Mostre » La Collezione di Cesare Zavattini

Marino Marini, Cavallo e Cavaliere, 1948, Tempera su cartone, cm. 8 x 10

La Collezione di Cesare Zavattini

Unicità e fantasia del piccolo formato al MAGI’900. In mostra la raccolta delle “opere minime” appartenute al poliedrico giornalista e scrittore

a cura di Redazione, il 05/01/2008

Un taglio inedito è quello che caratterizza l’esposizione curata da Vittoria Coen sulla collezione di Cesare Zavattini che si aprirà domenica 20 gennaio 2008 al MAGI’900 Museo d’Arte delle Generazioni Italiane del ‘900 a Pieve di Cento (Bologna). “La Collezione Zavattini. Unicità e fantasia del piccolo formato”, visitabile fino al 24 febbraio, indagherà un aspetto della collezione che finora è stato sotto gli occhi di tutti, ma, forse proprio per questo, perfettamente invisibile ai più: la raccolta delle “opere minime” (misurano solo 8x10 cm) è l’unica composta interamente da tele eseguite su commissione.

500 tele in esposizione

L’attenta opera di valorizzazione del patrimonio artistico del XX secolo italiano portata avanti dal MAGI’900 e dal suo fondatore Giulio Bargellini propone con questa esposizione di quasi 500 tele una innovativa rilettura della collezione di Cesare Zavattini identificandone nella progettualità un’ulteriore cifra caratteristica oltre a quella ben nota del formato.

Antonio Carena, Radiografia di un paesaggio, 1964, Olio su compensato, cm. 8 x 10

Il poliedrismo di Cesare Zavattini

Il poliedrico Zavattini infatti, già assai noto come giornalista, scrittore, sceneggiatore cinematografico e fumettista, emerge qui quale innovatore del concetto stesso di collezionismo. Laddove normalmente una raccolta va formandosi attorno ad uno stile, ad un tema o in generale ad una specificità che afferisce solamente alla sensibilità dell’artista ecco che “Za” (come amavano chiamarlo gli amici) introduce un elemento di novità, di rottura, una geniale intuizione che pone il collezionista all’interno del processo creativo. Il collezionismo viene in questo modo a perdere la connotazione feticista della passione per la raccolta e diventa un fatto inedito; la stessa collezione non ha più nulla a che vedere con la somma delle opere di cui è composta e diventa essa stessa opera d’arte.

In mostra opere di grandi maestri del Novecento

Nella raccolta delle “opere minime”, iniziata negli anni ’40 quasi casualmente con il bozzetto di un dipinto di Massimo Campigli, si annoverano molti celebri esponenti del ‘900 italiano: da De Pisis a Marini, da Manzù a Fazzini, da Ligabue a Rosai e Melotti, fino ai più vicini Lombardo, Mambor e Fioroni per citarne solo alcuni. A completamento del corpus principale di opere facenti parte della collezione permanente del MAGI’900 si aggiungeranno per l’occasione un nucleo di ulteriori 29 importanti 8x10 provenienti da prestiti privati. Un lungo filo rosso che attraversa le differenti esperienze pittoriche del secolo breve italiano e allo stesso tempo uno specchio della straordinaria personalità di Cesare Zavattini. Lo sguardo limpido con cui si avvicinò alla pittura, l’assenza della malizia del consumato intellettuale, la profonda fiducia nell’arte quale fattore di rinnovamento civile della società furono tutte caratteristiche che diedero vita ad un unicum artistico senza precedenti.

Tutte le opere in mostra saranno riprodotte a grandezza naturale e raccolte in un inedito volume a colori realizzato per l’occasione.

Leggi il testo critico di Vittoria Coen “Piccole opere per una grande Collezione”

Scheda Tecnica

  • La Collezione Zavattini. Unicità e fantasia del piccolo formato
    dal 20 gennaio al 24 febbraio 2008
    Inaugurazione: domenica 20 gennaio, ore 17
  • Curatore:
    Vittoria Coen
  • MAGI’900 Museo d’Arte delle Generazioni Italiane del ‘900
    Pieve di Cento (Bologna), via Rusticana A/1
  • Orario di apertura:
    mar-dom, ore 10-18
  • Biglietti:
    Ingresso libero
  • Info:
    Tel. (+39) 051 6861545 - Fax (+39) 051 6860364
    info@magi900.com
    MAGI’900

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