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Photo Jean Ferrero

Arman (Armand Fernandez)

a cura di Redazione, il 20/01/2008

Arman (Armand Fernandez) nasce a Nizza il 17 novembre 1928.
Nel 1946 consegue il Baccalaureat in filosofia e matematica ed entra nell’Ecole des Arts Décoratifs di Nizza. Nel 1947 incontra Yves Klein e Claude Pascal in una scuola di judo a Nizza. Tra il 1947 e il 1948 viaggiano insieme in autostop attraverso l’Europa e decidono di firmare le loro tele con i tre nomi. Questa complicità spirituale e artistica continua fino alla tragica scomparsa di Yves Klein nel 1962.

Si trasferisce a Parigi, dove studia all’Ecole du Louvre, dipartimento di arte e archeologia orientale. Conclude il servizio militare in Indocina come attendente medico.

Gli anni ‘50: dal gruppo “Triangle” alle “Accumulations”

Nel 1950 crea il gruppo “Triangle” con Yves Klein e Claude Pascal. Nel 1954 esegue i suoi primi “Cachets” con tamponi inchiostratori da ufficio. Nel 1956 espone i “Cachets”, pitture e gouaches in occasione della sua prima personale alla Galerie du Haut-Pavé a Parigi. A partire dal 1958 comincia gli “Allures d’objets” realizzati con oggetti impregnati di pittura a olio che lasciano la loro impronta sulla carta.

Dal 1959 inizia a lavorare alle “Accumulations” (accumulazioni di oggetti d’uso comune, tutti identici e in genere già usati) e alle “Poubelles” (rifiuti, detriti, scarti vari ammassati in un recipiente trasparente). Espone per la prima volta in Italia alla galleria Apollinaire di Milano.

Gli anni ’60 iniziano con la nascita del “Nouveau Réalisme”

SANS TITRE, ALLURE D'OBJET (1959). Traces d'objets, huile sur toile, 160x130 cm, Collezione Privata

Risale al 1960 “Le Plein”, in contrappunto al Vuoto di Klein alla galleria Iris Clert di Parigi. Nello stesso anno firma la dichiarazione costitutiva del Nouveau Réalisme. Attorno al critico Pierre Restany, Arman, Yves Klein, Raymond Hains, Jacques Villeglé, Jean Tinguely e François Dufrêne diventano i co-firmatari del movimento. Alla lista iniziale si aggiungono a breve Martial Raysse, Niki de St. Phalle, Christo, César, Gérard Deschamps, Daniel Spoerri.

Nel 1961 espone per la prima volta a New York alla Cordier – Warren Gallery. Vengono presentati i “Coupes” (oggetti tagliati o segati) e i “Colères” (oggetti rotti o violentemente danneggiati). Inoltre partecipa a “The Art of Assemblage” al M.O.M.A. di New York.

La consacrazione americana e l’Art Industrie in collaborazione con Renault

Nel 1963 inizia a lavorare alle “Combustions” (oggetti sottoposti a bruciatura) e alle “Sculptures- Accumulations”. Nello stesso anno al Walker Art Center di Minneapolis si tiene la sua prima retrospettiva, poi allo Stedelijk Meseum di Amsterdam. Alla Sidney Janis Gallery di New York espone piccole ruote dentate meccaniche.

Questa esposizione prefigura la collaborazione con la casa automobilistica Renault e lo impone definitivamente sulla scena americana. Il poliestere, che utilizza come colla dal 1961, entra in scena con le “Inclusioni” (accumulazioni di oggetti immersi nella resina di poliestere trasparente). Sue personali si tengono al museo Haus Lange a Krefeld, poi a Chicago, Losanna, Venezia e Parigi. Comincia le inclusioni di tubetti di vernice schiacciati nel poliestere, esposti nella sede parigina di Sonnabend.

Nel 1967 inizia l’Art Industrie in collaborazione con Renault. Si tratta di accumulazioni realizzate a partire da materiali e pezzi di serie (parafanghi di vettura, fili di candele, alberi a gomito saldati, testate sezionate, fari posteriori, eccetera). La prima opera, “La Victoire de Salamotrice”, è esposta all’Esposizione universale di Montreal, per rappresentare la Francia.

La cattedra alla California University di Los Angeles

Nel 1968 partecipa alla Biennale di Venezia e a Documenta, Kassel. Ottiene una cattedra alla California University di Los Angeles.

Photo Jean Ferrero

È del 1969 l’esposizione itinerante delle opere eseguite con Renault: Amsterdam (Stedelijk Museum), Parigi (Musèe des Arts Decoratifs), Berlino (Galleria del XX° secolo) Humlebaek (Louisiana Museum) e Dusseldorf (Stadtische Kunsthalle).

A Parigi presenta inclusioni realizzate con il materiale artistico tradizionale del pittore di cavalletto: “Arman oeuvres da 1960 à 1965” alla Galerie Mathias Fels e Arman, “les Ustensiles familiers”, alla Galerie Sonnabend.

Gli anni ’70: nascono le Accumulazioni monumentali

Dal 1970 inizia a lavorare il calcestruzzo realizzando accumulazioni monumentali per esterno. Con spirito neo-dada realizza “Venus-Poupée dollars” (biglietti da 1 dollaro inclusi in un torso trasparente in poliestere). Espone al padiglione francese nell’Esposizione Universale di Osaka, nei musei di Helsinnki, Ludwigshafen, Stoccolma e Zurigo. Festeggia a Milano il decimo anniversario del Nouveau Réalisme.

Nel 1972 ottiene la cittadinanza americana. Con l’ausilio di strumenti musicali realizza “Coupe dans le beton: 2 x 1= 1” (violino e astuccio tagliati e inclusi nel calcestruzzo) e “Colères dans le bèton: les désenchantès” (violini rotti inclusi nel calcestruzzo).
Nel 1974 si tiene una retrospettiva itinerante negli Stati uniti, che comincia al Jolla museum di Los Angeles per terminare a New York.

Nel 1975 espone “Objet armès” (1971- 1974) al Musée d’ Art Moderne di Parigi strumenti musicali tagliati, segati, bruciati inclusi nel cemento. Nel 1976 è invitato alla Biennale di Venezia. L’anno seguente espone “Hard and Soft” all’Andrew Crisp Gallery di New York.

Gli anni ’80: numerose mostre personali e opere pubbliche

SANS TITRE 1962 Coupe de violoncelle sur panneau de bois 162,5x130x16 cm

Agli inizi degli anni ’80 risalgono numerose mostre personali a Monaco, Ginevra, Caracas, Firenze, Parigi, Osaka, Tokyo, Nizza, Stoccarda Darmstadt. Nel 1981 realizza i “Wall Pieces”, grandi sculture murali composte da attrezzi e utensili da cucina che presenta alla Galleria OK Harris di New York.

È del 1984 l’accumulo di bandiere, opera collocata all’Eliseo per il Bicentenario della Rivoluzione Francese. Nel 1986 si tengono le mostre retrospettiva al Pavillon Web di Zurigo e all’Urlich Museum di Wichita, Kansas, oltre all’esposizione alla Fuji Television Gallery di Tokyo. Lavora sul progetto “Slices of Liberty” per il centenario della Statua della Libertà.

L’anno successivo si dedica a diversi monumenti pubblici: “Cavalleria Eroica” a Montecarlo, “Ascend to the Blues” a Memphis, Tennessee, “Le Jardin des Délices” a Grasse, “Persepolis” a Dallas, Texas, “The Fourth of July” nel Connecticut. Nel 1988 continua la realizzazione di culture monumentali: la “Vénus des Arts” nel cuore di Saint Germain de Près a Parigi, “Dionysos rivelato” per la Portman Company di Atlanta, Georgia, e la fontana Turbeau, al castello Notre Dame des Fleurs, Vence.

A Pechino in Piazza Tienanmen, Corea, realizza l’happening “Beijng Quartet I”, mentre risale al 1989 l’allestimento di “Million of miles”, in Corea, un accumulo monumentale di assi di camion saldati.

Gli anni ’90: il “francobollo Arman” e l’omaggio alla Ferrari

Nel 1990 inizia a lavorare alla nuova serie di sculture intitolata “Atlantis”. Nel 1991 partecipa alla prima biennale di Lione. Introduce la tematica delle biciclette. È dal 1993 la serie di quadri ispirata alla Notte stellata di Van Gogh. Nel 1995 termina l’insieme delle sculture della serie “Money Queens”, accumulo di diversi tagli di monete in un busto femminile. Inaugura a Beirut il monumento speranza di pace.

È del 1996 l’ordinazione del francobollo Arman per conto della Posta francese e l’esposizione “Arman e l’Arte africana” al museo della Vieille Charitè, Marsiglia, al museo delle Arti d’Africa e d’Oceania, Parigi, poi anche a Colonia e a New York.

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Nel 1999 Arman rende omaggio alla Ferrari: “La Rampante” è una scultura costituita da macchine da corsa in bronzo rosso, tagliate e sovrapposte, collocata a Imola, davanti al circuito automobilistico.

Gli anni 2000: la morte e i tributi postumi all’arte di Arman

Nel 2001 si tiene la grande retrospettiva al MAMAC di Nizza. Crea, partendo per la prima volta da un modello vivente, la scultura interattiva in bronzo “Grain de Bautè”. Nel 2003 inaugura un’antologica a Teheran (Iran).

Il 22 Ottobre del 2005 Arman, malato di tumore, si spegne a New York, all’età di 76 anni.

Nel 2006 al MAMAC di Nizza ha luogo la retrospettiva dedicata al suo primo periodo, dal titolo “Subida al Cielo”. Nel 2007 alcuni lavori del maestro vengono presentati in occasione di “Le Nouveau Realisme”, la più importante mostra dedicata al movimento omonimo attualmente in corso alle Galeries Nationales du Grand Palais di Parigi, poi programmata allo Sprengel Museum di Hannover.
Sue opere figurano nelle più grandi collezioni e in novanta musei del mondo.

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