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Sarcofago del Portonaccio con raffigurazione di scontro tra Romani e Barbari (I sec. d.C.), marmo bianco a grana media. Museo Nazionale Romano - Palazzo Massimo alle Terme, Roma. Dimensioni: 114 x 239 x 116 cm

Roma e i Barbari. La nascita di un nuovo mondo

In mostra a Palazzo Grassi 1.700 oggetti per uno storico puzzle a cavallo tra le campagne di Cesare e il secondo millennio

a cura di Redazione, il 19/01/2008

Da dentro del Contemporaneo nell’arte, Palazzo Grassi diviene temporaneamente sede espositiva di un percorso importante nella storia, un ampio periodo della durata di mille anni, in cui si è formata l’identità del continente europeo.

Un’esposizione frutto della collaborazione tra Palazzo Grassi, l’Ecole Française de Rome, e la Kunst-und Ausstellungshalle di Bonn

“Roma e i Barbari. La nascita di un nuovo mondo” (apertura da sabato 26 gennaio), l’ultima mostra legata alla guida di Jean-Jacques Aillagon, vuole proporre una visione differente di questi mille anni decisivi per quell’entità geografica oggi chiamata Europa, che troppo spesso celebra radici greche, romane ed ebraico-cristiane, scordando le proprie origini barbare, peraltro assai potenti e determinanti.

Elmo di Vézeronce (520 d.C. circa), bronzo, cuoio, ferro. Collezione Musée Dauphinois di Grenoble, in deposito al Museo De l'ancien Evêché, Grenoble (Francia). Dimensioni: altezza 18 cm, diametro 21 cm

Molti degli oggetti in mostra sono considerati dei tesori nazionali, alcuni sono frutto di scoperte recenti

L’esposizione veneziana raccoglie circa 1.700 oggetti, frutto della collaborazione tra Palazzo Grassi, l’Ecole Française de Rome, e la Kunst-und Ausstellungshalle di Bonn; sono circa 200 i prestatori provenienti da 24 paesi d’Europa, dagli Stati Uniti e dall’Africa, per quanto riguarda i prestiti tunisini relativi al regno vandalo di Cartagine.

Molti degli oggetti esposti sono considerati dei tesori nazionali; è il caso per esempio del tesoro di Beja in Portogallo, del reliquiario esagonale di Conques, o del tesoro di Childerico, conservato alla Biblioteca Nazionale Francese a Parigi, dell’evangeliario di Notger in Belgio, del ritratto presunto di Amalasunta conservato al Museo del Bargello a Firenze.

Numerosi sono gli oggetti presentati, come ad esempio il cofanetto di Teodorico, che per la prima volta dopo 1.400 anni lascerà l’abbazia di Saint-Maurice in Svizzera per la mostra.

Alcuni di questi reperti sono frutto di scoperte recenti, come ad esempio il piede monumentale in bronzo di Clermont-Ferrand o il tesoro della tomba della dama di Grez-Doiceau di Namur, o ancora la lancia da parata di Cutry (Moselle, Francia). Notevole è anche la presenza in mostra degli Scettri del Palatino (Roma), recentemente ritrovati.

Esposti anche rarissimi documenti manoscritti

Accanto agli oggetti archeologici è da segnalare che la mostra raccoglie rarissimi documenti manoscritti, tra i quali il Book of Mulling, gli evangeliari di Saint-Vaast e di Marmoutier, nonché il manoscritto di un Vangelo secondo San Giovanni in miniatura copiato in Italia tra il V ed il VI secolo.

“Roma e i Barbari” si concentra dunque sui fenomeni che toccano più direttamente i territori dell’Europa occidentale, senza tralasciare i processi che, partendo dall’Oriente, hanno interessato anche l’Occidente. Non va scordato il ruolo svolto dal Mediterraneo, fino all’avvento del mondo arabo musulmano, di ‘bacino’ naturale per un continuo scambio di uomini, merci e idee da Est a Ovest.

Decorazioni da corredo funebre, oro e pietre preziose. Tomba di Omharus, Necropoli di Apahida, Bucarest (Romania). Museo Nazionale della Romania, Bucarest

Documentata la serie di “confronti” che fecero di Roma un melting pot

L’espansione in Europa, Africa, Asia ha permesso che l’impero Romano entrasse in contatto con altri popoli, sia testimoni di grandi civiltà come gli Egizi e i Persiani, sia dei cosiddetti Barbari. I Romani, come prima avevano fatto i Greci, per barbari intendevano coloro di cui non comprendevano la lingua e che non erano organizzati in aggregati urbani e imperi territorialmente stabili.

Il rapporto di Roma con tali popolazioni era spesso caratterizzato dall’approccio tipico del dominatore con il sottomesso, come ricorda gran parte dell’iconografia imperiale romana. Spesso però gli stessi barbari erano fautori di importanti vittorie sul piano militare.

Nel corso di più secoli, questo confronto ha significato per l’Impero la necessità di essere costantemente all’erta, tuttavia ciò ha permesso un’osmosi molto feconda tra il mondo romano e i differenti mondi barbari, creando nell’Impero un modello di civiltà aperta, quasi ‘accogliente’ nei confronti delle diversità di credo e usanze. Fu così che Roma divenne un melting pot di popoli differenti.

    Scheda Tecnica

  • “Roma e i Barbari. La nascita di un nuovo mondo”
    dal 26 gennaio al 20 luglio 2008
  • Curatore:
    Jean-Jacques Aillagon
  • Palazzo Grassi
    Venezia, Campo San Samuele 3231
  • Biglietti:
    € 10 (prenotazione facoltativa)
  • Info:
    Tel. (+39) 041 5231680
    Sito web della mostra
    Palazzo Grassi

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