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Guido Cagnacci, "Cleopatra", olio su tela, cm. 91,5 x 72,5, Bologna - Collezione privata

GUIDO CAGNACCI

Protagonista del Seicento tra Caravaggio e Reni

a cura di Redazione, il 11/01/2008

La Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, in collaborazione con il Comune di Forlì, dedica a Guido Cagnacci la più organica e ampia retrospettiva sino ad oggi allestita in Italia. “Guido Cagnacci. Protagonista del Seicento tra Caravaggio e Reni”, questo il titolo della nuova mostra che si articolerà dal prossimo 20 gennaio all'interno delle grandi sale che costituirono la biblioteca del Convento di San Domenico, recentemente restaurato, dove si sono tenute le due precedenti mostre (“Marco Palmezzano, il Rinascimento nelle Romagne” e “Silvestro Lega, i Macchiaioli e il Quattrocento”).

Tutti lo ricordano come l’artista che meglio ha saputo trasporre sulla tela la morbida sensualità della figura femminile. Cagnacci è certo anche questo, ma dove egli diventa veramente irraggiungibile è quando, come avviene nei “Quadroni” di Forlì con la “Gloria di San Mercuriale e di San Valeriano”, egli crea scenografie di cieli tersi, impossibili eppure reali, per grandi storie religiose.

Guido Cagnacci, passione e spiritualità

Guido Cagnacci nacque a Santarcangelo di Romagna nel 1601 e morì a Vienna nel 1663. Le fonti lo definiscono inquieto e litigioso, capace di passioni violente e scosso da profonda spiritualità, continuamente errante: da Rimini a Bologna, a Roma, a Forlì e poi a Venezia e infine a Vienna. Volta a volta in compagnia di giovani donne che gli facevano da modelle e che per passare inosservate si vestivano da uomo.

A questa sua indole, a questa mescolanza di passione e spiritualità, al fatto di essere stato alla scuola di molti, senza divenire mai discepolo di alcuno si debbono capolavori che superano ogni classificazione. Tra il naturalismo drammatico di Caravaggio e la bellezza virtuosa di Guido Reni. Ammirato e reietto ad un tempo in una Italia che entrava appieno nel Barocco e nella Controriforma, Guido Cagnacci fu un protagonista del suo tempo. Del Seicento egli fu protagonista, non testimone o semplice comprimario. Come un iperrealista dei nostri giorni lo affascinava l’enigma delle cose. Riuscì a rendere visibile il vero dei sentimenti, delle emozioni, a raccontare l’anima figurando il corpo.

Guido Cagnacci, "Gloria di San Mercuriale", olio su tela, cm. 411 x 230, Forlì - Pinacoteca Civica

Oltre 90 opere per descrivere l’entusiasmante percorso artistico di Cagnacci

La mostra, curata da Daniele Benati e Antonio Paolucci, costituirà la più grande monografica nazionale dedicata al pittore. La mostra, con oltre 90 opere provenienti da importanti musei italiani e stranieri, ricostruirà gli inizi della sua attività nella terra natale, già toccata da fermenti naturalistici, per poi seguirne lo sviluppo a Roma, dove Cagnacci si recò a più riprese in compagnia di Guercino, venendo in contatto con le opere di Caravaggio e dei suoi seguaci. In questo modo egli maturò convinzioni che si esplicano dapprima nelle bellissime opere sacre realizzate per le chiese riminesi e che non verranno meno neanche quando la fama ormai raggiunta lo portò nuovamente a Bologna, dove si misurò con la pittura di Guido Reni, promotore di un’ arte fortemente idealizzata da cui Cagnacci desume una nuova monumentalità ma senza che le sue immagini perdano fisicità e spessore carnale.

A fianco a Cagnacci, in mostra capolavori di grandi come Caravaggio e Guercino

Per evidenziare le peculiarità di tali esperienze, la mostra affiancherà ai capolavori giovanili di Cagnacci, dipinti del Caravaggio e dei suoi seguaci, da Vouet a Van Honthorst, da Serodine ad Orazio e Artemisia Gentileschi, a Lanfranco, nonché di Guido Reni e di Guercino. In seguito Cagnacci privilegerà soggetti profani e soprattutto di nudo femminile che gli procureranno grande fama e lo porteranno a lavorare in ambienti segnati da una grande libertà, prima a Venezia e poi a Vienna. Grande rilievo sarà riservato anche a questa fase dell'attività pittorica di Cagnacci.

Il Comitato Scientifico della mostra

Il Comitato Scientifico è composto da Marco Bona Castellotti, Alessandro Brogi, Gianfranco Brunelli, Francesco Buranelli, Ettore Casadei, Marina Cellini, Anna Colombi, Ferretti, Giovanni Gentili, Mina Gregori, Denis Mahon, Lorenza Mochi Onori, Gabriella Poma, Luciana Prati, Wolfgang Prohaska, Ezio Raimondi, Elisabetta Ricca Rosellini, Claudio Massimo Strinati, Giordano Viroli, Franco Zaghini.

Leggi la nota biografica a cura di Daniele Benati
Leggi il commento di Daniele Benati
Leggi il commento di Antonio Paolucci

Scheda Tecnica

  • Guido Cagnacci. Protagonista del Seicento tra Caravaggio e Reni
    dal 20 gennaio al 22 giugno 2008
  • Curatori:
    Antonio Paolucci, Daniele Benati
  • Musei San Domenico
    Forlì, Piazza Guido da Montefeltro
  • Orario di apertura:
    mar- ven, ore 9.30-19; sab, dom, giorni festivi, 4 febbraio, 24 marzo e 2 giugno: ore 9.30-20; lun chiuso.
    La biglietteria chiude un’ora prima.
  • Biglietti:
    Intero € 9 ; ridotto € 6 per gruppi superiori alle 15 unità, minori di 18 e maggiori di 65 anni, titolari di apposite convenzioni, residenti nella provincia di Forlì-Cesena; speciale € 4 per scolaresche (scuole primarie e secondarie) e disabili; gratuito per bambini fino ai 6 anni, un accompagnatore per ogni gruppo, accompagnatore disabile, due accompagnatori per scolaresca, giornalisti con tesserino, guide turistiche con tesserino.
  • Visite guidate:
    Gruppi € 80; Scuole € 50; Visite in lingua € 110
  • Catalogo e bookshop:
    a cura di Silvana Editoriale
  • Progetto di allestimento:
    Wilmotte et Associés di Parigi, Lucchi e Biserni di Forlì
  • Info e prenotazioni:
    Mostra: Tel. 199.199.111
    Riservato gruppi e scuole (incluso visite e laboratori):
    Tel. (+39) 02 43353522
    servizi@civita.it
    Sito web della mostra

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