Special » Francesco Furini, il percorso espositivo

Francesco Furini, Aurora e Cefalo, olio su tela, cm 233 x 199, Ponce (Puertorico), Museo de Arte - Fundacion L.A. Ferre.

Francesco Furini, il percorso espositivo

Le sette sezioni in cui si sviluppa l'importante mostra fiorentina

a cura di Redazione, il 04/01/2008

Il percorso della mostra, incentrata esclusivamente sulle opere del Furini secondo un nitido impianto monografico, si articola attraverso sette sezioni organizzate in sequenza cronologica ma anche, fin dove possibile, tematicamente omogenee.

Accolti da l’Aurora e Cefalo

La sezione introduttiva, all’ingresso del Museo, presenta una sola grande opera, a guisa d’ouverture; l’Aurora e Cefalo (Ponce, Portorico, Museo de Arte), capolavoro del pittore ventunenne.

“La Giovinezza: anni ‘20”

La prima sezione è quindi intitolata a “La Giovinezza: anni ‘20”. Essa mostra i primi passi del pittore con la prima opera firmata: l’ottagono raffigurante il Ritorno dalla fuga in Egitto, ritrovato nei depositi delle gallerie fiorentine e appositamente restaurato, che si pubblica per la prima volta. Quindi il giovanile Autoritratto (Firenze, Galleria degli Uffizi) che presenta fisicamente il pittore al pubblico (anche quest’opera è stata restaurata in occasione della mostra). Segue la Santa Caterina d’Alessandria (Firenze, Galleria degli Uffizi) attribuita per lungo tempo ad Artemisia Gentileschi; uno squisito dittico di Annunciazione (Firenze, collezione privata) che viene esposto al pubblico per la prima volta e quindi si entra nel vivo con le opere più formate, come Pittura e Poesia (Firenze, Galleria Palatina) che venne eseguito fra il 1624-1626 come morceau de reception per l’ingresso del pittore nell’Accademia del Disegno; il raffinato idillio pastorale Aci e Galatea (München, Alte Pinakothek); il tumultuoso Venere piange la morte di Adone (Budapest, Szépmüvészeti Muzeum) che mescola studi dai marmi antichi e suggestioni artemisiesche; e infine l’Allegoria nuziale Salviati-Medici (Migliarino - Pisa, collezione duchi Salviati) di cui nel percorso della mostra si presentano anche il disegno preparatorio (all’Ashmolean Museum di Oxford) e il bozzetto (Stuttgart, Staatsgalerie). Il dipinto venne eseguito in occasione delle nozze fra il duca Jacopo Salviati e Veronica Cybo nel 1628, matrimonio che poi sfociò nel delitto ordito dalla Cybo ai danni dell’amante del duca, la ventenne Caterina Canacci, a cui la nobildonna fece tagliare la testa la notte di capodanno del 1633 mandandola in dono al marito in un cesto di biancheria la mattina successiva.

Francesco Furini, Allegoria della morte di Lorenzo il Magnifico, affresco, Firenze Palazzo Pitti, Museo degli Argenti, Salone di Giovanni da San Giovanni.

“I grandi quadri da stanza: 1630-1633”

La seconda sezione rappresenta il cuore della mostra ed è intitolata: “I grandi quadri da stanza: 1630-1633”. Vi si trovano i dipinti di grandi dimensioni a soggetto biblico e mitologico eseguiti per il ricco banchiere Agnolo Galli, per don Lorenzo de’ Medici e Giovan Carlo de’ Medici, cui il Furini dovette la celebrità ai suoi tempi: la Giuditta e Oloferne (Firenze, Ente Cassa di Risparmio), che viene presentata insieme al modello di piccole dimensioni della Galleria Nazionale di Palazzo Barberini di Roma; Ila e le ninfe (Firenze, Galleria Palatina) che è il quadro-icona del Seicento fiorentino e figurerà sui manifesti come immagine della mostra; Il parto di Rachele (Schleissheim, Bayerische Staatsgemäldesammlungen); Le tre Grazie (San Pietroburgo, The Hermitage State Museum) capolavoro di classicismo notturno in cui i tre nudi femminili sono legati fra loro in uno spazio oscuro, come in una danza.

“Gli Affreschi”

La terza sezione si intitola: “Gli Affreschi” e si riferisce alle pitture murali del Furini sulla parete orientale del salone principale del Museo degli Argenti raffiguranti L’Accademia platonica di Careggi e L’allegoria della morte di Lorenzo il Magnifico.

“Disegni e Bozzetti”

La quarta sezione si intitola: “Disegni e Bozzetti” e presenta un nucleo di una decina di disegni di particolari preparatori per gli affreschi (provenienti dal Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi), fra cui vi sono fogli fra i più belli e seducenti di tutto il Seicento italiano, quindi altri disegni scelti sempre con il criterio del ruolo preparatorio per opere in mostra e provenienti da Oxford (The Ashmolean Museum; The Christ Church College Picture Gallery) e Düsseldorf (Kunstmuseum); e un bozzetto complessivo per gli affreschi (Bologna, Ente Cassa di Risparmio).

“Prete Pittore”

La quinta sezione è dedicata ai dipinti sacri ed è intitolata: “Prete Pittore” in relazione alla ‘vocazione’ di Furini, che prese i voti nel 1633. Essa comprende opere meno note, ma comunque significative per una definizione completa del personaggio storico: Visione di Santa Teresa d’Avila (Venezia, collezione privata); San Carlo Borromeo sorretto dagli angeli (San Casciano, chiesa della Misericordia, restaurato per l’esposizione); Madonna del Rosario (Empoli, chiesa di Santo Stefano degli Agostiniani, restaurato per l’esposizione); Santi Michele e Pietro (Firenze, Badia, laterale d’organo); Annunciazione (Vicchio, Museo d’Arte Sacra).

Francesco Furini, Studio di mani, sanguigna e carbone su carta bianca, mm. 270x210, Firenze Gabinetto Disegni e Stampe della Galleria degli Uffizi, inv. 9692 F.

“Intimità: anni ‘30”

La sesta sezione comprende opere raffiguranti mezzibusti e allegorie femminili, quadri a soggetto biblico e profano tutti cronologicamente riferibili alla seconda metà degli anni trenta. Per la delicata e introversa modulazione degli ‘affetti’ in questi dipinti essa si intitola “Intimità: anni ‘30”.
Vi si trovano la Maddalena penitente a mezzobusto (Vienna, Kunsthistorisches Museum); Allegoria della Fede (Firenze, Galleria Palatina); Santa Lucia (Roma, Galleria Nazionale di Palazzo Spada); Andromeda (San Pietroburgo, The Hermitage State Museum); Lot e le figlie (Madrid, Museo del Prado); Giuditta e Oloferne (Firenze, collezione privata); Giuditta (Praga, Narodni Galerie); San Giovanni evangelista (Lyon, Musée des Beaux Arts).

“Esibizione: anni ‘40”

La settima ed ultima sezione è dedicata alle opere dell’estrema maturità del Furini, tutte di cronologia compresa fra l’inizio degli anni quaranta e il 1646, anno della sua morte. Per l’accentazione barocca più spettacolare di queste tele rispetto alle precedenti essa si intitola “Esibizione: anni ‘40”.
Saranno esposte: Maddalena penitente a figura intera (Vienna, Kunsthistorisches Museum); Maddalena penitente a figura intera (Stuttgart, Staatsgalerie); San Sebastiano (Schleissheim, Bayerische Staatsgemäldesammlungen); Agar e l’Angelo (Pistoia, Cassa di Risparmio, già collezione Bigongiari); il pendant di grandi tele raffiguranti La moglie di Lot e Semiramide (entrambe del Museo della Fondazione Horne di Firenze); Sansone e Dalila (Paris, Courtesy Galerie Canesso).
Le accellerazioni emotive e dinamiche delle tele turbate di questo periodo sono portate al limite estremo nel caso della coppia di dipinti raffiguranti La cacciata di Adamo ed Eva e Lot e le figlie (Firenze, Ente Cassa di Risparmio) lasciati incompiuti dal pittore che morì di un male improvviso mentre li stava dipingendo. Destinati al duca Salviati essi chiudono con le contraddizioni e il fascino del loro ‘non-finito’ la mostra, e nell’incompiutezza quasi brutale mettono l’accento sulla fine improvvisa e precoce della vita di un grande artista del nostro Seicento figurativo, che oggi possiamo tornare a conoscere in tutta la sua ‘diversa bellezza’.

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