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La locandina di "SCHIAVITÙ. Amore & lavoro"

SCHIAVITÙ. Amore & lavoro

A Roma un progetto di arte sociale di Alexander Jakhnagiev e Riccardo Girini sulle tematiche della prostituzione e del lavoro nero degli immigrati

a cura di Redazione, il 15/01/2008

Domani mercoledì 16 gennaio alle ore 12 presso il mercato alimentare di Piazza Vittorio in via Ricasoli a Roma, verrà inaugurata la mostra Schiavitù, frutto di una performance artistico/sociale elaborata da Alexander Jakhnagiev e Riccardo Girini sulle tematiche della prostituzione e del lavoro nero degli immigrati. In esposizione 10 grandi opere su tela corredate di video e foto.

Il progetto nel dettaglio

L’iniziativa si divide in due settori: Amore ideato da Alexander Jakhnagiev; Lavoro ideato da Riccardo Girini.

AMORE

La prima parte, creata da Alexander Jakhnagiev, pone al centro una scomoda domanda: Quanti bravi e buoni padri di famiglia utilizzano per i loro svaghi amorosi il mercato della prostituzione?
“L’Amore è …” è la domanda al centro della performance con cui Jakhnagiev ha spogliato l’identità fisica e affettiva delle professioniste del sesso. E’ infatti questa la domanda a cui 4 prostitute hanno riposto scrivendo su dei grandi cuori che cos’è l’amore per loro. Successivamente l’artista Jakhnagiev è intervenuto fisicamente con delle forbici sul corpo delle prostitute ritagliando un pezzo del loro vestito che insieme al biglietto è divenuto la base dell’opera pittorica. L’intervento con le forbici simboleggia la violenza fisica e psicologica con cui le operatrici del sesso si devono confrontare quotidianamente, ma violenza che è insita nel concetto stesso i amore. La presenza del biglietto invece è il cortocircuito dell’idea di amore di chi fa l’amore per vivere.
La performance è documentata da fotografie e video ma le prostitute non sono state inquadrate nei volti, per rispetto della privacy e per sottolineare l’aspetto della donna-oggetto-corpo.

LAVORO

Oggetto della riflessione di Riccardo Girini sono i lavoratori immigrati, sottopagati in nero, che danno tutto per avere in cambio solo la sopravvivenza. Nello stesso tempo sono anche disprezzati e temuti perchè si teme il diverso, ciò che non si conosce. Un gioco di ruoli in cui chi teme è spesso l’aguzzino… siamo noi? Quanti di noi pagano i contributi alla propria colf o badante? Quanti dei nostri proprietari agricoli segnano regolarmente i loro lavoratori stranieri? Quante delle nostre case affittate ai lavoratori stranieri hanno contratti regolarmente registrati? Riccardo Girini ha indagato sull’universo del lavoro nero e accompagnato da un fotografo e da un operatore video, ha documentato facce e condizioni di 6 tipologie di lavoro (Commesso di alimentari, Colf, Muratore, Commerciante ambulante, Lavavetri, Benzinaio). Dalla serie di foto agli immigrati ne sono state selezionate 6 che sono state stampate in gigantografia e date a 6 artisti contemporanei: Marco Barucco – Giovanni Mangiacapra – Caterina Morelli – Gloria Tranchida – Lavinia Tucciarelli – Angela Scappaticci –che hanno trasformato le foto in lavori pittorici interpretando con i loro linguaggi artistici l’espressività esistenziale dei lavoratori. Sulle opere sono state scritte le “professioni” (p.e. la tua colf, il tuo muratore ecc.) delle persone ritratte per mettere lo spettatore della mostra di fronte ad una denuncia dei propri personali comportamenti nei confronti degli stranieri visti e trattati come braccia da utilizzare e non come persone.

Chi sostiene il progetto

L’intero progetto è organizzato e sostenuto dall’Associazione Culturale Soqquadro, promosso dalla Presidenza della Provincia di Roma, patrocinato dalla Regione Lazio e dal I Municipio del Comune di Roma, e viene ospitato all’interno del grande mercato alimentare di Piazza Vittorio grazie alla collaborazione della Co.Ri.Me.

I significati della mostra anche nella scelta del luogo espositivo

Il luogo espositivo è alternativo e simbolico, perché nel mercato in antichità venivano venduti anche gli schiavi, il mercato coperto del quartiere Esquilino oggi rappresenta una sorta di riscatto per gli immigrati: molti dei cibi venduti sono di origine etnica e molti banchi appartengono a lavoratori stranieri. La scelta di questo mercato come spazio espositivo alternativo simboleggia contemporaneamente l’antica funzione del mercato come luogo anche di compravendita degli esseri umani al pari delle merci, e oggi, il riscatto possibile del moderno schiavo attraverso il suo impossessarsi del proprio lavoro mettendolo a disposizione di sé anziché di un datore di lavoro/padrone.

Scheda Tecnica

  • Schiavitù. Amore & lavoro
    Progetto di arte sociale di Alexander Jakhnagiev e Riccardo Girini
    dal 16 gennaio al 2 febbraio 2008
  • Mercato Alimentare di Piazza Vittorio
    Roma, via Ricasoli
  • Info:
    Tel. (+39) 06 4504846
    soqquadro@interfree.it
    Associazione Soqquadro
  • Le fotografie del progetto sono di Eleonora Lorenzini. Il video è di Ivan Jakhnagiev e Sara Veglianti.

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