Mostre » I cappelli Borsalino ne L’altra metà…della mostra

Alberto Ziveri, Interno, 1938, olio su tela, cm. 103x69,5 - Archivio della Scuola Romana, Roma

I cappelli Borsalino ne L’altra metà…della mostra

A Novi Ligure accanto ai dipinti fra ‘800 e ‘900 una decina di cappelli scelti fra quelli ritratti dai pittori

a cura di Redazione, il 29/12/2007

Dieci cappelli e una cappelliera Borsalino chiudono il bell’allestimento di Stefano Bricola per la mostra “L’Altra Metà della vita. Interni nell’arte da Pellizza a De Chirico (1865-1940)” in programma fino al 13 aprile 2008 all’interno degli spazi espositivi del Museo dei Campionissimi di Novi Ligure (AL).

Un’idea suggestiva

Una scelta curiosa che costringe il visitatore a leggere a ritroso la selezione dei dipinti alla ricerca dei cappelli “citati dal vivo” nelle teche, e presi direttamente dal museo Borsalino di Alessandria.

La mostra

Curata da Nicoletta Colombo e Giuliana Godio, la mostra raccoglie 89 dipinti organizzati in sei sezioni attorno al tema portante degli ambienti domestici o sociali.
Un’originale indagine “dentro” le case o le cose: i mestieri artigianali e i loro ambienti; il contrasto fra povertà e borghesia evidenziato attraverso gli arredi o gli oggetti; i sontuosi saloni delle case da gioco, gli interni di chiese e di cori, i chiostri orientali, le mura domestiche.

I cappelli nei quadri in mostra

Ed ecco i cappelli rientrare nei quadri quasi come oggetti dell’arredamento abituale, come accade nell’opera di Gian Battista Quadrone Ultimo bacio o Congedo (1884), dove il panama appare appoggiato sulla sedia; o ancora come complementi di un abito classico o formale, come nel quadro di Carlo Pollonera Entr'acte (1886), dove i galantuomini a teatro indossano le tipiche tube dell’epoca. Difficilmente peraltro ci si faceva ritrarre con un cappello, a parte il raro Interno (1838) di Alberto Ziveri, in cui compare in primo piano un uomo pensante con cappello in testa.

La mostra e l’esposizione Borsalino

L’esposizione Borsalino che chiude il percorso di visita rispetta nel suo piccolo la sequenza cronologica che fa da fil-rouge all’intera mostra (e a ogni sezione!): se Borsalino nasce nel 1857, il 1865 è l’anno da cui prende il via il percorso della mostra. E “se dire Borsalino vuol dire cappello, ecco allora che quel particolare del quadro prende vita e si fa soggetto e non solo complemento di un’esposizione che riflette le abitudini e le mode di un dato periodo storico di cui quel copricapo è lo status simbol”. Spiega così Roberta Nobile, che ha curato l’organizzazione della mostra per il Comune di Novi Ligure. “Gli ambienti rappresentati sino al 1940 consentono un viaggio al contrario, dall’esterno all’interno, con una visione allargata, dai temi affettivi e sociali, a quelli più sobri e sfiziosi della moda, dell’abbigliamento e degli accessori”.

Nel 2008 Borsalino vola in Francia e Giappone

In occasione dei 150 anni della fondazione, il marchio piemontese ha voluto inserire il singolare omaggio all’arte partendo da Novi Ligure, per poi approdare in Francia e in Giappone nel 2008.

Borsalino all’interno della mostra

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