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La nostra cultura non è ancora pronta per il prosecco: la personale di Josh George

a cura di Redazione, il 11/01/2007

Josh George torna in Italia con una nuova mostra personale che rivela i suoi solidi legami con la cultura italiana. L’esposizione inaugura sabato 13 gennaio 2007 presso lo spazio Entroterra di Milano e si intitola ironicamente “La nostra cultura non è ancora pronta al prosecco”. La mostra presenta le opere più recenti dell’artista americano, alcune delle quali inedite, riprodotte nel catalogo introdotto dal critico Mauro Corradini.
Scrive Angelo Lo Massaro: “Il prosecco e in generale il vino, unito alla geniale commistione della tecnica mista, sono i temi che animano la nuova personale del giovane artista americano, pittore che ha già esposto in Italia e profondamente legato sia alla cultura artistica italiana che al live in Italian (il cibo, il caffé con le moka, il vino, ecc.).
“Ed è proprio il vino un elemento importante nella sua ricerca artistica, visto come momento di rituale e ritrovamento collettivo, non un puro dettaglio, ma simbolo di qualità e della tradizione che lui ama citare e inserirli nei suoi dipinti graffianti e speziati.
“Sull’altra sponda dell’oceano Giovanni Cottini, un giovane produttore bresciano della zona del Garda, si appassiona all’arte, e la sua curiosità viene attratta specialmente dal mix di nuova e vecchia cultura che viene dagli States. Cottini ha invitato Josh George a lavorare sul tema del vino, con l’intenzione di sorpassare la semplice idea di un prodotto da bere: […] così i collage di George diventano il fondale dove le due culture quella italiana e quella statunitense si rincontrano tra loro.
“Si parte dal vino, quindi, ma il vino diventa un microcosmo del vivere quotidiano, che ci catapulta direttamente negli interni americani, animati spesso da solitari ed assorti personaggi, sospesi in altri mondi e di mura con carta da parati che trasudano umori e speranze umane. Si staglia in queste creature un forte lirismo espressivo e quasi una vibrante sensazione e desiderio di conoscerli, coccolarli e magari di bere in compagnia un buon prosecco per allietare l’animo.
“Così come in Tartar Traducer, dove una giovinetta timida e introversa, beve tutta raccolta nel suo rito collettivo del week-end il suo drink alcolico senza neppure sentire o provare gusto della bevanda, quasi viene voglia di incitarla alla scoperta della vita. Ed anche in una scena di compleanno, quella di Mr Adventurer, in un frastornante silenzio si appresta a festeggiare con un calice pieno di un rosso infuocato, una aspra e desolante metafora del suo tramonto esistenziale.
“In altre opere il paesaggio urbano è visto come un vino torbido e o in piena fermentazione, cieli plumbei e bituminosi si aprono sulle vie newyorkesi, con macchine che guizzano velocemente, mentre la sua folla ha fretta di rinchiudersi in casa nell’attesa di bere e cancellare le fatiche del giorno (Substantial structure, Land louping).
In ogni quadro, mille quadri che parlano, pezzi di carta, pezzi di stoffa, francobolli, etichette di vino, biglietti di tram, colori, olii, tutto una miscela promiscua per scandagliare l’anima e restituirla nella celebrazione di un’arte che vuole ancora riflettere sull’esistere”.
La mostra è stata realizzata in collaborazione con Hallar Gallery (Kansas City, USA) e Azienda Agricola Le Gaine, di Giovanni & Paolo Cottini.

Scheda tecnica

Josh George. “La nostra cultura non ancora è pronta al prosecco”
dal 13 gennaio al 14 febbraio 2007
Inaugurazione: sabato 13 gennaio, ore 17:30 (presente l’artista)

Associazione Culturale Entroterra
Milano, Via Biancospini 2

Orario di apertura:
mar-sab, ore 15-19

Biglietti:
Ingresso libero

Info:
Tel. (+39) 02 42297041
info@entroterra.it
Sito associazione culturale Entroterra
Sito web di Josh George

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