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Candida Höfer, Teatro di Villa Mazzacorati di Bologna I, 2006, C-print, 200 x 246 cm, © Candida Höfer, Köln / VG Bild-Kunst, Bonn. Courtesy Galleria Marabini

Candida Höfer. Bologna series

In mostra i luoghi legati alla cultura della città felsinea negli scatti dell’artista tedesca

a cura di Redazione, il 22/12/2007

Prosegue fino al 13 gennaio la mostra personale di Candida Höfer, dal titolo “Bologna Series”, allestita nei suggestivi spazi dell’ex chiesa del Suffragio - Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro. Curata da Ludovico Pratesi e realizzata in collaborazione con la Galleria Marabini di Bologna, l’esposizione riunisce cinque immagini di grande formato che la fotografa tedesca ha realizzato nel 2006 nella città di Bologna.

Immagini del Teatro Comunale, del Teatrino Anatomico e del piccolo teatrino di Villa Mazzacurati

Nel capoluogo emiliano, l’attenzione di Candida Höfer si è rivolta ai luoghi legati alla vita culturale di Bologna - scelta in quanto sede della più antica università d’Europa - che sono stati fotografati deserti e illuminati dalla luce naturale del giorno. In particolare, a Pesaro, sono esposte le immagini del Teatro Comunale, del Teatrino Anatomico e del piccolo teatrino di Villa Mazzacurati.

L’appuntamento marchigiano è un ideale completamento dell’iniziativa attualmente in corso alla Galleria Marabini di Bologna, dove sono esposte altre sette immagini della medesima serie, relative alla Biblioteca di Palazzo Poggi e alla Biblioteca dell’Archiginnasio.

Attraverso particolari inquadrature, gli interni fotografati acquisiscono una dimensione metafisica

«Ognuno di questi spazi - dichiara Candida Höfer - possiede la propria memoria personale». Attraverso le sue particolari inquadrature, questi luoghi acquisiscono un’anima propria e una dimensione metafisica, che si svincola da quella istituzionale del soggetto. Proprio come è successo per il Louvre, fotografato in occasione della mostra Candida Höfer Louvre - conclusa lo scorso gennaio nella sala della Maquette del museo francese.

Numerose sono le istituzioni museali che hanno acquisito all'interno delle proprie collezioni permanenti lavori fotografici di Candida Höfer, tra i quali, il Centre Pompidou di Parigi, il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid; la Kunsthalle di Basilea, il Moma di New York; il San Francisco Museum of Modern Art.

Luoghi di incontro e di riunione caratterizzati dalla totale assenza dell'uomo

Candida Höfer, Teatro Comunale di Bologna I, 2006, C-print, 200 x 250 cm, © Candida Höfer, Köln / VG Bild-Kunst, Bonn. Courtesy Galleria Marabini

Candida Höfer indaga con stile documentario luoghi di incontro e di riunione in condizione di totale assenza dell'uomo. Per quanto forme e strutture esaminate si somiglino, nessun luogo è però mai uguale all'altro. Il piacere dell'archiviare ambienti e situazioni crea infatti una nuova organizzazione dello spazio che si dimostra sempre variegata nei raffinati scatti fotografici dell'artista.

I suoi lavori non vogliono mostrare la realtà oggettiva ma situazioni, superfici, atmosfere e oscillano tra l'inventario e la rappresentazione, tra il concetto e l'utilizzo pratico.

“Rivelato” dai luoghi, l'uomo resta però il vero protagonista dell'opera di Candida Höfer

Nonostante le immagini siano fondate su vuoti assoluti e luminosi, il grande protagonista dell'opera di Candida Höfer rimane però sempre l'uomo, come abitante e artefice primo di spazi, ambienti e interni che rivelano indizi della sua presenza e della sua essenza, del suo vivere sociale e anche politico.

In occasione delle due mostre viene pubblicato un catalogo, edito da Hopefulmonster, con testi critici di Ludovico Pratesi, di Filippo Maggia e un’intervista all’artista.

Candida Höfer (1944, Eberswalde), con Thomas Struth, Thomas Ruff, Andreas Gursky e Axel Hutte, figura tra gli artisti più importanti nell’ambito della fotografia tedesca contemporanea, meglio nota come “la scuola di Düsseldorf”. Dal 1975 comincia un percorso artistico che la vede partecipare a diverse esposizioni internazionali, come la Documenta a Kassel nel 2002 e la Biennale di Venezia nel 2003, dove espone le sue opere nel Padiglione della Germania.

    Scheda Tecnica

  • Candida Höfer. “Bologna series”
    fino al 13 gennaio 2008
  • Curatore:
    Ludovico Pratesi
  • Centro Arti Visive Pescheria
    Pesaro, ex chiesa del Suffragio (corso XI settembre 184)
  • Orario di apertura:
    mar-dom, ore 17.30-19.30; lun chiuso
  • Biglietti:
    Ingresso libero
  • Catalogo:
    Hopefulmonster
  • Info:
    Tel. (+39) 0721 387651 - Fax (+39) 0721 387652
    Centro Arti Visive Pescheria

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