esplicito dei curatori è suscitare interesse nei confronti di questo importante artista–architetto e contrastare l’indifferenza in cui versa la sua opera, riattribuendole valore. L’intento è quindi di promuovere una nuova sensibilità nei confronti dell’opera architettonica di De Giorgio, a lungo architetto di regime, finora troppo spesso letta con un filtro ideologico ricco di pregiudizi negativi.

Con questo omaggio all’architetto, la città si riappropria di un percorso legato al Futurismo veneto e italiano nel cui ambito De Giorgio non era ancora stato adeguatamente conosciuto e valorizzato.

    Scheda Tecnica

  • “Quirino De Giorgio. Un futurista protagonista del Novecento”
    fino al 9 marzo 2008
  • Curatori:
    Luca Bezzetto, Alessandra Possamai, Vittorio Dal Piaz, Enrico Pietrogrande, Maurizio Baccan
  • Ex Cinema Altino e Musei Civici agli Eremitani
    Padova, Piazza Eremitani 8
  • Orario di apertura:
    mar-dom, ore 10-19; lun chiuso
  • Biglietti:
    Intero € 8; ridotto speciale € 5 (biglietto comulativo mostra e musei)
  • Info:
    Tel. (+39) 049 8204529
    infocultura@comune.padova.it
    PadovaCultura

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